Da Cristo a Lampedusa oggi per riflettere sulla passione

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La Croce, che sembra innalzarsi da terra, in realtà pende dal cielo, come abbraccio divino che stringe l’universo”.
Un perfetto connubio tra fede, folklore, umanità, mistero, dolore e senso del sacro è quanto è andato in scena martedì 16 aprile presso la Chiesa di Maria SS. Immacolata di Bova Marina con la rappresentazione PASSIONE DI CRISTO, PASSIONE DELL’UOMO.
Più di 20 gli artisti impegnati che, magistralmente diretti da don Vincenzo Longo, parroco dell’Opera Salesiana di Bova Marina, hanno riportato il pubblico presente indietro nel tempo di più di 2000 anni fa, in un magico intreccio tra musiche, parole e canti.

LA RAPPRESENTAZIONE

Attraverso il brano di Mario Luzi, è stata presentata la figura di Gesù nel duplice tragico aspetto di uomo e figlio di Dio, consapevole dei suoi limiti umani, ma pronto al sacrificio estremo.  Con “Il pianto della Madonna” di Jacopone da Todi l’attenzione si è poi spostata sull’altro grande personaggio della passione di Gesù, Maria, sua madre.
I due grandi protagonisti della passione hanno ceduto il posto a uomini dei nostri giorni:  Etty Hillesum, ragazza ebrea di Amsterdam morta nel campo di concentramento di Auschwitz all’età di 29 anni, Elisa Springer, deportata al campo di concentramento di Auschwitz e testimone della Shoah, i sette dei nove monaci del monastero di Tibhirine, in Algeria, sequestrati e poi uccisi,  le vittime della tragedia di Lampedusa. Le loro testimonianze hanno rappresentato le storie di migliaia di giusti sofferenti, innocenti perseguitati, orfani, mutilati, profughi, bambini bruciati, guerre, perché c’è un intreccio tra la passione di Cristo e la passione dell’uomo che nessuno di noi può e deve dimenticare.

LA MUSICA

A canzoni proprie della tradizione popolare si sono alternate quelle di autori contemporanei, da Guccini a Fossati.
La serata  si è conclusa con un canto ebraico che riprende un pezzo del testo del Salmo 23 “Il Signore è il mio pastore”. Questo canto, eseguito dal coro e dai ragazzi della catechesi è lo stesso che le maestre ebree deportate nei campi di concentramento facevano cantare ai loro bambini.
Un momento di ascolto e riflessione che ha condotto i presenti non solo tra i meandri della memoria, ma che ha fornito agli stessi il giusto afflato con il quale mettersi in contemplazione della salvezza che arriva dalla Pasqua, il Dio di Gesù non toglie il dramma del dolore e della morte ma ci fa sperare che nella storia umana, pur segnata dal male e dalla sofferenza, l’ultima parola appartiene alla vita e all’amore, perché egli è il Dio vivente, sorgente della vita e con la sua passione per l’uomo decreta la vittoria finale tanto sul dolore quanto sulla morte.
Un plauso dunque all’ideatore della serata, don Vincenzo Longo e ai suoi artisti, i musicisti: Aldo Gurnari, Mariagrazia Nucera, Chiara Carpentieri, Seby Modaffari; le voci narranti: Silvio Cacciatore, Lucia Minniti e Lorenzo Mafrica e il coro della Parrocchia Maria SS. Immacolata.