Tertium non datur ma non sempre  di Mirella Violi

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……e difatti proviamo a scompigliare la ferrea logica aristotelica, affezionata compagna di studi liceali e  oltre, leggi pure tesi universitaria( ndr:nota del redattore), incentrata guarda caso sul concetto di una comunicazione/opinione sociale,quindi pubblica,quindi comune, affidata all’acconcio linguaggio  di cui  solo artefice é  lo “zoòn,  senza ombra di offesa, dato il significato facilmente individuabile di animale, politikòn,continuando ad occuparci per la terza volta di istruzioni  in emergenza sempre meno ultronee, quanto a rigidità di comportamenti da ottemperare .

Dopodiché, dalla contemplazione de “Il cielo in una stanza”, immortale inno  amoroso della nostra musica italiana, chiamata spesso a torto leggera,che meglio non potrebbe attagliarsi agli attuali  impedimenti, a…..”que reste-t-il”,  dal titolo di una  altrettanto   sentimental melodia francese di anni addietro, che, sul fronte corrente,può anche  significare un adieu temporaneo, molto temporaneo,s’intende, a quelle baruffe, più menefreghiste che furibonde,ormai relegate in qualche angolino di felici memorie, sul portare fuori il cane e..l’immondizia, i rifiuti…. in un sol detto, la vecchia cara spazzatura,il primo per i classici bisognini,la seconda per assecondare il massimo dell’osare ,in fatto di eventi quotidiani,divenuti improvvisamente straordinari,nel senso di  avventurosi ….

Se poi dovesse mancare il docile quattro zampe si può ovviare recuperando in solaio, fortunate le abitazioni che ancora ne contemplano l’uso, intramontabili peluches, di forme e tinte  svariate,un po’ trasandati ma quanto caramellosi a viverci di nuovo insieme, facendo o no la salutare passeggiata  non solo canina,…

Quasi idem per i felini di casa , pur risultando troppo pittoresco e non sempre agevole per cui  si consiglia di chiedere il consenso preventivo al diretto interessato prima di armarsi di guinzaglio per condurlo fuori…pretesto bello e buono poiché  costoro, i gatti insomma, non risentono del disagio dovuto alle presenti limitazioni di movimento,non solo, ma come è noto, spesso disdegnano avvicinamenti indesiderati a vario titolo…

Forse è senz’altro  più vantaggioso per gli umani attualmente  in cattività osservarli nelle loro corsette a piccoli passi felpati per sgranchirsi le zampine, da un ambiente all’altro,meglio un lungo corridoio quando c’è, del confortevole luogo/casa  che li ospita…..

Se ne può trarre  un comodo esempio nell’attuale svantaggiosa fase  in  assenza di  esercizio fisico!

Per quanto invece concerne l’altra variante,quella dello smaltimento dei rifiuti domestici, pare che, riferito in lungo e in largo da tutta la stampa specializzata e non,  di questi tempi capiti l’inimmaginabile, cioè la conta, magari con l’ausilio della antica morra

A tal proposito è certo che  indulsero in questo archeologico gioco  primari  protagonisti del mythos, nomi di eroi  e veneri che non osiamo pronunciare neanche a mezza  bocca, presi da cotanta soggezione, peraltro raffigurati in alcune pitture dei più rinomati vasi greci, ricerche sul campo per credere!

“…. Stasera tocca a me….poche storie…tu hai già avuto la tua opportunità ieri…” Dialogo  non proprio ai vertici della voluttuosità cultural-letteraria! Ma tant’è, questo offre la piazza al momento!

Quanto poi alle sconfortanti notizie circa la sospensione dei collegamenti tra la Sicilia e il continente,arie martogliane sempre gradite, specie per chi scrive ,nata a metà esatta dello Stretto, esse  rischiano di assestare un fiero colpo,forse senza ritorno, alle residue velleità enunciate a intervalli regolari sul Ponte, non abbisogna di altre specifiche chè si sa di chi stiamo parliamo….  l’eternamente erigendo da ottava e oltre meraviglia del mondo, non solo calabro-siculo, ormai  talmente incuneato nelle fantasie  fantozziane delle compagini politiche succedutesi al governo negli ultimi almeno cinquant’anni ,che non troveremmo affatto strano un suo auspicabile prossimo inserimento, giusto anch’esso tra i giusti,  nell’ottica dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale!

Sarà forse ora di cambiare programma e, come dicevasi in certe lezioni viste sul piccolo schermo decenni fa, non è mai troppo tardi per rendersi conto di ciò che  in modo inderogabile andrebbe,anzi va, senza altri indugi, riqualificato nei  trasporti isolani singhiozzanti, si,alla lettera,visto che non di rado vien da piangere a prendere treni  in certe zone ancora a binario unico,ancora storia di oggi, presenti  nella meravigliosa isola di Sicilia, sino dai tempi dei garibaldini…no, non  è  lo slogan che si recitava nell’ era giocosa di Carosello…quanto lontana nel tempo ormai…magari qualcuno più in là con gli anni se ne rammenterà con malinconica nostalgia!

Dovendo  concludere, alla fine vince la certezza metafisica,definirla aristotelica è pressocché lo stesso, di un futuro che sarà, d’ora in poi, in  forza della severità degli ultimi eventi, diversamente dinamico,  ancor meglio senza utili suggerimenti  che, non volendo,  possano  collocarsi ad un passo dalla temerità, in tema di riconquistata levità di spirito e di espressione.