SOVERATO – Un respiro, un tuffo, un record. L’apneista Homar Leuci conquista un altro primato mondiale nella disciplina più profonda dello sport

Post in Attualità, Calabria - Sicilia, Cultura, Italia, Sport

. L’ardua impresa compiuta nella splendida baia dell’Ippocampo di Soverato.  Seguita dagli appassionati di tutto il mondo.

E’ lui, Homar Leuci, l’apneista per eccellenza. E’ ancora lui, il protagonista dell’apnea mondiale. Ha conquistato, nei giorni scorsi, nello splendido specchio del mare di Soverato, un nuovo record mondiale, raggiungendo i 131 metri di profondità in apnea, in assetto variabile senza pinne, in 2’ e 57’’. Questa forma d’immersione  – egli spiega –  “è diversa dall’apnea in assetto costante, in quanto si basa sul principio di adattamento fisiologico, definito riflesso d’immersione”; avviene, cioè, in caduta libera, raggiungendo le profondità con l’aiuto del solo corpo e con un solo respiro.

L’ardua impresa, come da regolamento, si è svolta in presenza dei giudici di gara, che ne hanno confermato il record; monitorata dall’équipe medica e seguita dagli allenatori dell’atleta.

Carico e determinato, Homar Leuci, prima del tuffo. Ad emozionarsi, i curiosi, accorsi numerosi sulla spiaggia inondata dal sole di fine estate. Ed in trepida attesa, gli appassionati, vicini e lontani, cultori della disciplina più profonda dello sport.

Un respiro, un tuffo, un altro record. Appartiene a lui, ad Homar Leuci, milanese di nascita, peregrino dei mari, abile conoscitore delle geografie subacquee del mondo. Da qualche tempo ormai, ospite privilegiato nella terra calabra; cittadino onorato nella “Perla dello Jonio”.

Il lombardo apneista ha scelto questo luogo e lo specchio d’acqua della”Baia dell’Ippocampo”, per praticare i suoi allenamenti e per affrontare le sfide dei primati. “Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni”, scrive Alessandro Baricco. Ma per lui, per l’apneista indiscusso, la spiegazione  era emersa all’improvviso, come giravolta di delfino; e l’aveva accarezzata come dolce brezza di mare.                       Sicchè, aveva gettato la sua àncora ed iniziato le sue immersioni, i suoi quotidiani allenamenti. Possibili sempre in questo luogo, dove le stagioni si alternano in ritmi irregolari; dove brevi sono gli inverni con sfumature d’autunno, e nei limiti le primavere, e lunghe, interminabili, le estati; dove le acque marine sono limpide con riflessi di cristallo, ideali per la disciplina subacquea; così che, già a qualche metro di distanza dalla battigia, si possono scorgere i fondali e percepire le suggestioni di inaspettate profondità. Una baia protetta dalla morfologia della costa, che consente tranquilli e costanti allenamenti. “Qui, si compie ogni volta un miracolo nuovo” , dice Homar Leuci. Ma, si consumano anche le sue sfide. Ed ogni volta è una altra. Perché arrivano improvvise le burrasche e rivoltano con forza potente. Il mare è così.

“ Il mare è anche pericoloso e le tempeste terribili. Non sono considerati quei pericoli ragioni sufficienti per rimanere a terra” (Vincent van Gogh). Lo racconta anche lui, Homar Leuci. E si racconta, nel suo libro “Nuotando con gli squali”, nel quale scorrono, in parallelo, il filone dei suoi numerosi traguardi sportivi e il “ponte che collega corpo e mente”, su un tracciato che conduce alla scoperta di se stessi e delle capacità insite in ogni uomo; punti di forza nel suo quotidiano agire e vivere.

Il “ principe degli abissi”, come viene indicato dalla critica sportiva mondiale, ha nuotato nei mari e negli oceani; ha compiuto immersioni profonde nelle acque del Mar Rosso, di Nizza, delle Bahamas, di Sharm El Shikh, del Mar Jonio, giusto per riferimento concreto.  E come onde che cavalcano il mare, come distese tranquille iridiscenti di sempre nuovi soli, Leuci  ha contrassegnato di prestigiosi successi il suo libro di vita sportiva: 28 record in tutte le discipline, stabilendo 2 Guinnes World record; oro Campionato di Apnea Profonda, Record mondiale di Apnea Dinamica, 7 Primati Mondiali. Ha consegnato a Soverato il sigillo di “Città dei Primati”, con il Record Mondiale conquistato nella scorsa settimana nella  Baia dell’Ippocampo, dove già aveva conseguito Il Record Mondiale in assetto costante, il Record Mondiale in assetto variabile, registrando rispettivamente 88 metri e 95 metri di profondità, e il Record assoluto in assetto costante a rana senza attrezzi, 72 metri, valevole come migliore prestazione mondiale.

Ha esultato, il sindaco di Soverato Ernesto Alecci; e ha ringraziato Homar Leuci “per aver reso protagonista Soverato di questo record del mondo”, indicandolo anche quale ”testimonial autorevole del turismo sportivo della Città”. Anche la presidente della Regione Calabria, presente all’evento, si è congratulata per “l’ardimentosa impresa”. Ha presenziato il vice-sindaco di Milano, Anna Scavuzzi, che, “incantata di questa straordinaria terra”, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto dal suo conterraneo.

Il volto, ancora grondante, del vero unico protagonista dell’impresa, era trasparenza di semplicità e di umiltà, di sorprendente “serenità e di forza mentale, frutto di capacità del cervello di plasmarsi e di adattarsi a condizioni psicofisiche estreme con grande plasticità”. E’ quanto sottolineato, su Homar Leuci, da Stefano Tirelli, docente di Tecniche Complementari all’Università Cattolica di Milano, nonché Mental Coach dei campioni.

Ma il dato visivo, che più stigmatizza l’essenza dell’atleta, è il gioioso entusiasmo con cui si racconta.  Irene Nèmirovski afferma che “ non si può essere infelici, quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento”.

Dal mare e nel mare, Homar Leuci ha elaborato una grande verità: la consapevolezza della fragilità umana e la forza del tutto possibile.

 

Maria Drosi

 

I