“Nel giardino degli incanti” di e con Chiaraluce Fiorito

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 Le avventure del giovane che si trasformò in statua il 21 agosto alle 19.00, presso l’Auditorium Zanotti Bianco di Reggio Calabria, sito in via G. Melacrino, 36, all’interno del Progetto Alziamo il Sipario dell’Associazione Traiectoriae indirizzato in particolare ai ragazzi a ingresso libero

All’interno del ProgettoAlziamo il Sipario  dell’Associazione Traiectoriae, sarà proposto, il 21 agosto pv, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Zanotti Bianco di Reggio Calabria, sito in via G. Melacrino, 36,  “Nel giardino degli incanti”Le avventure del giovane che si trasformò in statua –  di e con Chiaraluce Fiorito. L’evento, che fa parte di Estate Reggina 2020, è indirizzato in particolare ai ragazzi, è a ingresso libero con prenotazione telefonica al numero 3891083276.

La pièce è l’espressione di quello che viene definito teatro di narrazione: è, infatti, un racconto interattivo e itinerante che si presta a qualunque sito o luogo circoscritto esaltando la magia del racconto orale e la gestualità di un corpo danzante. Al centro è posta la memoria orale della tradizione popolare del cuntastorie. Si tratta di una simbolica borsa contenente pagine di memoria: memoria di racconti tramandati oralmente.

Quella di Fiorito è una vera e propria operazione di recupero dell’antica voce del cuntastorie passando attraverso la tecnica del racconto e “azioni” proposte nella “Morfologia della fiaba” di Propp.

Una fiaba tradizionale dell’antico popolo rumeno fa da collante alle tradizionali sonorità siciliane e marionettistiche.

“Due terre a confronto, due mondi lontani, un unico obiettivo: l’agognata terra, un amore da raggiungere. Il viaggio iniziatico di due fraterni amici tra giardini incantati, foreste nere, un cervo d’oro dal canto di un usignolo, tre donne rappresentanti della natura madre\matrigna, un sacrificio umano, amicizia, fedeltà, vita e morte e risurrezione e tanto altro ancora in un racconto itinerante ed interattivo”, chiarisce la stessa Chiaraluce Fiorito

È una fiaba particolarmente articolata che  favorisce l’espressione di una ricca gamma di situazioni, personaggi e sentimenti.

“La messinscena valorizza l’ambientazione naturale e si giova dell’interazione della narratrice con il pubblico ed esalta la parola evocativa e la gestualità rappresentativa. Le fiabe non hanno barriere né confini. La forza evocativa del racconto tiene unito il mondo”, conclude Fiorito.

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Curriculum Chiaraluce Fiorito

Formatasi all’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa dove incontra e lavora con i più apprezzati registi e attori italiani come Luca Ronconi, Antonio Calenda, Mario Missiroli, Piero Maccarinelli, Mario Gas Pierre Vincent, Valeria Moriconi, Gabriele Ferzetti, Massimo Popolizio, Roberto Herliska, Piera degli Esposti, Elisabetta Pozzi, Lucilla Morlacchi.

Attrice e danzatrice  dotata di una non comune versatilità che l’ha portata a interpretare con uguale intensità Pinocchio (per Gianni Salvo), Antigone (per Giannella D’Izzia), Beatrice e Francesca da Rinini (per Claudio Folco Russo), Elettra (Federico Magnano San Lio), Crisotemide (Americo Melchionda).

Fiorito ha rivelato nel corso degli anni una spiccata propensione al monologo, sia nel ruolo di brillante cantastorie per grandi e piccini, sia in quello di interprete matura che rielabora e fa suo quel che porta in scena, come, ad esempio, in Grido di donna (dedicato a Felicia Impastato e Rita Atria) oppure in “Haus”un monologo senza veli (tratto da un testo di Mario Giorgi). Il suo ultimo lavoro è inserito nel circuito Teatri di Pietra Sicilia: Mi chiamo Marìs e vengo dal Mare dalla Nigeria alle coste di Sicilia.Ispirato ad una storia vera,una storia di immigrazione.

Racconto\cronaca e gestualità danzata creano un connubio forte e suggestivo dal sapore ancestrale e dalle caratteristiche  risalenti alla tragedia classica dell’archetipo mito greco.

Naturalmente ha avuto esperienze in cinema (di recente ha fatto parte del film Il Traditore di Marco Bellocchio) e in televisione (è stata anche nella giuria del Pentedattilo Film Festival), ha realizzato e diretto il video Dualité e insomma non ha rifiutato di mettersi alla prova in vari contesti, ma la vocazione genuinamente teatrale, unita a un forte senso d’indipendenza, la risospinge ogni volta sulle tavole del palcoscenico, a ideare e proporre nuovi progetti.