PARTE LA RISCOSSA DEI VINI CALABRESI

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La Guida del Touring Club “Vini buoni d’Italia” attribuisce al Cirò rosso sei corone              (massimo riconoscimento riservato solo ai vini top); un risultato questo che conferma l’eccellente lavoro di crescita della Calabria che sul fronte vitivinicolo ha ancora tanto da dire.

I vini calabresi aventi la qualifica di vino di origine controllata (DOC) attualmente sono nove:  Bivongi, Cirò (sia rosso che  bianco), Greco di Bianco, Lamezia, Melissa, Sant’Anna Isola Capo Rizzuto, Savuto, Scavigna, Terre di Cosenza, mentre sono dieci quelli aventi il riconoscimento di indicazione geografica tipica (IGT): essi sono Arghillà, Calabria, Costa Viola, Lipuda, Locride, Palizzi, Pellaro, Scilla, Valdamato e Val di Noto.

I primi ad avere riconoscimenti, anche a livello internazionale, sono stati il Gravello di Librandi e il Garrone di Odoardi, ma oggi sono tante le etichette e le cantine calabresi che hanno ricevuto premi e riconoscimenti. Tra queste ultime si evidenziano le seguenti aziende: Benevento (riconosciuti come i signori dello zibibbo), Baccellieri, Giraldi & Giraldi, Cantine Vincenzo Ippolito e la Pizzuta del Principe.

Un ruolo rilevante nello sviluppo della viticultura di qualità  nel territorio calabrese è da attribuire all’esperienza “EuVite” che è da considerarsi il primo modello nel meridione di associazione fra produttori, uniti per promuovere la vitivinicultura calabrese, condividendo  competenze e conoscenze. Costituitasi nel 2008 comprende cinque aziende in rappresentanza di altrettanti territori: Librandi di Cirò, Malaspina di Melito Porto Salvo, Poderi Marini di San Demetrio Corone (Cosenza), Serracavallo di Bisignano (Cosenza) e Statti di Lamezia Terme.

Il rilancio del vino calabrese passa anche attraverso un maggiore impegno nella distribuzione internazionale; in questo campo particolari attenzioni sono rivolte al mercato nordamericano e in particolare a quello canadese che risulta essere un mercato in forte crescita. con il ; quest’ultimo è da considerarsi, per il settore enologico italiano, un mercato in forte crescita (+10%).