In un precedente articolo ci siamo occupati della presenza dei Salesiani nell’odonomastica del Comune di Bova Marina e del loro intreccio intimo con la nascita del Comune. Ma la religiosità locale va ben oltre perché si intreccia con la storia di Bova (la Chora), con la grecità, con l’ortodossia.

Se pensiamo al periodo bizantino quando in diverse ondate arrivarono monaci greci in tutta la calabria fondando monasteri in numero enorme che diventavano nelle varie località centri di diffusione culturale, di diffusione delle lingua greca e della religiosità, si capisce l’asserto.

Il massimo di questo evento si ebbe nei cinquecento anni, dal VI all’XI secolo, cioè nei secoli in cui la Calabria fu sotto l’Impero Romano d’Oriente.

L’intera Calabria era greca come si evince indagando anche sulle etimologie dell’onomastica e della toponomastica. Qui ci riferiamo ai religiosi, in un prossimo articolo indagheremo sugli studiosi della grecità locale e regionale che vengono onorati con le intitolazioni a loro nome.

Il territorio comunale è stato interessato anche dalla presenza ebraica, esaltata dalla creazione del Parco Archeoderi in fregio alla Via della Sinagoga (che vi sorgeva come testimoniano i resti e il bellissimo mosaico), alla via dedicata a Paolo Orsi, famosissimo archeologo, e alla via dedicata a Shabetai studioso del mondo ebraico.

Nell’odonomastica di Bova Marina, che è in via di adeguamento, per tutto ciò sono presenti le migliori espressioni che qui riportiamo in ordine casuale.

SAN COSTANTINO

Il culto di Costantino sorse a Costantinopoli subito dopo la sua morte (IV secolo d.C.) perché fu sepolto nella chiesa dei Dodici Apostoli di quella città. Poi lentamente si diffuse fra tutte le popolazioni cristiane di rito bizantino

 BARLAAM DI SEMINARA (link all’articolo)

(1290-1348) è stato un matematico, filosofo, vescovo cattolico, teologo e studioso della musica italiano. Scrisse anche di aritmetica, musica e acustica. Fu uno dei più convinti fautori della riunificazione fra le Chiese d’oriente e occidente. È considerato insieme ai suoi due allievi Leonzio Pilato e Boccaccio uno dei padri dell’Umanesimo: Barlaam fu maestro di greco e latino di Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, diede un importante contributo, attraverso la riscoperta dei testi greci, anche a tutto ciò che non molto tempo dopo svilupperà il movimento umanista

SANT’ ELIA DI KOME

Elia Speleota (dal greco “abitante di grotte”) (Reggio Calabria, tra l’860 e l’865[1]Melicuccà, 11 settembre 960) è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa Ortodossa. A 18 anni Elia rifiutò la proposta della madre di sposare una giovane nobile e di farsi una famiglia; fuggì di casa andando in penitenza a Taormina e poi in pellegrinaggio a Roma dove, nell’abbazia di Grottaferrata, prese l’abito monastico di Basilio Magno.Tornato a Reggio Calabria, dopo poco tempo andò in oriente con il monaco Arsenio col quale raggiunsero Patrasso. Durante la sua assenza i Saraceni sbarcarono in Calabria facendo stragi e catturando molti abitanti come schiavi. Al suo ritorno Elia decise di ritirarsi a vita di penitenza nella grotta di Melicuccà, insieme ai monaci Cosma e Vitale. Ben presto dai paesi limitrofi, iniziò un flusso di pellegrini attratti dalla sua fama di santità, ché volevano ricevere conforto ed incoraggiamento.

 GIOACCHINO DA FIORE

Religioso calabrese tra i più intensi di sensibilità mistica e profetica, formulò una rivoluzionaria, visionaria interpretazione dei Libri sacri, sia come denuncia degli abusi ecclesiastici del tempo, sia come richiamo ad una spiritualità evangelica.

SAN NICETO

La via prende il nome dalla chiesa posta sul ciglio della collina che sovrasta la contrada Apàmbelo, alla quale conduce. La chiesetta è databile al X secolo, ed è pertanto non solo la più antica dell’area grecanica, ma tra le più antiche della Calabria. Si tratta, quindi, di una chiesa bizantina pre-normanna, che conserva intatta la sua struttura originaria (mura perimetrali ed abside), con delle caratteristiche che ne fanno un manufatto del tutto particolare. Presenta, infatti, una struttura a 2 piani con (verosimilmente) il tetto a botte (contrariamente alla generalità delle chiese bizantine calabresi che presentano il tetto a doppio spiovente).

TOMMASO CAMPANELLA

Tommaso Campanella, (Stilo, 5 settembre 1568Parigi, 21 maggio 1639), è stato un filosofo, teologo, poeta e frate domenicano italiano. Fu processato dall’Inquisizione romana per eresia nel 1594 e fu confinato agli arresti domiciliari per due anni. Accusato di aver cospirato contro i governanti spagnoli della Calabria nel 1599, fu torturato e messo in prigione, dove trascorse 27 anni. Durante tale periodo di reclusione scrisse le sue opere più significative, tra cui La città del sole, un racconto utopico.

PAPA GIOVANNI XXIII

Papa Giovanni XXIII, Sotto il Monte, 25 novembre 1881Città del Vaticano, 3 giugno 1963), è stato il 261º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, primate d’Italia. In meno di cinque anni di pontificato riuscì ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa Universale. è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 e successivamente canonizzato il 27 aprile 2014, insieme con Giovanni Paolo II, da papa Francesco, alla presenza del papa emerito Benedetto XVI, che ha concelebrato la messa di canonizzazione.

CASSIODORO

Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore (Scolacium, 485 circa – Scolacium, 580 circa) è stato un politico, letterato e storico romano, che visse sotto il regno romano-barbarico degli Ostrogoti e successivamente sotto l’Impero romano d’Oriente. Al termine della guerra gotica si stabilì in via definitiva presso la nativa Squillace, dove fondò il monastero di Vivarium con la sua biblioteca, compito del nucleo monastico fu infatti la copiatura, la conservazione, la scrittura e lo studio dei volumi contenenti testi dei classici e della patristica occidentale.

SOTTOPASSO ZACCARIA

San Zaccaria, padre di San Giovanni Battista, è una figura di grande rilevanza nell’ambito religioso cattolico. Secondo le narrazioni bibliche, Zaccaria era un sacerdote del tempio di Gerusalemme e sua moglie, Santa Elisabetta, era sterile. L’annunciazione della nascita del loro figlio, San Giovanni Battista, avvenne mentre Zaccaria officiava nel tempio; l’angelo Gabriele gli apparve, annunciandogli che avrebbero avuto un figlio. Succeduto a Gregorioo III, fu l’ultimo papa greco e anche l’ultimo a mantenere un sentimento di riguardo verso Bisanzio. Durante il suo breve pontificato vi fu uno spostamento del potere da Oriente a Occidente, a cui anch’egli contribuì con le sue azioni. (vissuto tra 679 e 752 d.C. ciorca)

TEODOSIO

Teodosio è probabile che fosse di origine bulgara e nato nella regione di Turnovo. Ancora giovane abbandonò la casa paterna e giunto nella regione di Vidin (Bulgaria nord-occidentale) entrò nel monastero di s. Nicola. Trascorse il suo noviziato con obbedienza e umiltà istruendosi con tenacia e intelligenza. Si spostò poi da un monastero all’altro fino a quando venne accolto nella comunià che seguiva la dottrina e le regole dell’esicaismo. Recatosi a Costantinopoli presso il patriarca Callisto I, condiscepolo esicasta, stette ospite del monastero di s. Mamante, qui ammalatosi gravemente, assistito dal patriarca e dai discepoli che l’avevano accompagnato, morì il 27 novembre del 1363. Teodosio fu il vero propagatore dell’esicaismo in Bulgaria.

PADRE ANNIBALE DI FRANCIA

Annibale Maria Di Francia (Messina, 5 luglio 1890 1851Messina, 1 giugno 1927) è stato un sacerdote italiano, fondatore delle congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo. Di nobile famiglia Messinese, rinunciò a tutti i beni e trascorse molto tempo nel degradato quartiere Avignone aiutando poveri e malati: è stato proclamato santo da papa Giovanni Paolo II nel 2004.

SAN LUCA VESCOVO DI BOVA

Incerta è l’origine della diocesi, da far risalire probabilmente all’epoca bizantina. Infatti il primo vescovo di cui si ha notizia è Luca, che appare in un diploma del 1094. Di questo vescovo rimangono il testamento e alcune lettere; documenti pubblicati per la prima volta nel 1960, dai quali si evince che Luca fu, in un certo periodo, “amministratore della grande sede metropolitana di Reggio” nel contesto della contesa che contrappose Basilio, ultimo metropolita greco di Reggio, e i Normanni. Questo porterebbe a pensare che già dagli anni settanta dell’XI secolo Luca occupasse la sede di Bova e che fosse un vescovo greco, al quale era stato dato l’incarico di occuparsi dei fedeli greci di tutto l’Aspromonte e di Reggio.

SAN LEO

Il patrono di Bova è san Leo monaco greco, nativo di Bova secondo alcuni o di Africo secondo altri. Le reliquie di san Leo si venerano a Bova nel santuario a lui dedicato.

SAN ROCCO

è un altro santo molto venerato a Bova e in tutta la Bovesìa. La piccola chiesa a lui dedicata si trova nelle vicinanze di un antico convento gestito dai frati minori di Sant’Antonio

ABATE DI SAINT NON

Jean-Claude Richard de Saint-Non, meglio noto come Abate di Saint-Non, o Abbé de Saint-Non (Parigi, 1727 – 25 novembre 1791), è stato un incisore, disegnatore, umanista, nonché archeologo, mecenate e viaggiatore francese. Per la sua opposizione alla bolla Unigenitus fu esiliato a Poitiers. Tra il 1759 ed il 1761 visitò l’Inghilterra e successivamente l’Italia, rimanendo particolarmente impressionato dal Sud Italia, soprattutto dalla Calabria e dalla Sicilia. Scrisse un’opera enciclopedica illustrata da lui stesso intitolata Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile, dove riporta resoconti ed impressioni da lui raccolte tra il 1781 ed il 1786. Questa sua opera è stata illustrata con disegni dei migliori artisti, in parte riprodotti proprio dallo stesso Saint-Non. Noto è un suo disegno della Rocca Bianca o Rocca di Tripepi in Bova Marina con lo sfondo dell’Etna e l’attracco per le imbarcazioni provenienti prevalentemente dalla Sicilia. L’immagine dà contezza dello stato dei luoghi.

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Alcune notizie, quelle con i link, sono tratte da Wikipedia. Altre, vedi “Bova Marina nell’Area Ellenofona”, edizioni UTE-TEL-B..

Foto Elio Cotronei