La sanità calabrese non è in condizioni di gestire una emergenza

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di Bruna Maria Antonia Primerano

A ribadirlo è la presidente Jole Santelli in collegamento al programma Cartabianca di Bianca Berlinguer del martedì 9 marzo su rai 3 e su Agorà di rai1 questa mattina.

“La Calabria è una regione commissariata da dieci anni e alla fine la cura invece di curare il paziente rischia di aver ammazzato la Sanità della regione. Bisogna dire che noi avremmo delle grandi difficoltà a gestire una emergenza”. In collegamento e di concerto con i governatori della regione Campania e Puglia, al programma della Berlinguer, la Santelli ha ribadito la necessità di adottare misure ancora più stringenti da parte del governo centrale, in quanto l’unico modo per arrestare il coronavirus è solo quello di evitarne i contagi e quindi la diffusione. “Quello che temo, tuttavia, è la non coerenza delle norme: se noi diciamo di stare a casa e contemporaneamente diciamo di andare a lavorare mandiamo un doppio messaggio e, inoltre, vorrei che non ci fossero due Italie”.

Non poteva passare inosservato il massiccio rientro dei cittadini del Nord con le famose immagini della stazione di Milano presa d’assalto durante la notte per giungere ai treni, o i numerosi arrivi anche in bus e macchina in regione. Nonostante l’obbligo dell’auto censimento, la governatrice afferma che “sono circa quattro mila le persone che si sono auto censite sul sito della regione, ma sappiamo che si tratta di un numero ancora più elevato, quasi il triplo”.

Sulla stessa linea, l’intervento della presidente questa mattina ad Agorà su rai 1 “noi governatori abbiamo chiesto un intervento governativo nel senso di avere una legislazione omogenea in tutta Italia. Possiamo anche procedere noi stessi ma diventa più complesso e difficile, anche perché creeremmo un paese arlecchino con norme diversificate. Lo dico-continua la governatrice- perché in questo momento abbiamo bisogno di norme più restrittive, per lavorare sulla prevenzione ed evitare che al sud dilaghi una emergenza che nessuno sarebbe in grado di fronteggiare. Per me, per Emiliano, per De Luca, per Bardi, per Musumeci, oltre che per Fontana i governatori del Nord, l’abbiamo chiesto all’unanimità”.

L’appello della regione Calabria ai suoi cittadini pertanto rimane invariato: fermatevi, non partite! Non tradite la Calabria e i vostri affetti. State a casa!