Passata la festa…spiumata la mimosa!

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Mirella Violi

               E per giunta senza alcuna pietà per i suoi soavi piccoli bottoni d’oro…

                                                 In apertura di primavera

 Tanto per continuare   ad assecondare devotamente  i riti ormai bisunti con qualche illusoria fandonia  a corredo dell’8 marzo  tipo…

“Vissero tutte felici e contente”! Prima o dopo?

Per una volta  alcun dubbio che si tratti di elementi di genere femminil/femminino,riferimenti poetici a parte, senza dover sottoporre la spesso aulente  lingua italiana a defatiganti  brutture fonetico-grammaticali,  a riprova di  sempre più grossolane ignoranze che alterano a piacimento le pronunce  dei vocaboli di uso corrente,con involontari ?,risultati  di fine umorismo!

Sempre che si abbia  voglia di riderci su….

Nel caso non resta che aggrapparsi a qualche residuo…  speriamo che me la cavo cui  con rinnovellata fede  potrebbe fare da speranzoso contraltare non è mai troppo tardi  ,dal titolo  della pluridecorata trasmissione televisiva,anno 1960, dedicata,  come è arcinoto, a  contrastare la piaga  sociale dell’ analfabetismo  presso gli anziani dell’epoca spesso indigenti.

In realtà  esso  motto  si ritrova a  scansare,quasi al punto di partenza, pertanto da remoto, inedite cianfrusaglie linguistiche infilate in un periodare alla bell’è meglio… trasandato perfino per i social, come sempre  permissivi di tutto un po’,  che nel corso degli ultimissimi periodi ,notizie ricorrenti nella stampa, hanno avuto come protagonisti  al di sopra di ogni sospetto, proprio gli appartenenti al mondo dell’insegnamento , in primis per l’infanzia e a seguire  per le classi elementari, impegnati a superare i  concorsi per accedere alle relative cattedre.

A questo punto della  presente digressione,forse protrattasi un po’ troppo ma si rimedia da subito, sarà appena il caso di  recuperare il significato profondo di  ricorrenze che gradatamente vanno  dismettendo le  elevate argomentazioni socio-culturali degli inizi, a volte fortunosi  quando affidati a scarmigliate suffragiste militanti,  ribattezzate  suffragette , nella Londra ottocentesca e dintorni .

Il pretesto è subito colto per rievocare un amabile cameo all’interno della favola disneyana su Mary Poppins, governante la più famosa dell’universo, ove una figurina di ultra svampita padrona di casa, consorte di un rigido impiegato di banca, da qualche tempo  esce dalla sua abitazione tutte le mattine vestita acconciamente per partecipare ai cortei di protesta  in favore delle donne!

Sic…

Tale che  una qualche più recente  etichetta di genere  internazionale  non pare sufficiente a risollevare le “magnifiche sorti  e progressive”  di un femminismo troppo spesso sfociante in persistenti delittuosi fatti a danno della parte femminile dell’universo.

                                                               Tema a vista

Nondimeno qui l’obiettivo immediato è di procedere a forza di… maestre….  in un  ante omaggio  floreale, specie a certune tra  loro  che già  di primo acchito  bene figurerebbero  vicino a sante e magari eroine d’altri tempi , ovviamente  senza accostamenti  forzati.

Le Nostre , nelle  scorse ere  si  sono addossate, con la necessaria ortodossia, la delicata e fondamentale insieme, mansione di educare con amorosa pazienza,non scevra da puntuali severità, piccole menti da  far crescere, vezzeggiandone  talento e coscienza di sé come primizie da innestare nei  futuri individui,donne e uomini, in grado di acquisire competenze e conoscenze a base reale di qualsiasi parità, del resto costituzionalmente sancita,non  si dimentichi!

Basterebbe  pertanto  adempiere con determinazione al dettato che  ne sottende gli esiti, risparmiando agli uditori la gran mole  di  ideologici lampeggiamenti intellettuali a valanga, nient’altro  che  sofisticherie  da compitini per casa scritti e orali  …

Uno di questi  meritevoli esemplari,per così dire, se ne omette il nome pur essendo stampato nella memoria,   era la signorina….

 Ella si poteva senz’altro definire ancora parecchio  giovane,alta e mora, carina quanto bastava, appena fidanzata con un distinto impiegato  delle Poste,  del quale amava talvolta parlare  con la scolaresca “formato misto”,strabiliante ma vero!

Inoltre figlia a modo ,qui arriva il meglio, ben preparata con tanto di diploma magistrale, di una madre, segaligna di fisico non di temperamento, che soccorreva alla missione di insegnamento privato accogliendo presso la propria abitazione, previa autorizzazione del Provveditorato agli Studi,  scolaretti in erba,qualcuno c’era, ndr, ad esempio la sottoscritta e altre due o tre bambine del quartiere, che desiderassero iniziare a leggere  e scrivere prima dell’età di anni sei, prevista per essere ammessi alla scuola pubblica.

 C’è da dire che la signora madre riusciva a dispiegare una inflessibile intransigenza di toni fino a   bacchettare con severe reprimende qualcuno dei più grandicelli ,svogliato e ripetente,nonché refrattario a qualsiasi nozione impartita di solito  nel doposcuola pomeridiano,ché chiamarlo somaro per lei risultava addirittura complimentoso….

Sceccu del tutto che pure ciuccio  era troppo elegante per la ferrea padrona di casa!

Già perché  questa suprema  classe delle meraviglie,alla lettera, accoglieva con uguale attenzione alunni/e alle prime aste quanto scolari,questi ultimi in gran parte maschietti ,poco propensi allo studio,fin verso la fine delle elementari.

Cosicché,ogni mattina ,dopo le garbate  abluzioni  che  in quel beato periodo avvenivano con l’ausilio di una saponetta con inciso sul dorso un  raffinato cigno ,odorosa di  sognante  buon profumo, la bimba appena cinquenne  si presentava alla porta dell’appartamento di fronte con un bel grembiulino azzurro, ci tenevano eccome le signore, con sottobraccio quaderni e  penna a biro che finalmente non spruzzava inchiostro perfino tra i capelli, come erano use a fare le altezzose stilografiche!

Presso la mamma,rimaneva inoperoso il triciclo con cui da mane a sera la pargola  fino a quel momento si era divertita   a scorazzare nello spazio angusto della veranda di casa ,sperando che prima o poi esso si cangiasse miracolosamente in una qualche bella macchinina a pedali, naturalmente rossa….!

Ma questa è un ‘altra favola….

Appena giunta  nell’aula,da definirsi piuttosto uno stanzone bislungo con capiente tavolo rettangolare contornato da sedie in quantità dovuta, alla cui testa sedeva la signorina, già pronta alla lezione,la piccola si sentiva soddisfatta come non mai, sapendo bene di aver dovuto superare  quale e quanta resistenza da parte dei genitori dubbiosi di fronte a questo suo desiderio di  volere apprendere  in anticipo rispetto ai normali programmi scolastici.

Alla fine l’aveva avuta vinta su tutto e dunque l’avventura poteva iniziare…..

Indimenticabili avvenimenti erano le uscite in ghingheri della signorina per qualche necessaria commissione o spesso al braccio del futuro consorte di solito verso le 11 del mattino…

In tutte le evenienze ella aveva la cortesia di passare ,prima di infilare la porta di casa, dall’aula dove intenta a  leggere  sul sussidiario  stava la scolaresca al completo ….

ci teneva a pavoneggiarsi in modo del tutto innocente nell’indossare qualche serioso vestito a giacca o soprabito a tre quarti, quasi spesso  color blu o grigio chiaro con qualche spruzzo di verde e di tanto in tanto un baschetto a contrasto tra i capelli.

Ma eran le scarpe le vere protagoniste del suo abbigliamento, tutte medesimo modello con tacco moderato,sgargianti di colore  quanto i vestiti risultavano a tinte sobrie,vale a dire , rammentando per bene,bianche,nere,blu, gialle,rosse, verdi ,marrone bruciato,si diceva allora, azzurre indaco, celesti- violetto, o pervinca che dir si voglia,una invidiabile collezione di cui la signorina andava orgogliosa,si capiva perfettamente…..

Mai a sbagliare accostamenti con le borsette,anch’esse a  sfumature  vivaci…

Dimodoché era ormai invalsa la divertente aspettativa tra la scolaresca ,specie le bimbe che ammiravano la signorina in modo incondizionato, di tirare  a indovinare quale colore di calzatura ella avrebbe indossato per l’ occasione speciale che  aveva anticipato il giorno prima, rossa ed emozionata, con accanto la madre ed una vecchia zia del fidanzato giunta appositamente dal paese  per partecipare alla festa ufficiale  di fidanzamento ….

Al termine delle lezioni la signorina aveva promesso solennemente di mostrare loro l’anello…..

Si accettavano scommesse …indosserà le scarpe  rosse  o le azzurre… E perché non quelle bianche  o le nere così eleganti…  

Andò a finire che  tutti i pronostici furono buttati all’aria poiché  la signorina all’ultimo minuto decise di optare a favore di  un fantastico blu cielo che si accordava a meraviglia con i colori chiari dell’abito!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

                                                            In tempo per…

  Regalare nembi di giallo  luminoso come mimosa a tralci, s’intende a sprazzi di donne, di ieri e di oggi,accomunate da una volontà di superare  l’assillo/assedio di quotidiane banalità modaiole così di  pesanti problemi ,a volte di sopravvivenza, più spesso,per fortuna, di  normali esigenze  di vita sociale e lavorativa  da portare avanti in base alle specifiche individuali, nei vari campi dello scibile umano, come appropriatamente si definiva altrove,ovvero in altre epoche

Ieri come oggi curandosi  meno di incombenti orpelli  ,tra le righe,…… di genere, e più di effettive realizzazioni,  magari virtuose,alla maniera  lucidamente dantesca!