AVANTI, FIGLI DELLA PATRIA. E’ GIUNTO IL GIORNO DELLA GLORIA!

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AVANTI, FIGLI DELLA PATRIA. E’ GIUNTO IL GIORNO DELLA GLORIA! CONTRO DI NOI IL VESSILLO SANGUINOSO DELLA TIRANNIDE SI E’ SPIEGATO! SENTITE NELLE CAMPAGNE URLARE QUESTI FEROCI SOLDATI? VENGONO, FIN TRA LE NOSTRE BRACCIA A SCANNARE I NOSTRI FIGLI, LE NOSTRE COMPAGNE. ALLE ARMI CONTADINI! IN MARCIA, IN MARCIA..! UN SANGUE IMPURO ABBEVERI I NOSTRI SOLCHI.(La Marsigliese)

Afferma una massima:”difficilmente si trovano nella storia militare grandi vittorie di grandi capitani alle quali non sono correlativi grandi errori di grandi asini”.La storia della rivoluzione francese è molto complessa.Seguirono dieci anni (1789-1799) che sconvolsero il mondo.Scrive Daniela Pasti:La Fayette fu uno di quegli ufficiali francesi,per la maggior parte di famiglia nobile,che si infiammarono per la rivoluzione americana e varcarono i confini in aiuto dei coloni.A spingerli per la verità era soprattutto l’odio contro l’Inghilterra alla quale si rimproverava la guerra dei sette anni,ma l’esperienza americana influì profondamente su di loro combattendo a fianco del generale Washington-L’educazione politica di questi aristocratici francesi si sviluppò aprendosi alle idee di libertà e di uguaglianza e li destinò a diventare,in patria,il nucleo della libertà liberale che ebbe una parte non piccola nella prima fase della rivoluzione.La Fayette progettava di riconciliare il re e la rivoluzione con lo scopo di rappresentare ufficiosamente a Parigi gli interessi americani.Egli sognava di essere il Washington della Francia per formare un governo energico garantito da una monarchia assoluta-costituzionale.Non ci riuscì prchè nessuno si fidava di lui capo attivissimo di molte società segrerte massoniche-carbomare.Scrive Ottavio Barie:”Nessun paese combattè la Francia rivoluzionaria e napoleonica quanto l’Inghilterra dove la rivoluzione idustriale iniziò un secolo prima che in Francia perchè l’Inghilterra possedeva fonti energetiche e flotte marine per il trasporto di materie prime che, lavorate,soddisfacevano i bisogni primari della popolazione che,per questi motivi,non avevano bisogno di insorgere.A tutto questo bisogna aggiungere un altro importante vantaggio per capire sia la storia inglese che gli eventi europei dei quattro stati atalantici (Portogallo,Spagna,Francia e Olanda) che con le loro espansioni territoriali-coloniali diventarono potenze marittime commerciali. L’Inghilterra e la Francia non sono stati mai paesi tranquilli perchè in Francia fortissimo era il partito radicale sanguinario e in Inghilterra si diffuse la paura che le idee radicali facilmente potessero varcare la Manica e rompere la stabilità delle forze di pace di tutta l’Europa.E’ ciò che sta avvenendo oggi con la diffusione del pericolosissimo populismo integralista Salvini-Di Maio.Gli scrittori Voltaire,Montesquien,Diderot,Rousseau ed altri erano generalmente propensi a sostenere il monarca che avrebbe dovuto accettare di appoggiarli per mettere in atto i loro insegnamenti che consistevano nella preparazione del popolo per discutere i principi basilari del vecchio ordine del sistema sociale politico religioso e delle disperate difficoltà finanziarie che continuamente si aggravavano per le spese belliche.Il popolo era per lo più analfabeta.Come fare per addottrinarlo ai nuovi valori?I contadini poveri non volevano la pelle dei signori ma chiedevano la distruzione delle carte,delle pergamene e dei registri in cui erano scritte le prove oggettive dei privilegi della casta nobile e clericale. Le piazze diventarono un punto di incontro di una gioventù beffarda,chiassosa pronta a manifestazioni.Si reclamavano i diritti del terzo stato e del voto per testa,cioè individuale di ciascun deputato che doveva essere decisivo:votando per ordine,clero e nobiltà sarebbero risultati sempre vincitori.Votando per testa,accadeva il contrario.Il problema fu superato quando i deputati divennero ciascuno rappresentanti della nazione.Era questa la situazione alla vigilia della rivoluzione.Si cantava la seguente canzone popolare:Per governare la Francia non occorrono preti.Questa maledetta razza abbatterà lo stato.Richelieu,Mazzarino valgono entrambi un bel niente.Brienne,fratello del ministro della guerra trabocca sempre di una profonda malignità.La sua faccia rubiconda è la faccia di un briccone e lo è anche Lamoignon.Circola anche una vignetta che raffigura la Francia nelle sembianze di una donna pugnalata al seno da un prete,il sangue che cola ricade su di lui formandogli un cappello cardinalizio.I contadini e gli affamati entrano in scena insieme ai sans-culottes termine coniato in senso spregiativo per designare gli estremisti che indossavano calzoni lunghi cioè vestivano brache corte e aderenti in uso presso le classi più elevate.Che cosa avevano in comune con la plebe che era rimasta ai margini del movimento e viveva faticosamente e il pane diventava sempre più caro perchè si era lasciata mano libera agli speculatori della farina che partecipavano al ciclo del commercio granario?Il pane quotidiano è la molla più evidente del conflitto sociale e non è colpa più di tanto dei cattivi raccolti che il mal tempo aveva provocato dappertutto devastazioni colpendo anche le vigne,gli uliveti e i castagneti. Armati di picconi,di bastoni,di tridenti e di fucili arrugginiti penetrarono nei castelli pretendendo la consegna di tutti i documenti che sancivano le leggi della loro schiavitù.Incendiarono i vecchi archivi nella speranza di veder sorgere l’aurora di un mondo migliore.In questa azione li guidò il deputato commerciante bretone Le Guen De Kerengal che, rivolgendosi ai membri del primo e secondo stato,disse:signori siate giusti questi documenti costiuiscono ordinanze emanate dai re carolingi offendono il pudore e umiliano i contadini costringendoli ad essere attaccati all’aratro come i buoi o i cavalli.Voi o signori non potete portare pace in una Francia agitata se non convertite in prestazioni in denaro tutti i diritti che spettano ai contadini che non devono essere trattati come bestie.Lucio Villari in una intervista di Lucio Caracciolo ricostruisce il ritratto di Luigi XVI monarca timido,molto credente a cui la corona pesava.Luigi XVI non avrebbe dovuto essere re di Francia ma il fratello che morì prematuramente.Questa imprevista successione turbò il giovane principe al punto tale che nel momento in cui stava per essere incoronato fece il gesto di togliersi la corona dicendo:mi da fastidio è scomoda e pesante e non mi sento all’altezza di portarla.La lama della ghigliottina gliela tolse.Tutta la sua reggenza fu un disastro;aveva degli scatti d’ira incontrollabili.Questa instabilità di carattere urtava i suoi collaboratori che lo attaccavano con pettegolezzi accentuati anche dal fatto che per sette anni non aveva consumato il suo matrimonio con la principessa austriaca Maria Antonietta.Ciò divenne una questione politico- diplomatica perchè era assolutamente necessario un successore al trono che avrebbe dovuto rafforzare e sugellare l’alleanza franco austriaca e la regina intrigante riteneva di essere lei all’altezza di gestire le questioni politiche,sociali e militari e irritava ministri e cortigiani che dovevano a lei obbedienza e sottomissione.Decise di trascorrere la più parte del suo tempo nella residenza estiva dove istituì una piccola e gaia corte festaiola.Gli esclusi si vendicarono e la descrissero la reincarnazione di Messalina attribuendole amanti e perversioni.La questione sessuale si era già risolta con un intervento chirurgico e Maria Antonietta diede alla luce due figli.Era tradizione dei monarchici francesi di far partorire la regina in pubblico.Al suo capezzale accorrevano frotte di cortigiani e persino di popolani.Quando nacque il principe regnante Maria Antonietta rischiò di morire a causa della confusione.Nella notte il re per precauzione fece attaccare con delle corde gli immensi paraventi che circondavano il letto di sua maestà.Senza questa accortezza senz’altro essi sarebbero stati sicuramente rovesciati sulla regina.Due spazzacamini per vedere meglio si arrampicarono sui mobili ciò provocò alla regina un collasso.La salvò un salasso.Fin dai suoi esordi,la storia della rivoluzione francese è stata un campo di scontro ideologico.Da una parte,i sostenitori di un regime liberale,poi repubblicano che difendevano in blocco l’eredità rivoluzionaria,sul versante opposto,i fautori della monarchia e i fedeli della chiesa cattolica che,ferocemente,difendevano la tradizione contro-rivoluzionaria,demonizzavano la scuola laica,denunciavano le violenze sanguinarie del terrore ciò sarebbe stata cosa giusta e umanamente cristiana se non fossero stati proprio loro che,dietro le quinte,crearono i briganti dell’estrema destra che successivamente per convenienza alcuni di loro diventarono repubblicani moderati di centro destra per combattere le idee socialiste e comuniste.La tendenza nazionalista estremista populista francese non si spense mai.Nel 1956 si formò il catechismo rivoluzionario anti marxismo leninismo che si ispirò a Proudhon alimentato dall’idea giacobina marxista che metteva in discussione la versione della  vera sinistra comunista marxista per confondere le idee al punto tale che Proudhon aveva scelto la povertà insieme a tanti seguaci.Polemizzò con Marx cercando di distruggere la sua teoria.Proudhon in ogni categoria economica distingueva una parte buona e una cattiva per andare alla ricerca di una sintesi,di una formula scientifica che conservava la parte buona ed eliminava quella cattiva mettendo sotto accusa comunisti e socialisti che davano molta importanza storica agli scioperi per ottenere diritti inviolabili dei lavoratori.La Francia non era e non è una nazione unita,una varietà di usanze incoerenze del diritto costituisce un mosaico.Questo fenomeno oggi tutti lo possono capire nella Francia devastata dall’esercito bene organizzato dei gilet gialli colore della divisa dei controrivoluzionari francesi che seguivano la massoneria ideologica del 700 che costituì un potere che si insediò nella società per controllare tutti gli spazi politici.Recentemente molti critici storici della rivoluzione hanno riaperto il problema delle logge massoniche,delle confraternite,accademie e società che si organizzano in strutture.clubs,circoli che seguono la teoria fisiocratica economico sociale nata proprio nel 700 in opposizione al mercantilismo che attribuiva ai beni e ai prodotti della terra un’importanza più grande che a quelli del commercio e dell’industria umana.Numerosi furono i pensatori che rivolgevano la loro attenzione all’agricoltura.Non erano economisti nel senso moderno ma  riformatori sociali e politici con lo scopo di imporre una riforma fiscale consistente che agevolava i grandi proprietari feudalisti terrieri del clero e della nobiltà che imponeva al popolo un governo dispotico sostenitore della borghesia agraria e di quella intellettuale che si opponevano alla confisca dei beni della corona per essere trasformati in beni dello stato.La borghesia agraria crebbe rapidamente trasformandosi poi in parte borghesia industriale e bancaria che fecero vincente il loro motto:lasciare fare e lasciar passare senza che ci fosse il controllo dello stato ciò che invece avveniva e avviene nella economia degli stati comunisti.Il lasciare fare e lasciar passare in un certo senso potrebbe anche andare bene se ciò non costituisse corruzione e malaffare che affamano i lavoratori onesti.La Francia repubblicana del 1792 dovette combattere contro i coalizzati stati monarchici europei e le guerre condotte con alterne vicende vennero poi continuate da Napoleone Buonaparte dapprima console e poi dal 1804 imperatore che dette alla Francia una organizzazione politica con un governo centralizzato e l’emanazione di un codice civile che sanciva le conquiste della rivoluzione.Egli si sentiva invincibile su tutti i campi di battaglia e soffocava nel sangue tutti i tentativi di ribellione.Le sue disgrazie incominciarono in Egitto dove la sua flotta venne distrutta da Nelson.Non bisogna dimenticare che con Pio VII stipulò il concordato per porre al suo servizio la chiesa di Francia e qui ci riuscì benissimo.Ma ciò non gli portò fortuna.Dopo la sanguinosa battaglia per invadere ed occupare la Russia dovette ritirarsi perchè i russi gli sbarrarono la strada incendiando città e campagne inoltre le abbondanti nevicate impedirono l’avanzamento provocando la decimazione delle sue truppe.Il colpo decisivo fu la disfatta di Waterloo.Per quanto riguarda la storia di Napoleone riferita all’Italia,il prof.Villari scrive:nel 1796 Napoleone scende in Italia,un paese ancora diviso in numerosi stati viene accolto con entusiasmo ma successivamente sorgono i dubbi;viene a portare l’uguaglianza,la legalità o  violenza e saccheggi?L’Italia non era così arretrata come si legge nei libri scolastici.Esistevano zone economicamente paragonabili alle aree più sviluppate dell’Inghilterra e della Francia e cioè la Val Padana,alcune province della Lombardia dove insieme all’agricoltura e ad un efficiente sistema di comunicazione viarie si intravvedeva il sorgere dell’industria moderna soprattutto nell’esportazione dei manufatti tessili.Anche nel regno di Napoli , della Sicilia,della Calabria con strade disastrate e in certe zone della Puglia,l’organizzazione della produzione agricola e degli scambi commerciali reggeva il confronto con il resto d’Europa.Niente si sciupava e i meno poveri riuscivano persino a risparmiare denaro.I porti siciliani e pugliesi per i tempi erano ben attrezzati.Così come la Francia,anche l’Italia era soffocata da dazi,dalle servitù,dalle assurdità amministrative,con l’aggravante che non esisteva uno stato nazionale.La maggior parte dei nobili viveva all’ombra del sistema feudale.Possedevano enormi estensioni di terreno,ma si godevano la vita tranquilla nei loro salotti delle corti cittadine piuttosto che impegnarsi nello sviluppo  dei loro feudi.Non volevano scocciature ma convivere pacificamente con le autorità costituite.Sperperavano cifre assurde in spese voluttuarie e di rappresentanza suscitando lo sdegno degli intellettuali progressisti.Naturalmente vi erano anche aristocratici particolarmente aperti e moderni che contribuivano alle iniziative dei sovrani per spronarli a diventare riformatori soprattutto nel Granducato di Toscana e in quello della Lombardia la politica dei sovrani “illuminati” colse i frutti più importanti che non causarono ribellioni e sommosse.A Napoli con l’avvento al trono di Carlo di Borbone si sviluppò il cosiddetto “riformismo borbonico”.Il suo esito più importante fu la cacciata dei Gesuiti che segretamente sobillavano i fedeli a non violare la sacralità di Roma città santa del cattolicesimo come avevano fatto i preti francesi che avevano liquidato il potere temporale dei Papi.Fu il famoso Cardinale Lambertini (1740-1758) e poi Clemente XIV (1769-1774) costretti a sciogliere l’ordine dei Gesuiti dopo che erano stati cacciati da tutti gli altri stati.A Cesare Beccaria si attribuisce l’opuscolo” dei delitti e delle pene” che,in realtà,era stato scritto da Pietro Verri.Perchè Beccaria fece da prestanome?Perchè Verri aveva paura di attirare su di se i fulmini del governo austriaco.Fu uno straordinario successo per cui Verri si pentì e Beccaria si trovò in una situazione imbarazzante e non volle svelare la verità.Da qui l’acerrima inimicizia che separò i due fino alla morte di Beccaria (1794).Leggendo con attenzione la storia della” colonna infame “di Manzoni,nipote di Beccaria si trovano tra le righe le indicazioni sibilline sulle cautele di Verri.Con Napoleone l’Italia divenne una terra da saccheggiare incominciando dal rastrellamento dei metalli preziosi  a quello più vistoso delle opere d’arte.Per anni colonne di carri valicarono il passo di San Bernardo per trasportare a Parigi le opere d’arte e le centenarie statue romane e perfino i cavali di bronzo della basilica di San Marco a Venezia.La giustificazione fu quella di considerare questo preziosissimo patrimonio bottino personale degli ufficiali francesi.Quanta delusione aver identificato Napoleone il liberatore venuto d’oltralpe per realizzare il sogno della libertà.Foscolo gli aveva dedicato un’ode perché credette,come affermava Napoleone,che il suo esercito avrebbe spezzato le catene della schiavitù e che il popolo francese era amico di tutti i popoli rispettoso della proprietà privata e dei costumi e delle credenze religiose nazionali.I giacobini italiani lo osannavano come il Messia che loro attendevano capace di spazzare l’antico regime dei tiranni.La maggior parte dei giacobini apparteneva agli ambienti dell’alta borghesia e addirittura dell’aristocrazia interessati all’emancipazione dell’intera penisola e alla sua unificazione con un governo repubblicano federalista e Milano aspirava a diventare la capitale d’Italia questione mai tramontata e anche oggi obiettivo di Salvini che vorrebbe attuare la repubblica del Nord.Molti sono i sospetti,analizzando i fatti,che vorrebbe colpire al cuore dello stato per “destabilizzare” il paese in vista della sua restaurazione autoritaria.Per questo motivo alimenta il panico soprattutto per quanto riguarda “l’invasione degli emigranti”.Significativo è il grande litigio Salvini-Di Maio per quanto riguarda il tunnel TAV. Di Maio vuole stornare i soldi di quest’opera a favore della metropolitana di Torino e per l’autostrada dell’astigiano.Si ha l’impressione ,che poggia su dati di fatti, che l’Italia sta diventando la patria dei neo-fascisti tutti collegati ad ambienti dei servizi segreti e delle logge massoniche.Occorrerebbe una commissione parlamentare d’inchiesta come lo fu quella rappresentata dal partito Radicale per quanto riguardava la Loggia P2 di Gelli in cui vi fu una tacita intesa con l’on.Franco de Cataldo difensore del generale De Lorenzo e di Giovanni Ventura.Ben presto,però,De Cataldo cominciò a subire critiche e attacchi sia dal suo gruppo che dall’on.Pannella.Cosa era successo?De Lorenzo fallì il suo piano golpista (1960) fu arrestato e deportato in Sardegna insieme a tutti i dirigenti nazionali golpisti.Saragat appartenne alla Loggia P2 ma ,messo alle strette,ammise soltanto di essere grande amico di Gelli con cui andava a caccia.Giulio Andreotti,astuto osservatore oltre che volpino protagonista di queste stesse vicende chiamò in causa Alcide De Gasperi che progettava una monarchia socialista non alla svedese ma paternalista all’italiana cristianizzando la riattosa massoneria ricettacolo anticlericale.Era compito di condurre questo progetto padre Rosario Esposito (Paolino) e di Giovanni Caprile (gesuita)in compagnia di Elvio Sciubba,uomo legato alle logge americane.Nel 1981 Alberto Cecchi,ex parlamentare,dirigente comunista,redattore dell’Unità e di Rinascita fece parte della commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2 presieduta dall’on.Tina Anselmi.Chi stava ai vertici della P2 sapeva bene cosa voleva: ricacciare indietro il partito comunista dalle posizioni che via via aveva conquistato lottando per i diritti di tutti i lavoratori.Senza dubbio l’elezione di Sandro Pertini al Quirinale,dopo la rovinosa caduta del massone Giovanni Leone ha rappresentato il colpo più duro per la P2.Nel dibattito che precedette la conclusione della commissione parlamentare d’inchiesta si pose l’accento sul fatto che l’attività di Gelli divenne frenetica negli anni 1976-79.Si ebbe paura che al Quirinale si era insediato un esponente della sinistra non malleabile che portava con se il retaggio della resistenza del CLN (Comitato di liberazione nazionale) e di un’eventuale insurrezione.Si cercò di destabilizzare la presidenza della repubblica,per riportare al Quirinale un personaggio massonico.Nella sua relazione Tina Anselmi sottolinea che la P2 aveva fatto la scalata al gruppo Rizzoli-Corriere della sera e di altri molteplici organi d’informazione ai fini della manovra dell’opinione pubblica.Oggi la carta stampata ha perso valore sostituita massicciamente dai chat.La grande ondata rivoluzionaria ha dato origine,per la prima volta,a numerose costituzioni scritte in molti paesi che ne erano privi,fornirono loro un contenuto in buona parte comune ispirato ai dettami della politica liberale e nella vita politica vi fu una divisione tra la destra e la sinistra.I vescovi ribelli non si allearono con i poveri ma con i nobili liberali.Pio VI non seppe come comportarsi con la rivoluzione esortava a dar prova della sottomissione all’autorità clericale perchè la disobbedienza e l’insubordinazione era un crimine punito severamente non solo dalle potenze della terra ma,quel che è peggio,da Dio stesso che condanna all’eterna pena coloro che resistono all’autorità costituita.Le sconfitte e i guai avuti con Bonaparte lo portarono a cercare un accordo che non viene raggiunto.Ha molta paura perchè teme che gli vengano toccati i fondi di Avignone antico possedimento della Santa Sede in Francia;teme anche che lì accada lo scisma anglicano come in Inghilterra ciò perchè i vescovi gallicani si mostrano entusiasti e recitano ogni giorno la seguente preghiera:Dio Onnipotente ed Eterno,custodisci con la tua bontà la repubblica dei francesi e la sua libertà affinchè i suoi capi illuminati dalla luce dello Spirito Santo provvedano alla prosperità e alla salute di tutti i cittadini.Naturalmente il Papa condannò la recita di tale preghiera ritenendola incompatibile con la dottrina cattolica e chiama martire Luigi XVI.Sarà poi l’altro Papa,Pio VII ,che farà il concordato con Napoleone.Lo benedice e invita a pregare per lui ma,su lui,incominciano ad accumularsi disgrazie e disavventure.Vittorio Zuccone per quanto riguarda Marat scrive:la società respinse Marat e lui fece il rivoluzionario.Da bravo scolaro divenne ribelle dilettante;era figlio del sardo Mara ma per sembrare francese si appiccicò al suo cognome una T finale.Corteggiò nobili,grandi borghesi,accademici sognando di diventare come loro,non ebbe successo e alla fine chiese la testa di tutti.Scrisse sei trattati di medicina,due pessimi e verbosi romanzi,due saggi di criminologia ecc.non fu mai ammeso a nessuna accademia.La Fayette,che lo odiava,pienamente ricambiato,sosteneva che se l’accademia francese avesse avuto la lungimiranza di accoglierlo fra gli immortali alla Francia sarebbero state risparmiate tante tragedie.Personalmente non guidò i rivoluzionari anzi era spesso un passo dietro piuttosto che davanti la folla.Morì pugnalato nel bagno da Charlotte Corday.Era naturale all’epoca che un uomo ricevesse un’estranea nella vasca da bagno?No! Marat era coperto da un’asciugamano e da un piano di legno su cui stava prendendo appunti.Non sospettava che quella donna fosse venuta per ucciderlo.Al tribunale dirà:ho ucciso un uomo per salvarne centomila.Era davvero convinta di risparmiare chissà quante vite umane dalla belva sanguinaria.Dell’incorruttibile Robespierre non risultano testimonianze e documenti.Già nella metà dell’800 dei suoi scritti e dei suoi discorsi si era riusciti a comporre ben cinque volumi,ma in realtà la maggior parte delle carte personali volontariamente sono state distrutte e quasi niente si sa dei suoi amici ecco perchè due secoli non sono stati sufficienti a dare su di lui un giudizio sereno ed oggettivo.Tutto però si può dire di Robespierre,ma che non sia stato veramente un uomo dalla coerente,limpidissima coscienza politica intesa come essenza cristallina della virtù.Prima dello scoppio della rivoluzione (1784) scrisse” la virtù produce la felicità come il sole produce la luce”.Era convinto sul controllo delle leggi,dei prezzi e dei salari,della distribuzione delle terre,della libertà e di far sorgere una nuova religione laica che univa i francesi nell’ideale della giustizia sociale ,dell’uguaglianza e della libertà di culto.Si era assunto un compito culturale e politico superiore alle forze sociali di cui disponeva.Amato e ammirato non era affatto incline alla violenza,al contrario di altri suoi compagni di cui ne comprendeva la necesità in certi momenti della storia.Trattò con distacco i Sanculotti.Il suo errore fu però di credere che fosse sufficiente la razionalità,la forza delle idee per ordinare e regolare la realtà sociale della Francia.La sua responsabilità di governo durò solo un anno.Il colpo di stato lo destituì insieme ai suoi amici e lo mandò alla ghigliottina.Non fu capito oppure fu capito troppo?(Dall’illuminismo alla rivoluzione di Lucio Villari).Una bomba a scoppio ritardato:la nazionalizzazione dei beni della chiesa (2 novembre 1789).I riti sociali del cattolicesimo ritmavano le stagioni e riempivano la vita della gente con canti,suoni e gran baldorie.Gli stessi filosofi,perfino quelli atei in un certo qual modo riconoscevano l’utilità folcloristica della religione ma biasimavano l’esistenza dei frati col sedere sempre al caldo e lo stomaco sempre pieno e la loro superstizione e in particolare la paura dell’inferno a cui molti di loro non credevano ma la ritenevano utile per mitigare l’istinto di ribellione.Era necessario che facessero parte del clero chi annunciava il Vangelo,celebrava il culto divino con decenza e dignità,provvedere le chiese di pastori virtuosi e zelanti,soccorrere la povera gente e sopprimere i diritti e gli onorari versati ai preti per l’amministrazione dei sacramenti.Nazionalizzare i beni della chiesa significava un atto di espropriazione rivoluzionaria.Perchè Papa Francesco non si ispira a questa rivoluzione,alla libertà e l’uguaglianza come la definivano i rivoluzionari del 1789?Il nobile economista Danton fondò (nel1790) l’associazione dei cordiglieri riformisti estremisti rivoluzionari che si riunivano in un antico convento e aspiravano ad un compromeso politico fra monarchia,aristocrazia e borghesia.In sostanza per i contadini poveri le cose sarebbero cambiate di poco.Si distrussero i privilegi nobiliari di poco conto ma rimasero in piedi tutti gli altri.Stupende sono le stampe che si trovano nella biblioteca nazionale e al museo Carnavalet di Parigi;tra queste una rappresenta il” gallo “La Fayette che corteggia la “pollastra” Maria Antonietta sotto gli occhi perplessi del “pollo”Luigi XVI;in un’altra la Fayette nella festa del trionfo ordina alla guardia nazionale di sparare su i soldati ribelli mentre i popolani esaltanti cercano di strappargli pezzi di uniforme per venerarli come reliquie;in un’altra la regina viene rappresentata da uno struzzo ingordo e vanitoso ecc:.Tornando alla Bastiglia, fortezza militare costruita durante il regno di Carlo V (1363-80) per la difesa contro gli inglesi,divenne poi prigione di stato.Simbolo dell’assolutismo reggio e archivio di documenti relativi ad illustri prigionieri.Dall’intervista del prof.Lucio Villari veniamo alla vera conoscenza di cosa essa veramente era per il gusto del tempo:un pugno nell’occhio,un meteorite medioevale,un frammento gotico e vandalico,un’offesa alle eleganti costruzioni che sorgevano a Parigi.L’architetto Corbet aveva predisposto un piano di demolizione del castello per far luogo ad una piazza da intitolare a Luigi XVI.Quindi la Bastiglia era un problema urbanistico e non politico.La distruzione di essa lo fecero artigiani,falegnami,ebanisti,fabbri,scultori,gli inevitabili sfaccendati ecc.Se la folla si avvicinava molto ai ponti levatoi,i gendarmi sparavano scatenando spesso un bagno di sangue.Alle soglie della rivoluzione francese la Francia borbonica era un paese ricco,prospero e potente,il più grande paese d’Europa occidentale e la seconda potenza mondiale dopo l’impero britannico.L’industria, ai primi passi, si affiancava all’agricoltura e ai traffici economici con le colonie.Luigi XVI era indifferente,preferiva darsi alla caccia o rinchiudersi nella sua officina a forgiare serrature,ferri di cavallo ecc.Parallelamente si può affermare che la scena politica odierna è un intreccio di conflitti senza fine.In ogni luogo prevale chi riesce a persuadere gli allocchi a costituire una coalizione di forze che si schierano contro un nemico.Una congiura che in nome del nemico di turno governa il paese senza risolvere i gravi problemi effettivi per salvare la democrazia, La giornalista Camilla Cederna animata da un profondo amore per la democrazia,i suoi organi,e i suoi istituti e perfino i suoi simboli nel suo famosissimo libro sulla carriera del Presidente Giovanni Leone nel capitolo quinto “i compari di San Gennaro”tratta degli amici del Presidente:una folla di uomini dalla reputazione offuscata,i più noti speculatori fraudolenti,opportunisti,amministratori e proprietari di finanziarie sospette,lottizzatori dissennati,incredibili accumulatori che assegnano per caso o per denaro,consiglieri di amministratori di società reali o fantasme,accaparratori di pubblico denaro tutti ricchissimi per illeciti profitti,tutti ex fascisti,ex nazisti.Le distanze dal baroni ladri il Presidente Leone non le ha mai tenute perchè li ha favoriti in tutti i modi,li ha avuti ospiti fissi,ha fatto voli,crociere,viaggi per il mondo insieme a loro che costituiscono i compari di San Gennaro che tengono santi in Paradiso.Napoli fu un importante centro di cultura illuministica.Non si avevano pregiudizi contro gli stranieri che ritenevano non solo arricchimento culturale ma anche una risorsa lavorativa.Stiamo attenti,manca poco per cantare WW il duce che illumina e ci conduce.Lo stato della nostra repubblica democratica è in pericolo.Se non si vuole un feroce ritorno al fascismo gli autentici comunisti dovranno far conoscere a tutti cosa è stato il regime di Hitler e Mussolini.I tre volti del fascismo di Ernst Nolte è un libro fondamentale,una guida per chi ha voglia di approfondire tutti gli aspetti di un’epoca fra le più tormentate della recente storia d’Europa,un contributo essenziale alla ricostruzione della genesi e dello sviluppo dei movimenti reazionari che caratterizzarono il periodo fra le due guerre mondiali.