San Leo — chiamato anche Leone o Leonzio — fu un monaco ed eremita basiliano vissuto tra XI e XII secolo nell’Aspromonte greco-bizantino. La tradizione lo lega profondamente sia a Bova sia ad Africo.

Chi era San Leo

Secondo le fonti agiografiche: conduceva vita ascetica e contemplativa; viveva tra boschi e montagne dell’Aspromonte; lavorava la resina dei pini; distribuiva il ricavato ai poveri; fondò un monastero presso Africo.

È una figura tipica del monachesimo greco-orientale presente in Calabria nel Medioevo bizantino: silenzio, povertà, preghiera, vita eremitica, lavoro manuale.

La sua figura rappresenta ancora oggi la continuità tra: Calabria greca, spiritualità bizantina, identità aspromontana.

Perché è così importante a Bova

San Leo è: patrono di Bova; compatrono dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova.

La festa principale si celebra il 5 maggio, giorno tradizionalmente associato alla sua morte.

A Bova esiste la storica Chiesa-Santuario di San Leo, dove sono custodite reliquie importantissime:

teschio, ossa delle mani, ossa dei piedi.

Una storia molto particolare: il “conteso” tra Bova e Africo

Una delle cose più affascinanti è che San Leo è un santo “conteso”.

Secondo la tradizione: morì presso Africo;

i bovesi avrebbero preso le reliquie portandole a Bova;

ciò causò forti tensioni storiche tra le due comunità.

Per questo: a Bova la festa è il 5 maggio; ad Africo si celebra l’ottava, il 12 maggio.

Questa rivalità religiosa racconta anche la storia profonda delle comunità aspromontane.

La festa del 5 maggio

La festa è molto suggestiva e conserva elementi antichi della devozione popolare calabrese.

Tra i momenti più importanti: il 4 maggio il busto argenteo con le reliquie viene portato in processione;

il simulacro attraversa le strette vie del borgo; si svolgono veglie, canti tradizionali e riti popolari;

il 5 maggio avviene la grande processione solenne.

Molto caratteristico è anche:

il canto in dialetto bovese dedicato al santo; la presenza delle confraternite; il forte coinvolgimento degli emigrati che ritornano per la festa.

Quest’anno oltre al parroco di Bova Marina era presente una delegazione di Delianuova – parroco e sindaco – cittadina gemellata la cui popolazione ha origine da Delia, oggi frazione di Bova Marina, un tempo parte della Megali Vua – Grande Bova cioè la Bovesìa

Il significato simbolico di San Leo San Leo: non è soltanto un santo religioso.

Per molti rappresenta: la memoria della Calabria greca; la spiritualità dell’Aspromonte; il legame tra montagna e fede; l’identità antica della Bovesìa.

In lui convivono: cultura bizantina, tradizione popolare, storia medievale, religiosità contadina e montana.

È quasi una figura “ponte” tra Oriente e Calabria.

Una frase che sintetizza bene San Leo

“San Leo è il santo dell’Aspromonte greco: eremita, povero, bizantino e profondamente legato all’anima antica di Bova.”

Foto di Salvatore Borrello da fb