Un sistema ad entropia aumentata e fuori controllo: l’Italia repubblicana governata da Salvini e Di Maio è diventata super potenza del caos capace di innescare una tempesta paragonata ad un meteorite impazzito

Post in Attualità, Cultura, Editoriali, Mondo, Politica, saggi

UNA PARTE SIGNIFICATIVA DEGLI ITALIANI NON AMA O ADDIRITTURA RIFIUTA ROMA CAPITALE.QUESTO SENTIMENTO UNISCE I CITTADINI DAL NORD AL SUD E COSTITUISCE AVVERSIONE NEI CONFRONTI DELLA CITTA’ ETERNA E DI CHI PER DIVERSI MOTIVI LA ABITA.

AVVERSIONE ANCHE SFRUTTATA POLITICAMENTE CON UN CERTO SUCCESSO SINTETIZZATO NEL MOTTO DELLA LEGA NORD “ROMA LADRONA” IN CUI OGGI GOVERNA INSIEME ALLE 5 STELLE.

NON SI RISCONTRA NULLA DI SIMILE NEI MAGGIORI PAESI D’EUROPA.QUESTA ANOMALIA E’ TUTTA ITALIANA, PROBABILMENTE DERIVA DAL FATTO CHE MOLTE CITTA’ D’ITALIA SONO STATE A LORO VOLTA CAPITALI PRIMA DELL’UNITA’:DA TORINO A PALERMO,PASSANDO PER MILANO, VENEZIA, FIRENZE, NAPOLI, INCLUDENDO ANCHE REALTA’ RELATIVAMENTE PICCOLE COME GUASTALLA, LUCCA, PARMA, PISA.SOLO BOLOGNA E BARI NON SONO STATE VERE CAPITALI. FU CAVOUR AD IMPORRE QUESTA SCELTA, SOTTOLINEANDO COME SOLO LA CITTA’ ETERNA AVESSE I TITOLI STORICI PER ASSUMERE QUESTA QUALIFICA CHE L’AVREBBE POSTA ALLA TESTA DEL PAESE. IL 27 MARZO 1861 EGLI LO DISSE CHIARAMENTE NEL SUO DISCORSO IN PARLAMENTO QUANDO ROMA ERA ANCORA INDIPENDENTE E SOVRANA SOTTO IL DOMINIO PAPALE E LA PROTEZIONE FRANCESE. NELL’AMBITO DELLO STESSO DISCORSO AGGIUNSE: IO LO DICO SCHIETTAMENTE CHE SARA’ PER ME UN GRANDE DOLORE IL DOVER DICHIARARE ALLA MIA CITTA’ NATIA CHE ESSA DEVE RINUNCIARE RISOLUTAMENTE E DEFINITIVAMENTE AD AGNI SPERANZA DI CONSERVARE NEL SUO SENO LA SEDE DEL GOVERNO. I TORINESI, OVVIAMENTE, NON GRADIRONO CIO’, FECERO RESISTENZA, VI FURONO SCONTRI E 52 VITTIME.LA SCINTILLA DEI DISSENSI PARTI’ DAL REGNO DI SARDEGNA. A PEGGIORARE ULTERIOLMENTE LE COSE HA MESSO DEL SUO LA SANTA SEDE DECENTRANDO I PELLEGRINAGGI PERSINO IN OCCASIONE DEGLI ANNI SANTI PROGRAMMATI PROPRIO PER RIMPINGUARE PERIODICAMENTE LE CASSE DI SAN PIETRO. I PELLEGRINAGGI VENGONO CELEBRATI IN UNA MIRIADE DI CENTRI RELIGIOSI DIOCESANI SPARSI IN TUTTO IL MONDO.DALL’INDAGINE DI MANI PULITE IN AVANTI LA CRISI DI ROMA CAPITALE SCIVOLA SEMPRE PIU’ SU UN PIANO INCLINATO ARRETRANDO RISPETTO A TUTTE LE ALTRE CITTA’ DEL PAESE.LA QUESTIONE ROMANA E’ PRONTA AD IMPLODERE. E’ GIUNTO IL MOMENTO DI CHIEDERSI SE LA SI POSSA SALVARE E SE NE VALGA LA PENA. NELLA SUA LUNGA STORIA LA CITTA’ ETERNA E’ SOPRAVVISSUTA ALLE INVASIONI DEI BARBARI,DEI LANZICHENECCHI E ALLA GUERRA DELLA CATTIVITA’ AVIGNONESE DEL PAPATO (GERMANO DOTTORI PROFESSORE DI STUDI STRATEGICI ALLA LUIS – GUIDO CARLI E VIRGINIA IACOPINO STUDIOSA DI GEOPOLITICA E DI CRITICA STORICA DELLE RELIGIONI).

In Italia la cospirazione è un fatto endemico, lo è sempre stato sin dai tempi di Romolo e Remo. Secondo la leggenda mitologica Romolo fu il primo re di Roma, figlio di Marte e di Rea Silvia e discendente di Enea. Uccise suo fratello Remo, governò da solo e trionfò sui popoli vicini che si erano alleati contro di lui. Fu ucciso dai senatori che per occultare il loro operato sparsero la voce che era stato rapito in cielo da Dio Marte per cui i romani lo adorarono sotto il nome di Quirino. Quanto vale l’Italia? risposta: l’Italia repubblicana governata da Salvini e Di Maio è diventata super potenza del caos capace di innescare una tempesta paragonata ad un meteorite impazzito e per questa ragione si consiglia agli attuali governanti di studiare il Gattopardo, Giustino Fortunato e l’attualissimo trattato di Domenico Vilfredo Pareto nel quale l’economista scienziato e sociologo mette in evidenza che gli italiani vogliono imitare scimmiottando le riforme politico-sociale degli altri governi populisti sovranisti di destra pericolosi sia per gli italiani che per l’eurozona. I problemi di rilievo sono:1) il deficit di stato, 2) il declino demografico;3) lo stallo della crescita economica con la ricaduta sull’occupazione: 4) la disastrosa gestione dei flussi migratori; 5) l’espansione delle mafie padrone del Nord e del Sud. La famigerata questione meridionale non è mai diventata questione nazionale. E’ mancata una classe dirigente disposta a farne priorità come logica vorrebbe. A Nord trionfa il centro destra a trazione leghista. A Sud dilaga, anche se perde elettori, il movimento 5 Stelle promettendo di elargire la mancia del reddito di cittadinanza. -Salvini e Di Maio per la loro imprudenza e ignoranza da parte della maggioranza del loro elettorato hanno gettato lo stato in un grande disagio. Con la loro concezione del cambiamento speculano sulle avverse condizioni di crisi economica. Non capiscono niente nemmeno dell’economia classica e sui principi su cui essa si regge. Sono entrambi superstiziosi e sospettosi. Gli elettori di sinistra che per protesta si sono rifugiati nel movimento 5 stelle hanno avuto la triste esperienza che esso è tutto e il contrario di tutto. Devono, nelle prossime elezioni europee, rientrare nella vera sinistra che non è il Partito Democratico (PD) che agevolò i tecnici di Monti che ebbero l’idea pazzesca di governare l’Italia come una banca. L’Europa vera è dei popoli non delle banche. Con la sua abilità e astuzia Salvini più di Di Maio riesce a trascinare i suoi elettori in avventure che stanno isolando l’Italia. Egli appartiene alla destra estremista razzista che oltre a portare scompiglio fa avanzare il capitalismo selvaggio. Ricordo a Salvini che negli anni 90 l’Italia si fece promotrice dell’integrazione europea degli emigranti firmando anch’essa la convenzione di Dublino e il trattato di Maastrich. Nel 2015 un milione di migranti entrarono in Germania.Il governo della Merkel chiese la solidarietà degli altri paesi europei compresa l’Italia ma la grande maggioranza degli stati non risposero al suo appello. Oggi il distacco tra Roma e Berlino si fa sempre più profondo e non si riesce ad arginare la crescita di movimenti e partiti xenofobi a cui appartiene Salvini.  Nel novembre 2018 il decreto SICUREZZA EMIGRAZIONE di Salvini Di Maio ha abolito la “PROTEZIONE UMANITARIA” e ha ridimensionato il sistema accoglienza. Ritornando indietro nella memoria storica Salvini mi ricorda il generale Charles De Gaulle che apparteneva al movimento qualunquista e dichiarava guerra al fisco. Nel 1959 diventa presidente della repubblica e i suoi poteri sono eccezionali, tra questi ha la facoltà di nominare il governo senza la necessità delle preventive consultazioni e l’approvazone del parlamento.Per capire quale fossero le sue idee sulla storia e nella politica francese bisogna rifarsi al clima “spirituale” di quell’epoca. Nel 1890 la Francia era, grosso modo,divisa in  frazioni: i socialisti comunisti in preda a fermenti anarcoidi e non ancora disciplinati perfettamente dalla teoria di Marx, la classe operaia defraudata dai frutti della sua “rivoluzione” che paradossalmente aveva dato la spallata per far crollare l’ordine costituito dalla terza repubblica. I popolani, i nulla tenenti, i diseredati e gli operai che erano stati loro a salire sulle barricate per rovesciare la MONARCHIA GIGLIATA di Luigi Filippo e infine l’impero di Napoleone III. Ma chi aveva goduto i frutti della rivoluzione? La classe borghese, alleata alla plebe per combattere i nobili e i detentori dei privilegi ma pronta e attenta a rovesciare le alleanze dopo aver conquistato la vittoria. Si potrebbe dire che Salvini scimmiotta il Generale Charles De Gaulle figlio di Henry. Per capire l’abito mentale del generale bisogna ricordare che suo padre, professore in un collegio di Gesuiti, ai suoi allievi instillava odio e rancore contro Rousseau e Voltaire che riteneva che la dignità dell’uomo si fondava sulle sue opinioni e sulle sue possibilità di esprimerle liberamente. Il professore considerava l’Europa un carro tirato da un cavallo tedesco e guidato da un cocchiere francese. Perché insegnava ciò? Era sciovinista,cattolico, antiliberale con un pizzico di xenofobia.Era contro gli stranieri e considerava magnifica la conquista francese dell’Algeria. Invito alla lettura delle memorie di De Gaulle simpatizzante di Nietzsche e di Machiavelli. Quale opera può dare un chiaro aiuto? certamente il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi intellettuali antifascisti confinati nell’isola di Ventotene in attesa di esere giustiziati. Spinelli proveniva dal partito comunista, Rossi era dirigente di Giustizia e Libertà e infatti il manifesto è animato da una grande ansia di pace e libertà che gli stati nazionali non erano stati in grado di garantire. Allora quale era la soluzione? Costruire e mantenere,attraverso un nuovo ordine,una federazione europea a cui spettava anche il compito di dare vita ad una “TERZA VIA” alternativa al capitalismo nazionalista aggressivo per contrapporre così una forza sovranazionale in cui le ricchezze dovevano essere ridistribuite da un governo nato dal voto del suffragio universale degli elettori. Questa terza via tra capitalismo e comunismo avrebbe evitato gli errori di entrambi questi due modelli e avrebbe permesso la nascita di un ordinamento democratico e all’auto determinazione dei popoli di assumere un valore concreto.Se si vuole che l’Europa abbia un futuro è allo spirito di integrazione a cui bisogna fare riferimento per compiere un passo aventi che può salvarci; è, dunque necessario come suggerisce Franco Venturini di tenercelo stretto il Manifesto vecchio si da rottamare no. Lo studio del Manifesto potrà insegnarci a guardare il futuro come coloro che lo scrissero e clandestinamente pubblicato a Roma nel gennaio del 1944.L’adesione di Spinelli agli ideali democratici ha una natura diversa di quella di Rossi che semplicemente si basava sui valori che aveva assimilato studiando il Risorgimento e che aveva considerato anche suoi, senza mai pentirsi nè avere dubbi.Sperava di poterli condividere con molti per vederli più o meno realizzati. Analizzando se stesso osservava: io ero figlio di una città democratica,  un calvinista convinto di essere stato eletto e nelle azioni dovevo mettere una tenacia maggiore di quanta ne avrebbe messa chi agiva sulla tradizione.Egli descrive il suo ritorno a casa dopo la caduta del fascismo e la liberazione dal confino con queste parole:è l’alba del 19 agosto 1943 uscendo dalla stazione Termini di Roma saluto i compagni di prigionia. La nostra fierezza gregaria consisteva nel sapere che ora uno ad uno stavamo tutti raggiungendo il nostro posto di battaglia nella formazione politica,nella nostra tenace fedeltà. La mia solitaria fierezza era di tutt’altra natura perché nessuna formazione politica esistente mi attendeva né si preparava a farmi festa nelle sue file. Questo scritto dimostra come la sua strada si separava da quella degli altri antifascisti. Spinelli è il fondatore del movimento per l’unità europea. Rossi non è che uno dei seguaci di Spinelli che attendeva di sapere da lui se quella azione sarebbe veramente incominciata. Per tutto questo le ragioni dell’impegno federalista di Spinelli sono molto più profonde e tali da motivare una scelta di vita. Egli è un uomo storico universale, cioè è un uomo d’azione il cui pensiero contiene il germe dell’idea del federalismo come ideologia di autonomia teorico pratica del federalismo più a fondo di quanto avesse fatto in precedenza qualsiasi altro federalista.Agli insegnanti di storia e letteratura di tutte le scuole italiane spetta l’obbligo morale di approfondire il periodo storico degli anni 40 straordinariamente fecondo per la riflesione umana.Il Manifesto di Ventotene si dovrebbe leggere in tutte le scuole di ogni ordine e grado.Il dirigente Ulrike Guerd del dipartimento per la politica e la ricerca sulla democrazia dell’università dell’Austria scrive:le crisi che da anni si susseguono all’interno e all’esterno di tutti gli stati dell’Unione Europea sono dovuti al tradimento dell’ideale-ideologia dei suoi padri fondatori.E’ dal 2016 che i cittadini delle nazioni europee sono profondamente turbati e in preda all’angoscia e alla paura.In seguito alla crisi dell’euro con le sue conseguenze sociali e le cosiddette crisi degli emigranti si accese la scintilla che ha fatto esplodere in tutto il mondo e in dimensione inimmaginabile nuovi populismi e nazionalismi.Il sociologo francese Pierre Rosanval nel congresso del 6.4.2016 organizzato dal centro studi polacco Kultura in collaborazione con l’ambasciata di Francia e Varsavia ha dichiarato:l’unione europea è stata costruita su una menzogna di fondo per la quale oggi paghiamo a caro prezzo.L’Europa unita è solo una unione di stati nazionalisti e non di cittadini sovrani a cui di fatto non viene data alcuna voce in capitolo e ciò perchè le decisioni vengono prese nel consiglio europeo che non ha potere legislativo. In qualsiasi normale democrazia i cittadini con il loro libero voto possono fare opposizione e mandare a casa un governo che non è di loro gradimento e non merita più fiducia.Spetta poi ad una commissione qualificata per garantire il rispetto dei trattati che gli stati hanno concordamente stipulati e firmati. Quando ciò non avviene è alla magistratura che spetta il compito di controllo per garantire il principio fondamentale dei diritti sociali tra i vari stati.Ricordo che storicamente il movimento populista fu fondato da un gruppo liberale utopistico clandestino a cui apparteneva anche Dostoievky che mescolava misticismo,psicologia,religione ed economia;il suo scopo era quello di difendere i loro interessi di possidenti aristocratici. Scoperti ed arrestati vennero condannati a morte.Quando già erano di fronte al plotone di esecuzione furono graziati e condannati ai lavori forzati in Siberia. Soprattutto per noi italiani la guerra agli emigranti a cui Salvini sbarra la strada a chi fugge dall’Africa costituisce autolesionismo .La giornalista Nancy Porsia ricercatrice di politica e sicurezza per quanto riguarda gli emigranti provenienti dalla Libia che avevano trovato in essa un rifugio sicuro dalla guerra e dalla fame per cui poche migliaia di loro si avventuravano nella pericolosa traversata del Mediterraneo;ciò avveniva perché il colonnello Gheddafi aveva firmato il trattato amicizia Italo-Libico con cui l’Italia si impegnava a versare 5 miliardi di dollari da pagarsi in 20 anni,come risarcimento dei danni arrecati dal colonialismo mussoliniano nonché a consegnare 4 motovedette per il pattugliamento delle coste libiche ma l’Italia traditrice non rispettò il patto ragion per cui il colonnello aprì le carceri ai criminali, offrì denaro per mandare migliaia di emigranti verso le coste d’Europa. Gli oppositori del colonnello tentarono il colpo di stato da allora scoppiò la barbarie. I paesi europei non ebbero più pace perché mancò l’interlocutore in grado di controllare la Libia e tenere a freno le partenze degli emigranti che in Libia trovavano lavoro in tutti i settori. Nell’ottobre del 2013 morirono in due naufragi 634 persone.L’Italia decise di muoversi autonomamente rispetto all’unione europea e rimase incastrata tra gli interventisti francesi e britannici al comando del generale Haftar l’uomo forte dell’Est il cui obiettivo era la creazione di un governo di unità nazionale sostenuto dall’ONU,dall’Egitto e dagli Emirati Arabi che bombardarono le postazioni delle milizie musulmane della coalizione Alba Libica senza lasciare scampo alle forze di sicurezza che dovevano occuparsi della questione migratoria. E fu così che si incrementò l’impennata di criminalità intorno a cui ruotò e ruota il giro del malaffare sugli emigranti. Adolescenti e non battezzati cavalli pazzi con la forza delle armi e senza alcuna competenza e umanità costituisce la potente mafia nigeriana-sudanese. Al confine con la Tunisia la provincia di Tripoli costituì l’imbarco principale degli emigranti. Nell’agosto del 2015 uomini e donne coraggiose scesero in piazza urlando fuori i vampiri dalla nostra città. Tappezzarono i muri con le immagini di corpi martoriati.La radio locale lanciò una campagna di sensibilizzazione invitando gli esperti a spiegare le conseguenze disastrose per lo sviluppo sociale interno ed esterno.Il gruppo umanitario anticriminali arrestò in un mese 70 trafficanti quelli che riuscirono a farla franca nella retata si spostarono in altre zone vicine alle coste e continuarono a fare i loro malaffari: Siriani,Eritrei,Etiopi e Somali erano la merce migliore da contrabbandare perché il loro valore era considerato superiore a quello degli africani del deserto.Le milizie armate locali della sicurezza libica si corruppero,si organizzarono e presero parte al grande affare.Con il colonnello Gheddafi la marina militare e la guardia costiera riuscivano a regolarizzare le migrazioni verso l’Europa.Dopo l’assassinio di Gheddafi,giorno per giorno aumentavano gli scontri di gruppi armati e la Libia diventò terra franca per i trafficanti insieme alle mafie regionali. L’Italia fascista razzista di Mussolini voleva far parte delle grandi potenze del Mediterraneo invadendo la Libia per colonizzarla sfruttando nel peggiore dei modi tutte le risorse e trattando i neri come razza impura. Affermava che la Libia avrebbe costituito il faro della civiltà nel mondo. Dagli articoli di giornali,ai quaderni si scuola,alle carte geografiche,il Mare Nostrum lo considerava il quadrante strategico unitario a cui a lui spettava il naturale diritto di dominarlo.Una carta geografica firmata Mussolini aveva come intestazione la seguente scritta:come Cartagine pensate alle Puniche.Canne sembra schiantare Roma.Ma a Zama Roma distrugge Cartagine e la cancella dalla geografia e dalla storia per sempre. Oggi i rivali governi di Tripoli e Tobruk sostenuti dalle loro rispettive cricche interne ed esterne si rincorrono per accaparrarsi il tesoro di Gheddafi: petrolio,banca centrale, fondi sovrani, poste ecc. Come si potrà uscire da questo caos e ottenere un governo di unità nazionale dal momento che ognuno si rifiuta di riconoscere l’autorità dell’altro? La soluzione principale riguarda il fondo sovrano (LIA) che era stato costituito da Gheddafi e aveva come obiettivo di investire capitali a lungo termine in società estere tra le quali Unicredit,Eni,Finmeccanica,Siemens,telefonia,Tamoil ecc.Caduto Gheddafi le Nazioni Unite (ONU) hanno congelato la LIA senza possibilità di smobilizzare gli investimenti a condizione di mercato causando ingenti perdite (circa 721 milioni di dollari e circa 3 miliardi di dollari per mancati guadagni).Gli emigranti partenti dalla Libia attraverso il canale di Sicilia fa aumentare i morti in mare perché i barconi sono sempre più carichi. I minori non accompagnati, difficili da individuare,aumentano sempre più e così pure le donne vittime di sfruttamento sessuale. Criminalizzare tutte le organizzazioni umanitarie di salvataggio come fa Salvini non è razionale. Il suo governo ha l’obbligo di indagare e approfondire il ruolo della criminalità organizzata,non ha diritto a chiudere i porti. Diffondere la paura significa distruggere la democrazia. I cittadini si devono sentire protetti e ciò non può avvenire assistendo alla teatralità di Salvini che si fa fotografare impugnando un mitra. Luglio 1943 il fascismo è caduto: abbasso il fascismo! Appello ai soldati perché fraternizzino con la popolazione che manifesta i propri sentimenti antifascisti. Ricordate che nelle vie,nelle piazze,ovunque,avete di fronte ai vostri piedi,i vostri fratelli. Non fate mai che dalle canne dei vostri fucili esca il piombo diretto al popolo,al vostro popolo,di cui voi siete parte integrante. Siate solidali,concordi,unitevi con colorro che operano per il bene d’Italia.Siate all’altezza della grande era che stiamo attraversando. Ricordate che il popolo vi ama in quanto siete i suoi figli.Ricordate che siete del popolo,e con il popolo dividerete nel domani il comune benessere nella pace.Il fascismo è caduto occorre distruggere i vermi che ci oppressero,che ci sfruttarono,affinchè domani sotto nuove spoglie non vengono a minare nuovamente la nostra libertà.25 aprile anniversario della liberazione.Dove va Salvini in tale ricorrenza festiva?A incontrarsi con la mafia di Corleone e dintorni.Pantaleone il 31 gennaio 1962 scrisse il libro dei suoi interventi,dei suoi contributi alle inchieste giornalistiche che dal 1958 erano state pubblicate da “L’ora di Palermo,dall’Espresso e Italia Domani”.Riporto di tale libro la sintesi della mafia di Corleone proporzionalmente ai successi conseguiti dagli agrari nella repressione della lotta dei contadini contro il feudo,si sviluppava il reinserimento della mafia nello stesso.Nel volgere di due anni,quasi tutti i capi cosca e i pezzi da 90 diventarono gabellotti di vasti feudi.Calò Vizzini era riuscito a spezzare l’unità dei contadini nelle vaste zone di confine tra le province di Caltanissetta,Agrigento e Palermo;rimanevano accesi,invece,i focolai del corleonese la cui attività influenzava la provincia di Trapani.In questa zona vi fu la massiccia mobilitazione di tutti i capi mafia:Carmelo lo Bue si insediava nel feudo Donna Beatrice,Francesco e Biagio Liggio nella zona di Rocca Busambra mentre Luciano Liggio,il più giovane e il più feroce si attribuiva il feudo Trasacco,il cui nome compariva ripetutamente nelle gesta del bandito Giuliano che nella strage di Portella delle Ginestre del 1958 uccise 39 sindacalisti numerosi pastori e contadini.In quel periodo egli scriveva lettere ad alcuni governanti americani in cui chiedeva due cose:1)armi pesanti,2)consigli circa il modo di mantenere il legame con ufficiali americani suoi amici. Quando morì Lo Bue, venne dall’America Vincent Collura, compare di anello di Frank Coppola. Il dottore Michele Navarra era il capo consorteria della mafia a livello professionale impiegatizio, capo mafia di vecchio stampo, era un’autorità nelle agenzie del maggiore istituto finanziario della regione siciliana, aveva saldi legami di amicizia con il clero delle numerose parrocchie del Vescovato di Monreale, nonché ispettore della Democrazia Cristiana. Una sera del marzo 1948 il giovane pastore Giuseppe Letizia raccontò di aver visto uccidere un uomo nel feudo Busambra. Il ragazzo era in stato di vero delirio nel suo disordinato racconto. Tremava, fu portato all’ospedale dove Navarra gli fece una iniezione e di lì a poco il povero ragazzo morì. A Corleone gli elettori  a centinaia fingevano di aver perduto la vista per dare modo ai mafiosi di Navarra di accompagnarli nella cabina elettorale e controllare il voto. Il rappresentante della lista comunista fermò sulla soglia della cabina una donna e le disse: tu non sei cieca, ieri siamo stati assieme in campagna a raccogliere piselli e rivolgendosi al presidente di seggio disse: mi oppongo a che questa donna voti con la presenza del suo accompagnatore. La donna guardò il rappresentante di lista della D.C.e questi bisbigliò all’orecchio del comunista: il certificato è del dott.Navarra. Il comunista insistette e il presidente, per tagliare corto, inviò la donna in cabina senza il suo accompagnatore. Qualche ora dopo si presentarono allo stesso seggio elettorale il dott.Navarra e la moglie che esibiva un certificato dal quale risultava che era cieca. Passando davanti al rappresentante della lista comunista gli chiese la matita dicendogli: voglio votare con la tua matita, naturalmente  metterò il segno sullo scudo crociato. Entrò nella cabina insieme a suo marito. Il dott.Navarra volle così rispondere al gesto del comunista con un pubblico atto di sfida per far sapere al paese e alle autorità che non tollerava critiche o opposizioni ai suoi metodi elettorali.