QUANDO L’ITALIA E’ PROPOSITIVA – Istanza per programmazione prelievo tampone aree a scalare – Lettera Aperta al governo – 23 marzo

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LETTERA APERTA

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

OGGETTO: COVID-19, istanza affinché sia varato un Piano di Difesa Sanitaria che programmi, a livello nazionale e/o in modo a scalare in aree predeterminate in base alle risorse a disposizione in ordine agli apparecchi, ai materiali e al personale, l’effettuazione del prelievo a tutti coloro che vi risiedono.

Il sottoscritto Pier Luigi Ciolli, quale cittadino e per l’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti portatrice di un interesse collettivo, PREMESSO CHE:

  • purtroppo si stima che il vaccino arriverà nel 2021, sempre che il virus non muti nel tempo;
  • aprendo www.nuovedirezioni.it, sul numero 59 (articolo sul Coronavirus pubblicato senza ricevere alcuna contestazione) in uno studio si evidenziava la possibilità che il contagio potesse infettare 8 milioni di italiani e provocare 200.000 morti;
  • l’attivare “un coprifuoco” con provvedimenti che interrompono le attività e la circolazione di beni e servizi per tantissimi mesi ha come risultato il depauperare le risorse del Paese fino a portarlo a una micidiale crisi sociale;
  • occorre individuare dov’è il nemico; altrimenti il proseguire a colpire alla cieca, adottando provvedimenti da “coprifuoco diffuso”, bloccano l’economia e i rapporti sociali senza ottenere il contenimento del contagio;
  • finora sono stati emanati solo provvedimenti tattici che confondono e non sono verificabili per i risultati che dovrebbero conseguire;
  • per contenere una pandemia è indispensabile prima conoscere dove è arrivato il contagio e lo si determina attivando il prelievo dei tamponi a tappeto in tutte le aree;
  • solo successivamente, dopo i risultati del prelievo dei tamponi a tappeto che arrivano in 24 ore, si può curare gli infetti e far ripartire le attività;

CHIEDIAMO ALLE SS.VV. di:

  1. ordinare che a livello nazionale e locale siano censiti in maniera informatizzata tutti gli apparecchi, i materiali e il personale idoneo a effettuare tamponi a tappeto al fine di iniziare a circoscrivere un’area, sottoponendo al tampone tutti coloro che vi risiedono. La zona dovrà essere messa in quarantena per 3 giorni, affinché si possa verificare la presenza o meno dei contagiati, per poter procedere con atti mirati ed efficaci. In sintesi, un piano, da sperimentare in una prima zona, che preveda che i prelievi a tappeto siano spostati via via nelle aree limitrofe fino a coprire tutto il Paese, procedendendo a:
  2. ordinare alla popolazione dell’area di rimanere in casa e scendere all’ingresso allorquando arrivano per il prelievo con i tamponi;
  3. far effettuare il prelievo dei tamponi rilasciando un bracciale numerato a dimostrazione del prelievo eseguito; bracciale che, finita la quarantena, dev’essere indossato quando si esce in luogo pubblico per dimostrare l’avvenuto prelievo;
  4. far installare un’APP nel cellulare (i dati degli intestatari dei cellulari siano messi a disposizione delle autorità) affinché, in caso di positività, il cellulare divenga rintracciabile;
  5. d’inviare i tamponi ai laboratori e per acquisire entro 24 ore i risultati che consentiranno di conoscere qual è il grado di penetrazione raggiunto dal contagio;
  6. di vietare di uscire di casa per 72 ore;
  7. ordinare ai cittadini che risultassero positivi al tampone e ai famigliari conviventi di recarsi negli alberghi opportunamente e preventivamente individuati e aperti, in modo che ognuno possa isolarsi in una stanza. Consentire l’utilizzo di personal computere e cellulare dopo che siano stati sanificati dal personale addetto, al quale saranno stati preventivamente consegnati;
  8. provvedere affinché in ogni stanza abbiano a disposizione un vestiario per degenti, mentre gli indumenti personali dovranno essere consegnati per la sterilizzazione e restituiti alla dimissione. La permanenza in detti alberghi deve prevedere il fornire indicazioni su come utilizzare i gabinetti interni per la propria e altrui sicurezza;
  9. provvedere affinché i pasti siano consegnati sigillati e i rifiuti ritirati; così come il vestiario da lavare, da riconsegnare il giorno dopo;
  10. prevedere un isolamento medio di 40 giorni, visto che i casi gravi saranno trasferiti nei reparti ospedalieri preposti;
  11. attivare la costituzione di un Fondo Speciale per l’Occupazione nel Servizio Civile che consenta l’impiego dei cittadini rimasti senza lavoro (che risultino negativi al tampone) in un’attività civile retribuita (controllo, sanificazione e distribuzioni delle merci in arrivo nei parcheggi scambiatori e altri incarichi) che, anche se ridotta nei giorni e orari di utilizzo, mantenga alcuni parametri, come l’anzianità e il versamento dei contributi, che dovranno essere conteggiati come se fossero sempre impiegati nelle proprie attività;
  12. ordinare ai 7.914 comuni italiani di trasmettere ogni giorno i dati della anagrafe, includendoli immediatamente nell’Anagrafe Nazionale Popolazione Residente, istituita sotto il Ministero dell’Interno, con il numero di braccialetto assegnato;
  13. ordinare ai 7.914 comuni italiani di trasmettere ogni giorno al Dipartimento della Protezione Civile in modo informatizzato;
  14. la presenza di forni crematori e la loro possibilità di utilizzo H24 per evitare di creare delle fosse comuni, come avvenuto nel passato per altre pandemie;
  15. i dati inerenti tutto il personale dipendente diviso per categoria, funzioni, presenza in servizio;
  16. la presenza di alberghi e strutture ricettive e il loro numero di stanze da poter utilizzare per l’isolamento dei positivi ai tamponi nonché i dati del proprietario e/o dei gestori;
  17. la presenza di ristoranti e affini in grado di preparare i pasti da consegnare a chi è posto in isolamento;
  18. il Piano Comunale di Emergenza testato secondo il metodo Augustus;
  19. il catasto delle strade e delle segnaletiche stradali;
  20. l’adozione di una home page unificata, com’è per le Prefetture e come abbiamo proposto da tempo fornendo uno schema di base;
  21. di creare aree di “decontaminazione” per i soggetti in quarantena post ricovero;
  22. ordinare al Ministero dell’Interno e al Servizio Sanitario Nazionale di trasmettere ogni giorno al Dipartimento della Protezione Civile in modo informatizzato i dati inerenti alle persone invalide e le patologie inerenti alla loro disabilità.
  23. prevedere in ambito sanitario:
  24. l’utilizzo dei soggetti asintomatici per il supporto negli ospedali delle aree COVID-19;
  25. di accelerare l’uso del respiratore in soluzione doppia (https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-realizzato-in-emilia-romagna-un-ventilatore-doppio-si-collega-a-due-persone-invece-che-a-una_16369197-202002a.shtml);
  26. di istituireuna banca dati con le generalità dei cittadini sottoposti ad accertamenti e ricoveri, consentendone la consultazione a tutti i medici, con abolizione in tale contesto, delle previsioni per la tutela della privacy;
  1. di costituire un Consiglio esecutivo permanente, con i poteri che vi abbiamo già elencato nella precedente lettera aperta del 18 marzo 2020, che sia subito operativo così da consentire ai cittadini di riacquisire la fiducia nella capacità organizzativa delle istituzioni nonché di evitare provvedimenti drastici che distruggono la capacità produttiva e sociale della nazione.

Come Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti siamo stati tra i primi (e proseguiamo ogni giorno) a fornire analisi e soluzioni, aggiornando in modo tempestivo il nostro sito http://www.coordinamentocamperisti.it.

Un grande lavoro da espletare, ma che è un diritto/dovere di ogni cittadino per partecipare in modo attivo alla vita e sicurezza della nazione.

A leggervi, Pier Luigi Ciolli

Firenze, 23 marzo 2020

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