“Tutto pagato! Il saccheggio della sanità calabrese” è un libro scritto da Santo Gioffrè, medico e scrittore calabrese. Il volume è stato al centro del dibattito organizzato dalla Fidapa – sezione Melito Porto Salvo nella serata del 25 agosto alle ore 18.30. L’incontro è stato patrocinato dal Comune melitese.
L’evento è stato aperto dalla Presidente Fidapa – Anna Rita Foti che ha dichiarato:” Saluto tutte le associazioni presenti oltre ai cittadini intervenuti. Questa sera parliamo di un’opera il cui titolo è abbastanza eloquente: “Tutto pagato! Il saccheggio della sanità calabrese”. L’intestazione ha una forte valenza sociale e civile, perché non è un libro frutto di fantasia, ma è una diretta testimonianza dell’autore stesso. Santo Gioffrè è una personalità poliedrica, medico, scrittore e politico italiano. Questa sera l’autore offrirà un resoconto preciso e dettagliato di quella che è stata la sua esperienza come commissario straordinario, presso l’Asp di Reggio Calabria.
Nel corso della sua presentazione iniziale la Presidente Anna Rita Foti ha sottolineato:” che lo scrittore nel corso del suo incarico all’Asp di Reggio Calabria si è trovato ad assistere ad una rete di truffe, che ha determinato il collasso della sanità calabrese e dei cittadini. Questo libro non è un’autodifesa, ma è un atto civile, poiché ricostruisce con meticolosità atti, documenti e accuse subite nel tentativo di fare emergere la verità. Il titolo del testo è un’amara sintesi del percorso, che ha vissuto all’interno della sanità calabrese, in quanto ogni atto illecito aveva un prezzo, che ha determinato il disastro in cui attualmente ci troviamo. Dunque, attraverso la narrazione chiara e potente l’autore ci svela dinamiche giuridiche e mediatiche, che si incontrano nel momento in cui si vuole fare emergere la verità dei conti economici della sanità calabrese. È un libro, che ci interroga non solo sulla corruzione, ma anche sull’ostilità, che si incontra quando si combatte, per la legalità. Quindi, il testo diviene essenziale, per comprendere le cause che hanno causato il collasso della sanità calabrese. Ritengo, che sia una lettura quasi obbligatoria, non soltanto per chi si occupa di sanità pubblica, ma anche per chi crede nel valore del servizio pubblico e civico. Questa è un’occasione, per riflettere non solo sul crollo della sanità calabrese, ma anche per difendere il diritto alla salute sancito dalla nostra costituzione”.
I lavori sono stati moderati dal giornalista della “Gazzetta del Sud” – Giuseppe Toscano che ha detto: “Sono felice di essere qui con voi questa sera e nel leggere il libro di Santo Gioffrè comprendo ancora di più, che è una storia che già conosco, narra la vicenda di cui ho già scritto, ovvero una terra depredata. In questo libro c’è molta carne sul fuoco, qui si tocca con mano che si parla di diritti, ma spesso sono in pochi a lottare per essi e chi si azzarda a sfidare il sistema viene fulminato e perseguitato”.
Invece, il Sindaco di Melito Porto Salvo Annunziato Nastasi ha evidenziato:” Ringrazio i presenti e lo scrittore Santo Giuffrè. La tematica, che si affronterà questa sera è importante e attuale, in quanto di sanità si discute quotidianamente, ma non si trova mai una soluzione adeguata”.
Al centro del dibattito le parole dello scrittore Santo Gioffrè: “Melito per me è una città del cuore, la frequento da sempre. Ringrazio il Sindaco, la Fidapa e tutto il pubblico presente così numeroso. Voi avete un ospedale, che è uno dei più antichi della Calabria e che ha dato a questa terra e a tutta la provincia lustro e delle professionalità, che hanno salvato moltissime vite e lo facevano con i mezzi, che avevano a disposizione, protetti dal benvolere della gente. Ora l’Ospedale sta morendo gradualmente”.
Al dibattito ha preso parte l’Ingegnere Giovanni Marino- Presidente Fondazione Marino, che ha rimarcato: “Gestisco una struttura, che si occupa di ragazzi con autismo da oltre vent’anni.
Questa sera io non voglio parlare di malasanità, ma di buona sanità, che anche quella fa parte di un sistema sanitario, che entra nella vita delle persone. La buona sanità è quella che noi facciamo a Prunella. Noi abbiamo un centro d’eccellenza nella cura e nell’assistenza delle persone con autismo, un merito riconosciuto anche a livello nazionale. Quello, che noi soffriamo in Calabria è la cattiva amministrazione e organizzazione. La malasanità di cui si parla nel libro è ignoranza o incapacità manageriali delle persone, che vengono collocate nel gestire i servizi e non ne hanno le capacità. La buona sanità si gestisce con una buona amministrazione e programmazione a livello regionale, che deve scrivere la rete territoriale della Calabria, la quale predispone i numeri e la quantità dei servizi della Regione, che poi deve finanziare. La sanità migliora se vengono ottimizzati i servizi e la malasanità va curata con una migliore
programmazione”.

Nel corso dell’evento il moderatore Giuseppe Toscano ha sottolineato un passo rilevante del libro a pagina 35 in cui si rimarca la scelleratezza e anarchia totale della sanità calabrese in cui si mette in evidenza “com’è possibile che nei dieci anni dei ministeri competenti preposti al controllo nessuno si è accorto di quello che stava accadendo?”. Al riguardo, il giornalista ha sottolineato, che si riferiva ad un bilancio orale tramandato a voce. Gioffrè ha ribadito: “Noi siamo da sedici anni dentro ad un meccanismo di macelleria sociale, che si chiama: piano di rientro dal debito sanitario. Dunque, questo significa che noi insieme ad altre nove regioni nel 2009, in base ad una legge di Berlusconi del 2004, la quale sottolineava che le Regioni, che non pagavano i fornitori in cinque anni, il Governo di conseguenza le centralizzavano, assumendo su di sé la responsabilità. Inoltre, Il piano di rientro comporta la chiusura di diciotto Ospedali a partire dal primo dicembre del 2010 come Siderno, Palmi, Cittanova, Taurianova e Oppido e contemporaneamente è avvenuto il blocco del turnover, cioè da quel momento in poi non si poteva più assumere nessuno e chi andava in pensione non veniva sostituito e tutto questo ha portato alla morte della sanità, perché se non viene sostituito un primario o il personale medico gradualmente i singoli reparti scompaiono, i servizi non esistono più e i consultori vengono chiusi e i medici di medicina generale incominciano ad essere introvabili. Mentre le altre 8 Regioni hanno migliorato i conti, come il caso del Piemonte, poiché il Governo li ha aiutati, l’unica che non riesce a risolvere il problema della sanità è la Calabria. Il problema non viene sciolto, perché fin dal 2005, quando esistevano le aziende sanitarie, come Palmi, Locri e Reggio Calabria prima della fusione, queste strutture non pagavano nessuno, ma non conservavano nemmeno quello, che avevano pagato, ad esempio Palmi denuncio nel 2007 l’incendio da dove partivano i pagamenti, mentre il sistema meccanografico di Locri in cui si verificava la contabilità andò in tilt e lo chiusero e subito dopo incominciarono a
fare a mano. Tutto questo, ha comportato l’impossibilità di fare inquadrare i conti, perché a monte c’è una rapina, un sistema che andava a saccheggiare l’ASP ed è tuttora in attività. Non abbiamo più dottori, né infermieri”.
All’incontro ha preso parte anche il giornalista Paolo Toscano, che ha dichiarato:” Ricordo il giorno che mi trovavo in redazione quando arrivò Santo Gioffrè con una carpetta sotto il braccio.
All’interno si trovavano tutte le carte della mega truffa, che avevo scoperto e lo stesso cercava di lavorare, per disinnescarla. Allora, la Gazzetta del Sud uscì con la notizia occupando un’intera pagina e da quel momento partì tutto. Io sono stato vicino a Santo Gioffrè, perché è stata una persona leale, onesta e idealista, che credeva realmente nella legalità della sanità, prestava fede in quello che faceva. All’epoca ci siamo entrambi illusi, perché abbiamo pensato,
che forse era iniziata la stagione del cambiamento della legalità per la sanità. Non ci siamo resi conto però di un mondo fradicio, che si stava sfaldando, per tutto quello che era successo. Si parlava prima di bilanci orali, che si possono paragonare alla tradizione omerica, ovvero quando vigeva la pratica di tramandare le gesta degli eroi a vivavoce di padre in figlio, tutto questo è avvenuto poi dopo molti anni anche da noi nella sanità calabrese. L’intero territorio nazionale derideva il sistema sanitario calabrese. Un caso eclatante è stato anche quello della città di Locri, dove non si trovavo tracce di bilancio, che ammontavano a spese per circa 2 milioni di euro in acquisti di materiali che non servivano e protesi di un costo dieci volte quello reale, che si aggira tra 8 0 9 mila euro, comparate a 82 mila euro”.
Sicuramente, la mancanza di una mappatura dei conti pubblici e la trasmissione di bilanci in forma orale possono essere problematiche significative, per la trasparenza e la gestione efficace delle finanze pubbliche.
Alla fine dell’evento il Primo Cittadino melitese Nastasi ha detto:” Accolgo la proposta di intitolare due strade a dei personaggi illustri del nostro paese, ovvero i Dottori Spatolisano e Pannuccio. Due personalità importanti e fiore all’occhiello di Melito Porto Salvo. Penso, che è necessario scrivere la storia dell’Ospedale melitese, affinché la nuova generazione possa conoscerla con tutti gli aneddoti. Nel nostro Nosocomio un tempo si operava con coraggio ed erano presenti 120 posti letto, è fondamentale tramandare la storia”.