Redde rationem

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Molto s’è  scritto fin’ora  per la soddisfazione dei soliti noti, i  sottintesi venticinque, lo diamo speranzosamente  per scontato, però adesso ,se vogliamo continuare in tutta franchezza e libertà, da notare una certa insistenza sull’uso promiscuo di questi due  termini al culmine dell’esigenza esistenziale, si rende   indispensabile cambiare registro, venendo incontro ai neofiti della conoscenza in generale,ultimamente  sempre più numerosi, si badi bene,non solo rispetto al latino del titolo,  ormai lingua sventatamente trascurata, guarda caso in patria,  giusto per non sconfessare,come sancito in Altissimo Loco, nemo profeta….

Per cui, senza gingillarci oltre, operazione, comunque la  si consideri, in diverse occasioni  già foriera da questa medesima sede  di  risultati analitici, esegetici, accademici, istruttivi, non male, fate vobis,  garantito è latinorum, del più accattivante, ovvero alla maniera dell’alfiere dei curati letterari, si casca sempre bene a citarlo, il Don Abbondio di turno ,si giunge all’argomento che possa dare il la  alle successive argomentazioni!

E pensare che le intenzioni , almeno all’inizio, erano di fare in fretta a introdurre il discorso, a proposito non vorremmo per questo ritrovarci in qualche palude stigia di processo alle stesse,che soltanto il Re Sole è riuscito a fare meglio ai suoi tempi,dopo di ché ,  la soluzione,per così dire,si è fatta attendere per secoli fino al  giorno 14, mese di luglio dell’anno di grazia 1789, in cui è stato stabilito l’universale status quo libertario ed egalitario insieme,talora  a capo chino per le note cause di forza maggiore ,  breve noterella incidentale , chi scrive ci è nata in quel giorno,  qualche anno e passa dopo….. sarà davvero il caso di specificare?!

Adesso è venuta l’ora, come disse qualcuno…non di andare a pranzo con la Storia, quella d’Italia, semmai di dare conto ,di questo infine si tratta,  a sorpresa sfilato il titolo da sotto lo scritto, un redde rationem , spiace ma stavolta é latino,usato nella massima  immediatamente  riconducibile al  testo di Luca, (sì lui del Vangelo)  che irrompe con indiscussa potenza pragmatica  nel vissuto socio politico ed  economico,volgarmente a trecentosessanta gradi, a garanzia dell’estrinsecazione dei singoli, della collettività, in una reductio ad unum,  vi presentiamo  lo Stato, inteso come noi! .

Di sicuro una sicumera: primo a sottostare l’amministratore pro tempore,  con al seguito lo sciame di  addetti  al controllo della presente  situazione  in emergenza: anch’essa, meglio  prima che poi, dovrà rendere conto delle proprie priorità di fronte all’intero mondo conosciuto!

Surreal/virtuale? Giusto  così per sdrammatizzare, dialogando del più e del meno come si faceva nel buon tempo andato, senza esibire  a ogni piè sospinto   orme  di azioni e movimenti !

A questo punto ci vorrebbe una tregua per giungere più facilmente verso la fine delle odierne peregrinazioni e giacchè ci siamo, perché non dare un taglio a quelle melensaggini trasmesse a tutte l’ore  che inneggiano alla rara beatitudine di restare confinati in un  spazio spesso angusto, quello  dell’usuale appartamento di condominio,sissignori,alcun dubbio al rigardo,  essendo chiaramente  in minoranza coloro che  possono disporre di ville palladiane o  vada pure per  holliwoodiane, ove condurre agevolmente i loro “otia”  imposti dall’attuale congerie sanitaria!

Tutti gli altri mortali cominciano a mostrare le corde di fronte al perpetuarsi di queste reclusioni ascetiche  cui manca la pace del chiostro non cercato, sotto il vessillo di un imprimatur stoicista,altrettanto non manifesto, nonché stucchevole quanto basta!

Anche di ciò e su ciò,  bisognerà alla fine contemplare un ragionevole redde rationem!!