2020 un anno da … dimenticare, pardon, … da ricordare PER CAMBIARE

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MA SAREMO CAPACI DI CORREGGERE GLI ERRORI DI APPROCCIO PERSONALI, SOCIALI, POLITICI, BUROCRATICI? E’ NECESSARIO SE VOGLIAMO MIGLIORARE.

Da ricordare e incorniciare per non dimenticare quanto, troppo, di negativo ha imbrattato l’etere.

Un’epidemia che ha denunciato la superficialità con la quale si è predisposto quanto necessario alla prevenzione seppur finanziato: carenze periferiche e scollature Stato-Regioni.

E pensare che ci sono realtà in cui si fanno anche le prove per mantenere efficiente la macchina degli interventi

Sistema sanitario sconvolto da tagli senza alcuna considerazione per i bisogni in termini di salute e benessere: anziché eliminare lo  spreco  e la corruzione è stata resa inefficiente la rete di assistenza sanitaria pubblica a vantaggio di quella privata. Ma quando mai il privato ha fatto l’interesse pubblico!

Classe politica e burocrazia dequalificate. Neanche di fronte a una epi o pan demia, che dir si voglia, hanno messo da parte la logica del tornaconto elettorale. Senza pudore.

Nel momento in cui si doveva essere compatti, a prescindere da ogni credo, contro un morbo che non risparmia nessuno, non si sono fatti scrupoli nell’approfittare delle obiettive difficolta aggravate da un sistema Paese che nessuno è riuscito a curare

Un teatro permanente, uno spettacolo inqualificabile.  La vita è un teatro, diceva Cecov, solo che non ammette repliche.   

E non bastano le poche persone assennate e competenti a riequilibrare una situazione compromessa.

I cittadini italiani assediati dai social dove tutti son competenti di tutto, quei social che si prestano alla diffusione di notizie false alla mercé di politici senza scrupoli.

Un aspetto, comunque è risultato   evidente: l’assoluta mancanza di una corretta educazione scientifica.

Professionisti confusi con scienziati, in bocca ai quali sono state messe analisi e conclusioni non corroborate da pregresse ricerche, da dati e da validazioni. Veri e propri millantatori  ai quali è stato fornito un palcoscenico, la TV e i social, che fanno breccia nelle menti disarmate di un’efficiente capacità di metodo scientifico per filtrare le cialtronerie, separandole dalle considerazioni serie.

Una credibilità che si sintetizza nel mantra: l’ha detto la televisione.

E come se lo scienziato fosse un chiaroveggente hanno fatto credere poco scientifico il fatto che vari scienziati   avanzassero ipotesi diverse.

Affermava Popper che le verità, da ammettere sempre provvisoriamente , sono come gli imputati, vanno processate. Nessuno ha la verità definitiva in tasca.

E all’ultimo posto,  non ultimo ma primo – meriterà un capitolo a parte –  L’ECCESSO,  ridicolo, dannoso, inqualificabile, corifeo di interessi editoriali e politici,  di INFORMAZIONE, un eccesso, spesso a senso unico, che ha generato confusione, pressappochismo, in una parola DISINFORMAZIONE.

E LA DEONTOLOGIA?

Auguri a tutti dalla Redazione di deliapress