Ci sono diverse chiavi di lettura possibili per spiegare perché, dopo 12 anni di centrosinistra a Reggio Calabria, una parte dell’elettorato abbia scelto Francesco Cannizzaro e il centrodestra, nonostante la città negli ultimi anni abbia comunque avuto alcuni segnali di miglioramento sotto Giuseppe Falcomatà.
Un ventaglio di considerazioni emerge dai media; Il Tempo, Il Fatto Quotidiano, l’ANSA, Il Metropolitano, ecc.
Una motivazione forte sembra essere proprio la perdita di leadership politica percepita dopo il passaggio di Falcomatà in Regione. Molti elettori identificavano il progetto del centrosinistra con la figura personale di Falcomatà più che con una classe dirigente ampia. Quando lui è uscito dal Comune, il centrosinistra è apparso meno coeso e meno carismatico. Altre analisi giornalistiche hanno sottolineato che il centrosinistra non è riuscito a costruire una successione forte e autonoma.
In parallelo, Cannizzaro ha lavorato da mesi su un’idea molto “personalizzata” della campagna: coalizione larga, forte presenza territoriale, linguaggio identitario (“Reggio”, “maglia amaranto”, “orgoglio cittadino”), e soprattutto immagine di uomo capace di ottenere risorse e relazioni istituzionali grazie ai legami con la Regione Calabria guidata dal centrodestra. E in un’epoca in cui l’immagine incide più della realtà …
Un altro elemento è la fisiologica stanchezza dopo dodici anni di amministrazione. Anche quando una città “va avanti”, si accumulano problemi irrisolti, logoramento interno, conflitti nel partito, percezione di continuità senza slancio.
Diversi commentatori hanno parlato di un centrosinistra rimasto troppo chiuso nelle dinamiche di Palazzo e meno capace di intercettare il desiderio di “cambio”.
Poi c’è il fattore politico nazionale e regionale: la Calabria oggi è fortemente orientata verso il centrodestra, Roberto Occhiuto e Forza Italia hanno una macchina territoriale molto radicata; Cannizzaro è riuscito a presentarsi come l’uomo che può collegare Comune, Regione e governo nazionale.
Infine, conta molto anche la narrazione. Il centrodestra ha costruito una campagna basata sull’idea: “Reggio può fare un salto di scala”.
Grandi opere, waterfront, porto, turismo, ruolo mediterraneo della città.
Anche chi non credeva completamente ai progetti poteva comunque vedere in Cannizzaro energia politica, visione e capacità di comando. In elezioni comunali questo pesa tantissimo.
Quindi la sintesi potrebbe essere: non necessariamente bocciatura totale dei 12 anni di sinistra, ma esaurimento di un ciclo politico. dipendenza eccessiva dalla figura di Falcomatà, maggiore forza organizzativa e narrativa del centrodestra, desiderio di un rapporto più diretto con Regione e governo nazionale.
Come per le angurie e ammessa la prova (?) Non è la prima volta e … si sa come è andata a finire









