LA VIA IUGOSLAVA NEL CONTESTO STORICO EUROPEO

Post in Attualità, Cultura, saggi

IL QUADERNO DELL’OSSERVATORE POLITICO LETTERARIO DEL GENNAIO 1969 E’ DEDICATO ALL’JUGOSLAVIA.AD ESSO HANNO COLLABORATO VALENTI STUDIOSI,FORNENDO UN QUADRO SINTETICO,MA LARGAMENTE COMPRENSIVO DELLA VITA JUGOSLAVA NEI SUOI ASPETTI STORICI,POLITICI,CULTURALI,ECONOMICI E SOCIALI.ESSO RAPPRESENTA UN VALIDO CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DEI PROBLEMI E DELLE ASPIRAZIONI JUGOSLAVE IL CUI CIVILE AVANZAMENTO E’ STATO SEGUITO FIN DAL RISORGIMENTO CON CUI L A STORIA D’ITALIA SI INTRECCIA IN ALTERNE VICENDE CON QUELLA JUGOSLAVA.SCRISSE GIUSEPPE MEDICI:LA COMUNE ASPIRAZIONE ALLA PACE E ALLA GIUSTIZIA SOCIALE NELLA INDIPENDENZA,LA POSIZIONE GEOGRFICA DELL’ITALIA E DELLA JUGOSLAVIA E LA COMPLEMENTARIETA’ DELLE LORO ECONOMIE SONO I FATTORI DUREVOLI E DI DECISIVA IMPORTANZA PER GARANTIRE UN CONTINUO E PROGRESSIVO AVVICINAMENTO FRA I DUE POPOLI.SCRISSE GIUSEPPE LONGO:LA JUGOSLAVIA VIVE UN DRAMMA MOLTO GRAVE.INFATTI,GIUNTA FINALMENTE ALL’UNITA’,CORRE IL RISCHIO,SENZA POTERSI SOTTRARRE AL SUO DESTINO, CONDIZIONATO DAI FATTORI PERMANENTI ETNOLOGICI E GEOGRAFICI,DI SOCCOMBERE ALLA PRESSIONE MILITARE DEL SUO GRANDE PARENTE IDEOLOGICO (il comunismo) O DI DOVERE DURAMENTE IMPEGNARSI IN UNA RESISTENZA DI TIPO PARTICOLARE CAPACE DI DURARE FINO ALL’INTERVENTO RISOLUTIVO DI POTENZE DELLE QUALI RESPINGE COME IMPERIALISTICO SISTEMA POLITICO.LONGO SI DOMANDA COME ESTRANIARSI DA CIO’ CHE POTREBBE SUCCEDERE DALLA MINACCIA DI UN CONFLITTO ATOMICO.L’ITALIA E LA JUGOSLAVIA SONO LEGATI DALLO STESSO FILO,IL GIORNO IN CUI L’INDIPENDENZA JUGOSLAVA DOVESSE SUBIRE L’ONTA DELL’INVASIONE L’AUTONOMIA ITALIANA VERREBBE MESSA DURAMENTE IN GIOCO O FORSE SCOPPIEREBBE LA TERZA GUERRA MONDIALE ALLA QUALE NON SI SOTTRARREBBE CERTAMENTE L’AMBIGUA ASPIRAZIONE NEUTRALISTICA DEI COMUNISTI ITALIANI.L’ITALIA NON POTREBBE MAI PROCLAMARE LA NEUTRALITA’ O OTTENERNE IL RISPETTO DA NESSUNO.LA CONDIZIONE DELLA JUGOSLAVIA NON E’ MOLTO DIFFERENTE E IL TENTATIVO DI ESPANSIONE SOVIETICA VERSO IL MEDITERRANEO NON POTREBBE SVOLGERSI CHE ATTRAVERSO IL SUO TERRITORIO.NEGARLO SIGNIFICA NEGARE LA LUCE DEL GIORNO.MA CIO’ PROBABILMENTE NON SUCCEDERA’.LA SAGGEZZA DEL MARESCIALLO TITO HA SEMPRE IMPEDITO CHE I RAPPORTI CON MOSCA SVOLGESSERO AL TRAGICO.I RAPPORTI FRA L’ITALIA E LA JUGOSLAVIA SONO OGGI RAPPORTI DI BUON VICINATO E GRAZIE A TITO POTREMMO DIRE DI AMICIZIA. SARAGAT, DA TRIESTE, HA VOLUTO MANDARE UN CORDIALE SALUTO A TITO CHE SUBENTRAVA AL GOVERNO NAZIFASCISTA MUSSOLINIANO CHE AVEVA INFETTATO L’ARIA CON I SUOI MIASMI E SANGUINOSE PIAGHE CON UNA GUERRA DI PERSECUZIONE.LA MIOPIA DI SONNINO E SALANDRA NON RIUSCI’ A CONCEPIRE LA SPARIZIONE TOTALE DELL’IMPERO ASBURGICO PER IL TACITO TIMORE DELL’AVANZATA DELLA POTENZA RUSSA IN EUROPA PERCHE’LORO VEDEVANO NELLA GERMANIA LA NAZIONE CHE SCENDEVA IN CAMPO CONTRO LA SERBIA E LA RUSSIA PER MANTENERE TEDESCA L’AUSTRIA.GIOVANNI AMENDOLA PROTESTO’ E CHIESE LA FINE DI OGNI AMBIGUITA’ PER UNA GIUSTA RICOSTRUZIONE DELL’EUROPA CENTRALE E LA FINE DELL’OPPRESSIONE TEDESCO-MAGIARA SUI POLACCHI,BOEMI,ROMENI,SLAVI MERIDIONALI E ITALIANI.SONNINO RIMANEVA OSTINATAMENTE FERMO E RITENEVA VALIDO IL PROGRAMMA DEI NAZIONALISTI MUSSOLINIANI.LE NAZIONALITA’ DIVENTANO E RIMANGONO CAUSA DI TUTTE LE AGITAZIONI DI PERTURBAMENTI E DI LOTTE PER CUI E’ DIFFICILE LA CONCORDIA.

La via jugoslava al comunismo è formalmente nata nel 1948.Il mondo era rigidamente diviso politicamente,militarmente ed ideologicamente in due opposti blocchi.Il problema che si posero i dirigenti jugoslavi fu quello di creare uno schema ideologico che consentisse loro di rimanere nella famiglia marxista senza tuttavia continuare ad identificarsi on il modello sovietico comunista.Nacque così la politica dell’autogestione ossia la distribuzione della ricchezza attuata direttamente dai produttori cioè a dire una democrazia diretta che si contrapponeva sia al rigido statalismo comunista sia allo statalismo delle società capitaliste borghesi.Questa autogestione,naturalmente,richiedeva un elevatissimo sviluppo culture economico e tecnico delle masse,travolgeva la struttura tipica di una società comunista centralizzata per cui non richiedeva l’intervento del partito e dello stato cioè a dire i comunisti avrebbero guidato la popolazione alla saggezza necessaria per tutti nell’osservanza delle leggi sancite dalle costituzioni.La riforma si era già avviata e i suoi effetti positivi si avvertivano.Incominciava a svilupparsi una dialettica tra i differenti centri di potere,tra l’esecutivo,il parlamento tra le singole repubbliche, tra i sindacati e il governo.Il dibattito degli intellettuali era diventato assai sviluppato e addirittura coinvolgeva nuove forme di espressione artistica,musicale e l’interpretazione moderna della teoria pratica del marxismo.Non mancarono contestazioni di giovani universitari che non riuscivano a comprendere la complessa vicenda culturale in atto.Sinteticamente analizziamo la questione Jugoslava dal settembre 1943-maggio  1945 e il trionfo di Tito e Trieste contesa.L’Italia uscì dalla guerra e l’esercito partigiano di Tito composto da 300mila uomini disarmarono i soldati italiani al comando dei nazifascisti che continuavano ad incalzare ed uccidere moltissime persone.Tito sfuggì per miracolo alla cattura e si accordò con Stalin per un temporaneo ingresso dell’armata russa in Jugoslavia e ciò consentì ai partigiani di sferrare l’ultima offensiva ai nazifascisti.Gabriele D’Annunzio  condusse una intensa propaganda interventista.Solo una piccola parte della sua straripante produzione letteraria e poetica può considerarsi buona,il resto è viziato da una esasperata e sterile sensualità da soggettivismo assoluto e velleitario,dalla sua congenita incapacità di intendere la vita come storia e ad illuminarla da una qualsiasi religiosità. Aspirva a succedere a Carducci nel ruolo di vate e poeta nazionale,ruolo che non poteva meritare.Il Corriere della Sera con i suoi scritti ha vissuto da testimone fedele e non di rado da protagonista la biografia di D’Annunzio. Luigi Albertini direttore del Corriere dal 1900 al 1921  dava risalto,pubblicava in prima pagina la vita del suo amico scapestrato uomo fuori da ogni moralità ciò contribuì a fare da risonanza alla battaglia interventista senza trascurare nessuna occasione per citare e celebrare le avventure del soldato  poeta ma l’impresa di Fiume avversata da Albertini e dal Corriere della Sera incominciò a fiutare la pericolosità di D’Annunzio che gli confidava i problemi di carattere economico, finanziario e spirituale che lo travagliavano.Ciò contribuì alla  distanza tra i due amici.Per tutti i debiti che Albertini non poteva più pagargli furono messi all’asta i beni di D’Annunzio che scappa dall’Italia rifugiandosi a Parigi e pretende tutti i diritti d’autore ancora da maturare. Albertini lo invita alla calma,gli suggerisce di ridurre le spese e di abbassare il tenore di vita,stimolandolo a lavorare.Fu tutto inutile.Il Corriere si rifiutò di pubblicare una delle canzoni composta da D’Annunzio in occasione della guerra di Libia e quella dei Dardanelli che conteneva gravi insulti contro l’imperatore Francesco Giuseppe il quale,dopo tutto,era ancora un alleato dell’Italia.Finì così l’idillio tra Albertini che ricevette una lettera da D’annunzio nella qualsiasi legge:il nostro dissenso politico è dolorosissimo per me.Non ti so dire quanto profondamente io ne soffra e per questo non scrivo più sul Corriere ma per il Popolo d’Italia di Mussolini che lo manovrava e lo sovvenzionava permettendogli di continuare la sua vita sregolata.Mistero rimase ol giallo dell’incidente,o meglio il volo dell’Arcangelo come D’Annunzio spesso lo volle chiamare.Si verificò alle ore 23 del 13 agosto del 1922.Qualcuno lo spinse o fu un incidente? La veritànon potè mai essere stabilita perchè? Il iorno seguente ne venne divulgata una versione secondo la quale il poeta sarebbe caduto accidentalmente mentre stava appoggiato allo stipite della finestra aperta,era in pigiama e pantofole.Di tante versioni o supposizioni del funzionario direttore generale della pubblica sicurezza,in mancanza di una denuncia e privo di indizi necessari a giustificare un intervento formale,diede incarico  l commissario Giuseppe Dosi di svolgere un’inchiesta e non svelare ciò che scopriva a nessuno. Karel Kratochwill, esule cecoslovacco già ufficiale delle legione cecoslovacca,al fronte italiano,riuscì ad introdursi nella villa per dipingere e disegnare paesaggi e specialmente farfalle.Conversando col personale e parlando anche con D’Annunzio già entrato in convalescenza fu in grado di stendere il suo rapporto che consegnò il 4 ottobre ai superiori.Giuseppe Dosi in una dichiarazione molto attendibile ipotizzò il fatto colposo del volo vale a dire l’azione involontaria ma determinante di qualcuno,lasciando intendere che la spinta gliela aveva data Luisa Baccara.I figli di D’Annunzio Mario e Renata,subito accorsi furono concordi nel ritenere responsabile della caduta la Baccara,suscitando lo sdegno del poeta che violentemente li invitò a lasciare immediatamente la casa.Da allora la Baccara perdette molto del suo ascendente su D’Annunzio,che la confinò nelle mansioni di padrona di casa e la escluse dalla sua intimità e riammise un gran numero di badesse in dispregio della ripudiata amante.Il dottore Antonio Duse di Brescia,che curò il poeta durante il coma non rivelò mai l’effettiva consistenza della lesione della quale nessuno constatò i segni che certamente dovevano risultare evidenti sul capo calvo del poeta che non portava alcuna traccia di ferite o di contusioni.Si suppone,con probabilità elevatissima che furono i suoi stessi squadristi a farlo fuori per evitare i soliti ricatti e per non svelare i segreti delle foibe.Come aviatore D’Annunzio partecipò ad azioni di guerre e volò su Trieste, Asiago e compì una serie di escursioni sul fronte Carso (foibe).Molti sono i canti di guerra di D’Annunzio da recuperare nel Corriere della Sera del 12 novembre 1911 sotto l’incalzare delle notizie relative alle vicende della guerra di Libia che riteneva il primo atto di una generosa e gloriosa rigenerazione civile della stirpe italica.L’Arcivescovo di Udine Bruno Mazzacato mette in evidenza che tra gli avversari di Tito vi erano diversi sacerdoti che volevano difendere il paese da una ideologia comunista che minacciava di espandersi e con feroci guerriglie rifiutavano l’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia comunista.Non fa nessun accenno della popolazione Alto Atesina che appoggiava i tedeschi. Dal castello di Hartheim nessun deportato uscì vivo.Venivano usati come cavie per inumani esperimenti e i cadaveri bruciati nei forni crematori.Voglio ricordare che nei pressi di Trieste funzionava notte e giorno il forno crematorio.Pochi morirono nelle foibe giuliane sparati dai titini per metterli in fuga verso Trieste che li respingeva con violenza per farli tornare in territorio Jugoslavo. Anche Pio XII nato in una nobile famiglia fascista avrebbe forse svelato il segreto delle foibe di cui era a conoscenza se non gli fosse stato imposto il silenzio dei vescovi tedeschi. Angelo Roncalli ripetutamente segnalava alla segreteria papale l’esistenza dei campi di sterminio.Sapeva anche che la Germania nazista e l’Unione Sovietica avevano concordato col patto Molotov-Ribbentrot  un accordo segreto che prevedeva la divisione dell’Europa Orientale in due sfere di influenza dando modo a Hitler di lanciare l’offensiva sulla confinante Polonia mentre l’Unione Sovietica avrebbe avuto mano libera sulle repubbliche baltiche,la Finlandia e la Polonia orientale.Sapeva anche (il Papa) che in caso di questa attuazione Francia e Regno Unito alleati della Polonia avrebbero dichiarato guerra alla Germania dando inizio alla seconda guerra mondiale.Propose anche a Germania e Polonia di soprassedere per 15 giorni alle misure militari per riunire una conferenza internazionale di pace.Questa iniziativa fallì per cui senza nominare espressamente ciò che succedeva nella Germania nazista si preoccupò della crisi spirituale che faceva tornare nel rifiuto di Dio con la conseguente diffusione di un moderno paganesimo corrotto e corruttore,chiedeva alla Polonia di rimanere fedele alla chiesa cattolica in attesa di una risurrezione che corrispondeva ai principi di giustizia e vera pace cristiana e chiedeva di essere solidali col sovrano cattolico del Belgio.Si ritiene quindi con molta probabilità il perché il Papa andò al Quirinale per colloquiare col re Vittorio Emanuele III onde impedire che anche l’Italia entrasse nel conflitto.Il Papa nel radio messaggio natalizio finalmente denunciò anche lo sterminio delle persone sulla base della razza,ma la chiarezza di tale denuncia e della sua eventuale efficacia sono tuttora una questione di dibattito. Mussolini, con sarcasmo,commentò il messaggio:il Vicario di Dio rappresentante in terra del regolatore dell’universo non avrebbe dovuto parlare così,dovrebbe restare in cielo tra le nuvole.Il 19 luglio del 1943,dopo il violento bombardamento di San Lorenzo a Roma,il Papa di recò nei quartieri colpiti e spalancò le braccia alla folla recìtando il salmo De Profundis.Molte furono le critiche e le preoccupazioni di Alcide De Gasperi,Don Primo Mazzolari, Georges Bernanos che esprimono le loro inquietudini per la confusione tra la religione e la politica.Don Sturzo fu costretto a liquidare il partito popolare e fuggire in esilio.In definitiva,la chiesa di Pio XII non esita a sacrificare uomini illustri e assicurarsi attraverso il concordato tra lo stato e Mussolini definito uomo che la provvidenza aveva mandato.Questo concordato dichiara il cattolicesimo religione di stato e accorda alla chiesa un cumulo di privilegi.Nel discorso del 1951 Pio II diciara ammissibile il piacere sessuale raccomandando alle ostetriche la disciplina dei sensi e consente ai fedeli il ricorso allo Ogino-Knaus per il controllo delle nascite e dichiara immorale il ricorso agli antifecondativi orali a base di ormoni.Feroce è la sfida al comunismo e per questa ragione il maresciallo Tito rompe le relazioni diplomatiche con la Santa Sede.Il Papa è convinto che i dirigenti comunisti mirano a formare chiese nazionali staccate da Roma e ossessionato arriva a temere di cadere prigioniero nelle loro mani.L’anticomunismo papale si radicalizza scomunicando i comunisti ed affermando l’uso politico della grazia.Il museo dell’olocausto di Gerusalemme ospita dal 2005 una fotografia di Pio XII con la scritta che egli ebbe un ambiguo comportamento allo sterminio degli ebrei.Successivamente il museo israeliano in seguito alla morte del Papa e a ciò che ha affermato Golda Meir,ministro degli esteri dello stato di Israele,che durante il decennio del terrore fascista la voce del Papa condannò i persecutori e invocò la pietà per le vittime.La controversia sul ruolo di Pio XII circa le persecuzioni naziste nei confronti degli ebrei è,comunque,tuttora lungi dall’essere chiusa.In occasione dell’ottantesimo anniversario dell’elezione di Pio XII Papa Francesco ha annunciato la decisione di aprire agli studiosi gli archivi vaticani su Pio XII.L’archivio segreto del Vaticano è la più ricca e preziosa raccolta di documenti del mondo.E’ il luogo dove sono forse racchiuse le risposte a molti enigmi della storia,a problemi la cui soluzione potrebbe illuminare molti punti oscuri della formazione della civiltà occidentale.L’archivio è per la stragrande maggioranza una “terra incognita”sconosciuta ai profani.I grandi processi di Savonarola,Galileo,Pico della Mirandola,Beatrice Cenci,Cristina di Svezia,dei grandi santi e pontefici del passato da Agostino a Gerolamo,da Carlo Magno a Innocenzo VIII,di monarchi e monache ribelli del convento delle streghe,degli astrologi maghi rivivono nell’archivio segreto del Vaticano non come personaggi ibernati ma come nostri contemporanei.Molti sono i manoscritti non schedati come quello contenente la leggenda del pentimento e della morte di Giuda.Ci si chiede: quando ci sarà un barlume della tormentata storia dell’archivio segreto costituito da materiali politicamente esplosivi e di documenti indecenti e lascivi?Prendendo come esempio il processo dei Templari esistono documenti su cui ancora rimane molto mistero.I Templari erano costituiti da militari che dovevano proteggere i luoghi sacri della Palestina.Le regole da seguire erano state dettate da San Bernardo ma non vennero mai divulgate al pubblico.Quando finirono le crociate a cui essi parteciparono divennero i banchieri del Mediterraneo.Nelle loro navi trasportavano merci nel Levante e trattavano il trasferimento di grandi somme.Le loro roccaforti,fortezze e centri religiosi erano sparse anche per tutta l’Europa.La loro uniforme era bianca,d’oro i loro speroni.Filippo il Bello, re di Francia, voleva entrare a far parte dell’ordine,ma venne respinto.Per questo motivo si costituirono movimenti religiosi estremisti che tendevano a sovrapporsi e a compenetrarsi così come avviene oggi per i gruppi di protesta contro il papato.Dove è andata a finire l’immensa ricchezza dei templari?L causa di Pio XII per la sua santificazione ha sollevato dubbi non solo all’interno della comunità ebraica ma anche all’interno della stessa chiesa cattolica perché ancora non c’è stato nessun miracolo che possa avvalorare la santità di Pio XII.

10.3.2020  Virginia Iacopino (studiosa di geopolitica e dei millennari movimenti religiosi che in nome del loro Dio hanno scatenato crociate economiche-espansionistiche)