C’è una luce particolare nelle sere d’estate, quando le stelle sembrano accendersi e accompagnare la musica, mentre la notte lentamente cambia volto. È stata proprio questa atmosfera a fare da cornice, il 26 agosto, alla serata organizzata a Melito di Porto Salvo, nello spazio antistante il Circolo Culturale Meli, sul Corso Garibaldi, trasformato per una notte in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto. Ad aprire l’appuntamento è stato il Presidente del Circolo Culturale Meli, Pasquale Pizzi, che ha rivolto il suo saluto al pubblico presente sottolineando il valore della cultura e l’importanza di iniziative capaci di creare momenti di incontro, partecipazione e condivisione attraverso l’arte, la musica e la danza. Poi, sotto un cielo illuminato dalle stelle, è stato il tango a conquistare la scena. Passi, musica e movimento hanno dato vita a un racconto fatto di eleganza ed emozione, in una serata in cui la danza è diventata

espressione viva della cultura e occasione per stare insieme. Un appuntamento che ha saputo unire il fascino del tango alla bellezza di una notte d’estate. Tra i presenti anche il Sindaco di Melito di Porto Salvo, Annunziato Nastasi, che ha voluto sottolineare il valore della partecipazione della comunità alla vita del paese. Nel suo intervento ha osservato come “i cittadini di Melito si sono raccolti intorno al loro paese con partecipazione attiva», sottolineando come ogni iniziativa, ogni suggerimento e ogni contributo possano rappresentare “motivo diriflessione e miglioramento”.

Il Sindaco ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a tutte le persone, le associazioni e le realtà che quotidianamente si stanno impegnando per risollevare Melito, contribuendo a restituirle vitalità, entusiasmo e quella centralità che un tempo ne aveva caratterizzato la vita sociale e culturale. Un impegno corale, ha evidenziato, che può accompagnare il paese verso una nuova stagione, nella speranza di farlo tornare ai fasti di una volta, valorizzandone le energie e le tante risorse. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al Circolo Culturale Meli, per la qualità delle iniziative proposte. Non soltanto durante la stagione estiva, ma nel corso dell’intero anno, con una programmazione capace di mantenere vivo il rapporto con la cultura, l’arte e la comunità. Un’attività costante che contribuisce a rendere il Circolo un punto di riferimento per la vita culturale e sociale di Melito. Poi, quasi come se quelle parole avessero aperto una porta verso il sogno, la musica ha cominciato a riempire la notte. Sotto la luce dell’estate, il selciato ha accolto passi leggeri, abbracci, silenzi e improvvise accelerazioni.

Il tango è arrivato come un soffio d’altri tempi, portando con sé il fascino delle milonghe argentine, la nostalgia, il desiderio e quella misteriosa eleganza che nasce dall’incontro di due corpi e di due anime. La serata, “La Milonga della Titty incontra Tango Quartet”, ha regalato al pubblico un’esperienza in cui musica e danza si sono cercate e ritrovate, fondendosi in un unico racconto.

A dare voce alle emozioni è stato il Tango Quartet, con Toto Ielasi al basso, Gino Mattiani alla fisarmonica, Andrea Militano al pianoforte e Chiara Stella Capria al violino. Le loro note hanno attraversato la notte con la profondità malinconica e appassionata del tango, trasformando ogni accordo in un invito a lasciarsi trasportare. Poi sono arrivati i ballerini, Patrizia Zappone e Francesco Guerrisi, e tutto è sembrato prendere vita. Ogni passo raccontava qualcosa: un incontro, un’attesa, una fuga, un ritorno. Il tango non era più soltanto danza, ma una lingua silenziosa fatta di sguardi, respiri e movimenti. Per qualche ora, il cuore di Melito ha battuto al ritmo della fisarmonica, del pianoforte, del violino e del basso. La strada si è fatta palcoscenico, il palcoscenico si è fatto piazza e la piazza, quasi per incanto, è diventata una grande milonga sotto le stelle. Era difficile distinguere dove finisse la musica e dove cominciasse la danza. Le note sembravano guidare i passi, mentre i passi restituivano alla musica una nuova forma.

Intorno, il pubblico osservava e ascoltava, avvolto da quell’atmosfera sospesa che soltanto le serate capaci di sorprendere sanno regalare. Il tango possiede infatti una magia particolare: non ha bisogno di grandi scenografie. Gli bastano una musica, uno spazio e due persone disposte ad ascoltarsi. In quella notte di agosto è bastato un tratto di Corso Garibaldi perché la quotidianità lasciasse spazio al sogno. E così, per una sera, Melito di Porto Salvo ha avuto la sua Buenos Aires immaginaria. Una Buenos Aires mediterranea, illuminata dall’estate e accarezzata dalla brezza, dove l’entusiasmo argentino ha incontrato la sensibilità della Calabria.

Quando la musica si è lentamente spenta e gli ultimi passi hanno lasciato la pista, qualcosa di quella notte è rimasto sospeso nell’aria: la sensazione che, almeno per qualche ora, il tempo avesse rallentato la sua corsa. E che una strada qualunque, illuminata dalle stelle, potesse davvero diventare una sala da ballo. Perché il tango, in fondo, è proprio questo: un modo per trasformare un incontro in emozione, uno spazio in sogno e una notte d’estate in un ricordo destinato a danzare ancora.









