Siamo partigiani e lavoriamo per un sogno di libertà

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Neanche 24 ore è durata la panchina con l’iscrizione della frase di Antonio Gramsci “Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano” installata davanti al Castello Aragonese per celebrare la Festa della Liberazione. Neanche 24 ore e ignoti si sono presi la briga di vandalizzare la seduta dedicata al grande intellettuale scrivendo con lo spray una vergognosa scritta “WC” subito rimossa dal Comune.

Non abbiamo la certezza che i vili autori di questo deplorevole gesto siano politicizzati, non sappiamo se siano organici a qualche formazione che si ispiri a quel buio periodo della storia italiana e mondiale o siano semplici teppistelli annoiati col solo scopo di danneggiare la collettività. Ma, anche davanti alla seconda ipotesi, siamo consapevoli come le destre più o meno estreme abbiano responsabilità nell’offuscare la vera essenza della Liberazione dal Nazifascismo, distorcendola e rendendola dunque vulnerabile.

Ormai appare chiaro come il 25 aprile sia divisivo, ma non nel senso che lascia strumentalmente intendere la vulgata fascio-populista. È divisivo perché, da un lato, ci sono i valori affermati prima dalla Resistenza e poi dalla Repubblica e dalla Costituzione, cioè libertà, giustizia e democrazia, e, dall’altro, i disvalori opposti, emblematicamente testimoniati da gesti come questi. Chi è contro il 25 aprile, è contro questi valori.

Gramsci aveva ragione: per vivere veramente bisogna essere cittadini e partigiani. Per questo motivo la nostra costituenda sezione sta iniziando a radicarsi e a mettere in campo iniziative civiche, culturali e solidali. Mentre questi ignoti trovavano la voglia e il tempo di uscire ed imbrattare un elemento di arredo urbano, colpendo così tutta la comunità reggina e non solo la memoria dello straordinario intellettuale, noi abbiamo messo in campo la lettura di coraggiose e dolorose missive di antifascisti condannati a morte, una rivisitazione di canti partigiani ad opera di artisti locali, un convegno sul femminismo intersezionale e la distribuzione di copie della Costituzione. E tanto ancora proporremo dentro e fuori la nostra sede di via Pio XI 94, appena la terribile morsa del virus si attenuerà: dalla memoria della Resistenza all’osservazione delle dinamiche relative a grandi temi come lavoro, welfare e mafie tra il locale e il globale; dalla divulgazione cultura alla solidarietà concreta per i più deboli; dallo stare insieme fino al valorizzare i territori. Ecco la differenza: Antifascismo è costruzione, Fascismo è distruzione.

Dunque, dopo questo vergognoso fatto e il nostro radicarci, viene automatico rilanciare, sempre citando l’immenso Gramsci: “Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”. Noi lo stiamo già facendo, sia per renderci utile alla nostra Reggio e non solo, sia per esaltare i nostri valori, sia per fronteggiare questo sempre più pericoloso e becero clima d’odio riscontrabile in tutto il Paese.

Reggio Calabria 27 aprile 2021