Giusto un po’ di Filosofia a vanvera!

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Di prima mattina, quando ancora è incerta la luce del sole, mi imbatto in un pensiero che, a dire il vero, non mi dà nessuna certezza che a breve splenderà.

“Dal piedistallo della sua alta conoscenza, mi meraviglia che abbia interpretato in maniera banale, quanto esposto da Salvini circa la <filosofia>.

Egli intendeva un detto popolare in cui si da importanza alla concretezza, ai fatti compiuti per risolvere i problemi e non alla vuotezza delle chiacchiere a vanvera”

Taccio del destinatario e del mittente: Uno tra tanti, di noi tanti tuttologi, specialisti e dottorati,  a pigiar dei tasti, seduto comodo a casa, che se fosse uva almeno avremmo del buon vino, talché incipiente è il tempo del vendemmiare.

Ora io vi sembrerò pur ubriaca nel mio intendimento di spiegare che la filosofia è ben altro e di sostanza nobile composta. Ma voi aiutatemi a non traballare quando leggo di filosofi e sapienti da tastiera.

Vanvera:sostantivo femminile

Solo nella loc. a vanvera equivalente di ‘a caso’, con un senso accentuato di sconsideratezza e sciatteria.  “parlare a v.”

 

Definizioni da Oxford.  chiacchiera      /chiàc·chie·ra/       sostantivo femminile

  1. al plurale

Conversazione protratta più o meno a lungo, per passatempo o come sfogo a considerazioni e pensieri frivoli o banali oppure malevoli: fermarsi al caffè a far quattro ch.; spesso con una sfumatura di compatimento o di biasimo (perdersi in chiacchiere; lasciarsi incantar dalle ch.) e per lo più contrapposto a fatti (a chiacchiere tutti son buoni).

2. Notizia senza fondamento, voce falsa o malevola, pettegolezzo, diceria: è solo una ch.; chiacchiere! (come interiezione), sciocchezze!

Definizioni da Oxford Languages

Filosofia:filosofia    /fi·lo·ṣo·fì·a/      sostantivo femminile

  1. Attività spirituale autonoma che interpreta e definisce i modi del pensare, del conoscere e dell’agire umano nell’ambito assoluto ed esclusivo del divenire storico.

“i problemi della f.”

Disciplina che ha per oggetto lo studio dei momenti dell’attività speculativa, secondo schemi metodologici determinati.

“f. teoretica”

Il complesso dei risultati dell’indagine di un filosofo, di una corrente, di un periodo storico.

“la f. di Platone”

Filosofia della prassi, l’unione di attività speculativa e di azione politica secondo il marxismo, spec. nella visione di A. Gramsci (1891-1937).

Filosofia dei valori, concezione filosofica sviluppatasi tra Ottocento e Novecento, spec. in Germania, che mirava a salvaguardare l’oggettività dei valori, contro ogni riduzione di essi a mere preferenze soggettive.

La riduzione a sistema dei principi essenziali e dei fondamenti dottrinali e metodologici di una disciplina.

“f. del diritto”

Filosofia del linguaggio, lo studio da un punto di vista filosofico dei linguaggi naturali e di quelli logici.

Filosofia della mente, ramo della filosofia che indaga la natura dei fenomeni mentali e la loro relazione con la struttura della realtà.

Filosofia della natura, lo studio filosofico del mondo naturale; in passato, denominazione del complesso delle scienze fisiche.

Filosofia della scienza, epistemologia.

Filosofia della storia, lo studio filosofico della storia umana e delle sue interpretazioni; anche, concezione generale della storia dell’umanità.

Filosofia prima, metafisica.

Filosofia analitica, movimento filosofico contemporaneo fondato sull’assimilazione della filosofia a un’indagine esatta che si volge essenzialmente allo studio dei linguaggi, sia quelli naturali, sia quelli scientifici.

2. GENERIC.

L’insieme dei principi, delle idee e delle convinzioni sui quali una persona o un gruppo di persone fondano la propria concezione della vita: la f. di Leopardi; la discussa f. della Contestazione; anche, il complesso dei principi e dei criteri che sono alla base di determinate scelte politiche, imprenditoriali, ecc.

“la f. degli interventi programmati dal Ministero all’Ambiente”

Cucù, eccomi, son qui!! È sull’accostamento(vanvera/Filosofia) che proferisco parola, a far intendere che forse arduo e pericolante esso appare. 

La parola,così almeno io la intendo, dovrebbe esser corrispettivo del reale. Ad esempio, se io dico ombrellone c’è da pensare ad un Ombrello di grandi dimensioni, per lo più vistosamente colorato, spec. adoperato per ripararsi dal sole sulle spiagge, sulle terrazze e in luoghi di pubblico trattenimento, se dico ignorante: /i·gno·ràn·te/, aggettivo e sostantivo maschile e femminile

  1.  aggettivo. Più o meno colpevolmente sfornito delle capacità o delle nozioni richieste, incompetente, inesperto (anche + di, in ).   “un medico i.”

2. aggettivo  Privo di istruzione o di cultura, incolto, illetterato.

“è gente i., che sa a malapena scrivere la propria firma”

3. aggettivo. Privo di educazione, maleducato, villano.

“Eureka!”(ecco la parola!)avrebbe detto Archimede, ma anche Euclide e Copernico e anche Pitagora ed Einstein e molti altri  subito dopo aver scoperto come funziona il reale!!!

Dunque, come disse un mio esimio Professore : Conosce l’argomento? No prof, non ho avuto il tempo di studiare questo libro. Bene! Ma mi sa dire almeno il colore della copertina? Mmmmmm!

Ecco, perfetto. Prima di intervenire nelle questioni  vediamo almeno di conoscere il colore della copertina. O, forse, forse eh, sarebbe meglio tacere. Perché se dico ignorante…..

Ma se dico ombrellone…mare…e Jerusalem ma…..questa sì che è filosofia!!!

PS     Dimenticavo!…scusate se ho parlato vanvera!

 

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