Tavolo di discussione sulla fase di stallo dell’ADI, le cure primarie sono a rischio

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Si è svolto mercoledì 10 aprile, presso Palazzo Alvaro sede della Città metropolitana di Reggio Calabria, un incontro finalizzato a porre all’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e degli addetti ai lavori, la grave situazione di stallo in cui versano le cure domiciliari. L’incontro tenutosi sotto la forma di panel di discussione, è stato presieduto dal Sindaco Giuseppe Falcomatà, è stato promosso dal Consorzio Macramè, dal Consorzio Domicare e da Sadmat, i tre enti che esplicitano i servizi di cure domiciliari sanitarie per l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Sono ben 2.112 gli utenti assistiti nel 2018 dai tre soggetti, per un totale di quasi 80mila accessi. Numeri che confermano un dato di fatto: l’apporto di questi tre enti copre oltre la metà del fabbisogno di Assistenza Domiciliare in tutta l’ASP. All’incontro, al quale erano stati invitati sindacati e parti sociali, hanno preso parte Gregorio Pititto Segretario provinciale CGIL , Filippo Peri Presidente regionale Confcooperative, Cristina Ciccone direzione regionale Legacoop, e Pasquale Neri Portavoce Forum Terzo Settore Reggio Calabria. Presente anche Silvana Ruggero genitore di utenti con patologie gravi fruitori del servizio e referente di associazioni di famiglie. Vistosa l’assenza dell’ASP di Reggio Calabria e della Regione Calabria, benché formalmente invitati.

I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Carrozza (Macramè), Rossana Panarello (Domicare) e Saverio Toscano (Sadmat) cui ha fatto seguito un intenso dibattito durante il quale i partecipanti hanno espresso grave preoccupazione circa la situazione di stallo che si è generata e il rischio che il servizio possa non essere più garantito con ripercussioni drammatiche sulla vita di tanti pazienti affetti da patologie gravi. Questo servizio svolto ininterrottamente dal 2006 da numerosi enti del Terzo Settore, oggi  è a forte rischio poiché va avanti sulla base di una semplice corrispondenza del Direttore Sanitario senza che l’ASP si sia nel frattempo prodigata ad assumerne la relativa formalizzazione. Questo contesto del tutto precario è aggravato dal fatto che i Distretti hanno dato seguito al servizio ADI ognuno in modo diverso senza una indicazione comune da parte della Direzione Generale dell’ASP. Vi è più che il target obiettivo di salute è ben al di sopra degli utenti che Macramè, Domicare e Sadmat riescono a prendere in carico, ciò significa che tanti cittadini, ad oggi, non riescono ad accedere alle cure. Federconsumatori, presente alla riunione,  ha annunciato che sta già provvedendo ad avanzare, tramite i suoi legali, le richieste di rimborso di tutti quei cittadini fragili che non hanno potuto continuare a domicilio le terapie autorizzate e sono dovuti ricorrere privatamente, e a proprie spese, ai ripari.

La stessa procedura di accreditamento è incagliata sempre all’ASP la quale starebbe seguendo un ordine cronologico indipendentemente dalla tipologia del servizio, nonostante sia noto a tutti che l’unico servizio non ancora in regime di accreditamento è proprio quello delle cure domiciliari.

In conclusione Gianni Pensabene portavoce regionale del Forum del Terzo settore, a nome di tutti i presenti ha ribadito la necessità che l’ASP assuma un provvedimento transitorio che impedisca l’interruzione del pubblico servizio domiciliare in favore di persone non autosufficienti, servizio che come noto rientra nei LEA al 100% e che soltanto grazie agli enti erogatori privati viene assicurato. In tale direzione, il Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà ha inteso prendere l’impegno di chiedere ai Commissari di essere ricevuto con una delegazione degli enti erogatori e delle parti sociali coinvolte.