Bova Marina in un momento di Primavera, DIMENTICANDO LE PROCELLE

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Work in progress per le barriere soffolte a protezione del litorale di Bova Marina, ma anche un’occasione per rinnovare tramite le immagini le suggestioni che questo paese offre. Definita “perla dell’ Jonio”, e certamente ne ha i numeri, come se non fossero bastati gli anni bui dovuti a una maldestra politica, a partire dall’inizio del nuovo secolo, durante i quali si è spenta la sua posizione di leader turistico e culturale del versante ionico meridionale, ora, quando si avviava a una ripresa di posizione con una rinnovata offerta, all’insipienza degli uomini che avevano imperversato precedentemente – anche commissariamenti ripetuti – si è aggiunto un nemico altrettanto o più temibile: il Corona virus.

Ai pericoli per la salute, alle vittime in numero elevato, si è aggiunto un degrado della politica, anzi del fare politica a livello nazionale e regionale, senza precedenti, un degrado in perfetta sintonia con gli amplificatori mediatici che continuano a fare da cassa di risonanza all’incompetenza e alla malafede: tutti parlano di tutto, fanno intendere per verità le loro opinioni, spacciandosi per scienziati quando parlano solo a sproposito di fatti scientifici, senza avere prove di quello che dicono.

Ci sembrano più veggenti che competenti, eppure riempiono le giornate disorientando le persone. Dulcis in fundo la dignità perduta con un pervasivo sciacallaggio politico: non li hanno fermati neanche i morti.

Si impegnano, per un consenso elettorale, a dire ciò che gli sprovveduto vogliono sentire, non ciò che va detto; e non importa se fanno danni: quello che conta è il consenso.

Il nostro augurio è che in queste procelle Bova Marina riesca a veleggiare in attesa di acque più calme, tenendo la barra dritta si, ma cercando anche di organizzare meglio quella ciurma atavica, che frena l’efficienza amministrativa, quando non percepisce di essere al servizio della comunità, PER IL WELFARE, e non contro.

Ma intanto rassereniamoci con qualche immagine e abbiamo fede: NON TUTTO E’ PERDUTO