LE NORME APPROVATE, IL METODO USATO (DECRETI, SCARSO COINVOLGIMENTO PARLAMENTARE, …) DANNO UN INDICATORE DEL TREND DI UN GOVERNO. NORME SEMPRE PIU’ RESTRITTIVE PER I CITTADINI E PIU’ GARANTISTE PER I BUROCRATI.

Molti umani hanno una tendenza ancestrale a non voler decidere sentendo gli altri, anzi sono disturbati dalla condivisione delle decisioni, non accettano ostacoli, dissensi, proteste di piazza ,che rallentano o impediscono di arrivare ai loro obiettivi ritenuti risolutivi. E’ evidente che mancano del “sale” della democrazia.

E che fanno? Pur trovandosi in presenza di leggi che non tralasciano nulla, si prodigano nell’introdurre altre norme restrittive per non consentire agli altri di essere di ostacolo, forti del fatto che hanno coinvolto umani che la pensano come loro.

Che questa sia la strada sbagliata lo dimostra il fatto che neanche le pene più severe come ergastoli e pena di morte – ove è stata introdotta – che pur esistono, impediscono i crimini.

E a livello internazionale tutte le regole di convivenza civile vengono disattese platealmente ammantando le loro trasgressioni e aggressioni con nobili principi, come la pace, la democrazia, che nascondono brame di potere, di controllo di aree o addirittura di controllo planetario. Spesso i pericoli, i nemici, se non ci sono già se li creano.

Ma in questa disamina vogliamo restare all’ambito nazionale.

Dalla tipologia delle norme introdotte si arguisce che i legislatori non sono sfiorati dall’idea che centrale è la formazione di un cittadino consapevole possibile in una società più equa. Basta reprimere. Evidentemente non conoscono la terza legge della dinamica.

Facciamo un  elenco separato e sintetico, distinguendo chiaramente tra:

  •  norme effettivamente approvate (leggi/decreti convertiti)
  •  norme proposte / modificate / non approvate nella forma originaria

L’esposizione è  descrittiva ma include anche le critiche tipiche per capire perché alcune vengono definite “liberticide”.


 NORME APPROVATE

1. Decreto “anti-rave” (2022, convertito in legge)

  • Reato per raduni non autorizzati con rischio per ordine pubblico.
  • Pene fino a diversi anni.
  • Critiche: formulazione ampia → possibile applicazione anche a proteste.

2. Decreto Cutro / norme su immigrazione (2023)

  • Inasprimento reati legati all’immigrazione irregolare.
  • Nuove fattispecie (es. morte/lesioni legate al traffico migranti).
  • Critiche: approccio molto repressivo.

3. Riforma Nordio della giustizia (2024)

  • Limiti alla diffusione delle intercettazioni.
  • Critiche: meno strumenti anticorruzione e minore trasparenza.

4. Legge contro eco-attivisti (“eco-vandali”) (2024)

  • Sanzioni amministrative e pecuniarie più dure per azioni su beni culturali.
  • Critiche: colpisce forme di protesta simbolica.

5. Decreto Sicurezza (DL 48/2025 → legge 80/2025)

  • Nuovi reati (es. blocchi stradali, resistenza passiva).
  • Maggiori tutele e poteri per forze dell’ordine.
  • Critiche: limitazione del diritto di protesta.

6. Decreto Sicurezza bis (2026)

  • Fermo preventivo fino a 12 ore per soggetti ritenuti pericolosi in manifestazioni.
  • Inasprimento pene (armi, violenza urbana).
  • Critiche: possibile uso preventivo contro manifestanti.

7. Accordo Italia–Albania sui migranti (2024)

  • Trasferimento migranti in centri fuori territorio italiano.
  • Critiche: questioni su diritti e giurisdizione.

NORME PROPOSTE / MODIFICATE / NON APPROVATE (O CAMBIATE)

1. DDL Sicurezza (versione originaria)

  • Pacchetto molto più ampio e severo su proteste e ordine pubblico.
  • Critiche istituzionali (Quirinale, ONU, OSCE).
  •  Non approvato così com’era → trasformato poi nel Decreto Sicurezza 2025.

2. Pacchetto sicurezza 2023–2024 (prima versione)

  • Includeva:
    • restrizioni più dure su proteste
    • norme su cannabis e SIM per stranieri
  •  Versione modificata più volte prima dell’approvazione finale.

3. Riforma costituzionale “Nordio” (2025–2026)

  • Separazione carriere magistrati/PM, riforma CSM.
  •  Non entrata in vigore: sottoposta a referendum e respinta.

4. DDL su cannabis light (restrizioni più dure)

  • Proposte di criminalizzazione più ampia.
  • Criticate e modificate, con impatto ridimensionato.

5. Misure più estreme su proteste (bozze iniziali)

  • Pene più alte e norme più ampie su dissenso.
  • Ridimensionate o eliminate durante iter parlamentare o nei decreti finali.

Mentre scriviamo altre misure molto contestate sono in corso e riguardano gli immigrati.


Sintesi finale

  • Approvato davvero:
    • norme su sicurezza, proteste, immigrazione e giustizia (più restrittive rispetto al passato).
  • Non approvato o modificato:
    • le versioni più dure iniziali (soprattutto su proteste e ordine pubblico).
    • alcune riforme strutturali (es. costituzionali).

In pratica:

  • molte misure criticate come “liberticide” esistono davvero ma in forma attenuata rispetto alle intenzioni
  • altre sono rimaste proposte o sono state corrette

IL reato di abuso d’ufficio è l’unico che è stato ridimensionato, nel senso negativo del termine, e sarà oggetto di una trattazione a parte.