Una maratona online durata oltre cinque ore ha tenuto incollati più di cinquemila seguaci ai Pc sparsi in varie parti del mondo nell’incontro virtuale sui temi della casa, delle radici e del ritorno. Il Festival delle Spartenze chiude il mese di agosto con un appuntamento online sulla propria pagina Facebook dove, in una videochiamata di gruppo, si sono intervallati esponenti politici, figure istituzionali nell’ambito della emigrazione italiana, italodiscendenti di varie parti del mondo, professori universitari e musicisti. Condotta dalla redattrice Erminia Madeo e dal direttore del Festival Giuseppe Sommario, collegati da Corigliano Rossano, la serata ha preso inizio alle 19.30, ora italiana (corrispondenti alle 14,30 dell’Argentina) e ha visto i saluti del sindaco di Paludi, Stefano Graziano, collegato telefonicamente. Paludi è il comune in cui ha preso vita il Piccolo Festival delle Spartenze nel 2016 e dove risiede l’associazione Assud che l’ha ideato e realizzato. A questo proposito, ha portato i saluti il presidente Onofrio Sommario, che ha letto una lettera pervenuta dal ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, nella quale riconosce la valenza culturale del lavoro fatto e affida alla lingua italiana il compito di unire le persone che fisicamente sono lontane con il proprio paese natio. Un ulteriore saluto introduttivo è arrivato dal vescovo Mons. Giuseppe Satriano, che, attraverso un videomessaggio, ha augurato una buona prosecuzione dei lavori. Il sindaco di Cropalati, Luigi Lettieri, ha salutato i presenti con un messaggio, non riuscendo a prendere parte alla serata.

Il digitale può colmare, tenere insieme, dare nuovi sguardi. È questo il senso della diretta Facebook, che colma l’impossibilità di realizzare il raduno che ogni anno riempie i borghi di Paludi e Cropalati di giovani e meno giovani che raggiungono la Calabria con l’intento di scoprire la terra dei propri avi.

Giovanni De Vita, consigliere d’ambasciata, diplomatico del ministero degli esteri (Direzione Italiana all’estero), promuove il vasto patrimonio delle storie dei migranti italiani a volte poco conosciuto. Un saluto da Montreal è arrivato dal presidente Comites della città, Giovanna Giordano, che nelle edizioni precedenti ha preso parte alle attività del festival.

L’Italia viene presentata a tutti gli amici collegati dal Sud America, dal Nord America e da vari paesi europei grazie alle spiegazioni della geografa Sandra Leonardi delle università di Roma Tor Vergata e Sapienza, coadiuvata dalle immagini satellitari di Google Earth, che hanno mostrato le catene montuose e le pianure che caratterizzano la morfologia del Bel Paese.

Angela Fucsia Nissoli, onorevole eletta nel Nord America, ha salutato tutti con una telefonata dalla Sicilia, mentre Fabio Porta (ex deputato eletto in Sud America, presidente dell’associazione di amicizia Italia-Brasile) riconosce nel festival la capacità di dare indicazioni per la ripresa sociale, culturale ed economica del Paese.

Intermezzi musicali per allietare la lunga chiacchierata intrapresa sono stati offerti in momenti diversi da Peppe Voltarelli e dai Sabatum Quartet in videomessaggi realizzati appositamente, mentre in videochiamata si sono collegati Corrado Fonsi e Nunzia Caravetta, che hanno suonato e cantato canzoni della tradizione, Paola Castignola e il marito arabo Jair, che hanno suonato Amara terra mia e un tango argentino.

Alcune regioni italiane sono state rappresentate da vari esponenti che hanno illustrato le attività portate avanti dalle Regioni per tenere saldo il legame con i propri emigrati sparsi per il mondo. Per l’Abruzzo c’è stata Anna Bongiovanni, responsabile dell’ufficio Abruzzesi del mondo; per il Molise Maria Tirabasso, responsabile Molisani nel mondo, insieme a Maxi Manzo (membro della consulta molisana e abruzzese nel comune di Buenos Aires), che hanno presentato il progetto sul turismo delle radici della Regione Molise; per la Basilicata: Luigi Scaglione, del Centro Lucani nel mondo, che si è collegato da Scalea dove si trova in villeggiatura.

Raffaele Iaria, dell’Ufficio stampa della Migrantes, ha parlato di stampa italiana all’estero, mentre Maria Chiara Prodi, presidente della commissione VII del CGIE Nuove Migrazioni e generazioni nuove, insiste sulla rete che si sta costruendo in varie parti d’Italia per facilitare gli scambi, la conoscenza, la formazione. Domenico Servello, del Centro Scuola Lingua e Cultura di Toronto, crede nell’interazione tra i paesi e auspica che i viaggi di ritorno in Calabria siano incentivati dalle istituzioni.

Alessandro Fusacchia, parlamentare eletto in Europa, ha salutato attraverso un breve videomessaggio; è seguita Delfina Licata, della fondazione Migrante, curatrice del rapporto italiani nel mondo, ha dato un inquadramento generale sul tema e presentato il progetto di ricerca sul Turismo delle Radici “Scoprirsi Italiani: i viaggi delle radici in Italia”, per il quale ha invitato a compilare un questionario di censimento online. Michele Schiavone (segretario CGE comitato italiani estero e dell’organo di consultazione del parlamento) ha dato molto risalto al valore economico che acquisisce il turismo delle radici: non solo nostalgia, memoria ma anche ricchezza.

 

L’Italia è un sentiero. Lo dimostrano i cammini che attraversano la penisola dalle Alpi alla Sicilia dando ai piccoli comuni il ruolo di presidio del territorio. In maniera rappresentativa, sono stati scelti tre cammini che caratterizzano il Nord, il Centro e il Sud. Il Prof. Gabriele Archetti (ordinario storia medievale alla università Cattolica di Milano e presidente del Centro studi Longobardi) ha illustrato i 7 Siti Longobardi ora Patrimonio Unesco, che dal Friuli vanno in Lombardia, prima di spostarsi in altre regioni del centro. Sara Carallo, dell’associazione A piedi liberi, ha spiegato il Cammino della Regina Camilla, la regina dei Volsci, che partirà nel prossimo autunno nella Valle dell’Amaseno, nel Lazio. Per il Sud Italia, Carmine Lupia ha presentato il cammino di recente costituzione lungo le tracce dei monaci che hanno segnato i borghi dell’entroterra calabrese, il  Cammino Basiliano.

Parlare di emigrazione attraverso la letteratura. Lo ha fatto Antonio Cavallaro, responsabile comunicazione della casa editrice Rubbettino, che ha presentato Saverio Strati e il suo romanzo Tibi e Tascia in un interessante videomessaggio.

 

Nell’ultima parte del lungo collegamento, quando ormai si era andata oltre l’una di notte, Mariel Pitton (del campus ASSud), collegata dall’Argentina ha raccontato la sua esperienza da emigrata di terza generazione che è tornata in Calabria alla ricerca delle sue radici.

Dopo i ringraziamenti che sono stati rivolti a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione dell’evento, all’associazione Assud, al tecnico video Gianluca Virelli, e a tutti coloro che hanno seguito i lavori, la conclusione è stata affidata al video VOCI del FESTIVAL, che ha fatto parlare i veri protagonisti dell’evento che vuole ricongiungere pezzi di un popolo che da secoli è costretto a lasciare la propria terra.