Sia ben chiaro, tutelare il decoro urbano è fondamentale, Messina necessita di decoro, pulizia e civiltà; vanno puniti gli incivili e va tutelato il patrimonio culturale ed ambientale e su tali punti siamo assolutamente d’accordo con le intenzioni del Sindaco Cateno De Luca, ciò su cui dissentiamo ed abbiamo forti riserve è invece la potenziale limitazione di libertà concernente il divieto di “mendicare con la presenza di minori o con l’utilizzo di animali o simulando menomazioni fisiche per richiamare l’attenzione e la compassione dei passanti”, queste parole contenute all’interno dell’ordinanza “Misure a tutela alla sicurezza urbana e del decoro del centro abitato” risuonano come un attacco alla povertà, alla necessità di chiedere aiuto, alle libertà; un ordinanza pericolosa che, senza definizione precise, lascia un interpretazione eccessivamente ampia circa la sua effettiva applicazione.

Non può e non deve bastare la giustificazione dell’applicazione del Decreto Sicurezza o i paragoni con quanto accade a Piazza San Pietro, l’ordinanza è critica e rischia di “esiliare” i poveri dalla città, portandoli fuori dai confini cittadini, liberandoci apparentemente di un problema che vede come protagoniste le persone, riteniamo assai più opportuno porre in essere delle Politiche risolutive in materia di povertà ampliando, ad esempio, il progetto “Casa di Vincenzo” non cercando dunque di scacciare la povertà ma di risolverla

 

Da laici, sentiamo di dover condividere a pieno l’appello e le preoccupazioni poste in essere dalla Comunità di S.Egidio, una comunità che da oltre 25 anni aiuta i più bisognosi e gli indigenti; l’allontanamento e la multa (cosa è possibile multare poi a dei nullatenenti?) rischiano di essere più un espulsione dei bisognosi che una tutela del decoro urbano.

 

Pertanto, fermamente convinti che il decoro vada tutelato ma assolutamente contrari ad ordinanze vaghe e variamente interpretabili, chiediamo al Sindaco De Luca una delibera interpretativa che spieghi la suddetta ordinanza, permettendo un applicazione specifica delle disposizioni contenute all’interno dell’ordinanza medesima che non lascino dunque spazio ad interpretazioni ed applicazioni non chiare