Tassa di soggiorno a Soverato. Un ritorno accompagnato da voci di perplessità e di dissenso

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.       E’ stata riproposta, e resa esecutiva, la tassa di soggiorno nella città di Soverato. L’imposta, già presente negli ultimi anni, interessa l’arco temporale 15 giugno – 30 settembre.

Era stata istituita nel 2013 dal Commissario prefettizio pro tempore, Maria Virginia Rizzo, che ne ravvisava la “necessità per risanare le casse comunali”.

Secondo la voce ricorrente dell’attuale Consigliere di maggioranza delegato al settore turismo e spettacolo, già negli anni decorsi la tassa suddetta si è rivelata positiva ai fini “degli introiti”, in una situazione di precarietà economica, nella quale versava l’Ente Comunale. Ancora oggi, a riapprovazione avvenuta, ne stigmatizza l’utilità per “incassare maggiore capitale da spendere per i servizi al turismo”. In delibera, il circostanziato regolamento, esplicativo nei dettagli e nei criteri applicativi.

Contestualmente, riemergono perplessità e dissenso da parte dell’imprenditoria alberghiera e di tutto il settore turistico coinvolto, nonché dei cittadini.

In una stagione, che si presenta anomala e che non lascia intravedere i flussi turisti consueti, appare inopportuna la logica del “fare cassa”. Ed inoltre – è quanto affermato da più parti – l’attenzione degli Amministratori Comunali dovrebbe essere rivolta anche ad altri aspetti della Città, sotto il profilo della vivibilità e del decoro.

Ricostruire, “significa contribuire a quella lenta trasformazione che è la vita stessa della città”. Ricostruire significa collaborare con il tempo nel suo aspetto di “passato”, coglierne lo spirito, protenderlo verso un più lungo avvenire” (Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar).

Ricostruire significa “fecondare la bellezza” di un luogo.

E la “ Perla dello Jonio”, nel tempo attuale, sembra avere smarrito i suoi magici riflessi.