La preghiera del Papa per i terremotati del centro Italia. Messa e veglia ad Amatrice. Francesco: non dimentichiamo le vittime del coronavirus

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Solidarietà e speranza: sono le parole con cui il Papa ricorda il sisma di quattro anni fa e sono i temi su cui si sofferma oggi anche il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, con lo sguardo rivolto alla ricostruzione che procede lentamente. Per questo motivo secondo il capo dello Stato Sergio Mattarella serve recuperare “determinazione ed efficienza”. Intanto dalle Acli delle Marche parte una serie di progetti per rilanciare il lavoro dell’area terremotata

Il quarto anniversario del terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale torna anche oggi nelle parole di Francesco che in tweet lo ricorda unendosi in preghiera alla comunità locale: “Rinnovo la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni, scrive sull’account @Pontifex, perché possano andare avanti con solidarietà e speranza”.

Ieri il Pontefice all’Angelus aveva messo l’accento sulla ricostruzione di questi “bellissimi territori dell’Appennino”. Per il presidente Mattarella “nonostante tanti sforzi impegnativi, l’opera di ricostruzione dei paesi distrutti è incompiuta e procede con fatica, tra molte difficoltà anche di natura burocratica”. Dunque, per il Capo dello Stato che ha inviato un messaggio per la giornata, “la Repubblica – in tutte le sue istituzioni, territoriali e di settore – deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza”. A Vaticannews, il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili sottolinea che ora non deve essere delusa la “speranza” di chi attende la ricostruzione:_

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