Ci sono parole che nascono in una terra e, quasi come semi affidati al vento, attraversano confini, lingue e distanze. È ciò che è accaduto alla scrittrice calabrese Lametina Marinella Vitale, protagonista di un importante momento letterario a Lugano, dove ha ricevuto il Premio della Critica nell’ambito dello Switzerland Literary Prize. Il riconoscimento rappresenta non soltanto un traguardo personale, ma anche un piccolo grande viaggio della cultura calabrese verso nuovi orizzonti. A Lugano, tra le atmosfere eleganti della Lux
Art House, la scrittura ha incontrato il mondo. Il premio è arrivato per il romanzo “La vita sa essere dolce”, opera che ha portato all’autrice l’attenzione della critica internazionale e che ha trovato spazio in una manifestazione capace di riunire voci letterarie provenienti da Paesi diversi. È difficile non pensare alla Calabria mentre si osserva questo cammino: una terra aspra e luminosa, sospesa tra mare e montagne, dove le storie sembrano nascere spontaneamente dalle pietre, dai silenzi, dalle partenze e dai ritorni. Una terra che, attraverso la penna di una sua figlia, ha trovato il modo di raccontarsi anche lontano da casa. Il riconoscimento di Lugano diventa così una finestra aperta sul mondo. La voce di
Marinella Vitale porta con sé memoria, sensibilità e appartenenza, dimostrando come la letteratura possa trasformare le radici in ali. Essere calabrese, in questo viaggio, non significa soltanto provenire da un luogo: significa custodirne l’anima e lasciarla viaggiare.
Ogni pagina diventa allora un ponte, ogni parola un filo capace di unire terre lontane. E mentre il premio brilla tra le mani dell’autrice, sembra quasi che anche la Calabria sorrida da lontano. Perché quando una scrittrice porta la propria terra oltre i confini, non parte mai da sola: con lei viaggiano i paesaggi, le voci, i ricordi e i sogni di un’intera comunità.









