INTERVENTO ALLA SEDUTA PLENARIA DEL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI AL DIBATTITO SU “RESILIENZA E RIPRESA” CON IL COMMISSARIO EUROPEO PER L’ECONOMIA PAOLO GENTILONI

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Bruxelles 13 ottobre 2020
1. Grazie al Commissario Gentiloni per questo confronto sul Recovery and
resilience facility. In primo luogo va ribadito, poiché sin qui non è emerso con la
dovuta chiarezza, che le misure del programma dovranno offrire il corretto
riconoscimento alla condizione di insularità declinata dall’art. 174 del Trattato UE,
dalle risoluzioni del Parlamento europeo, dai pareri di questo Comitato e dalla
giurisprudenza della Corte di giustizia.
Oltre 17 milioni di europei insulari – e l’Italia dopo la Brexit e lo Stato che ne
annovera 6,5 milioni – attendono che siano realizzati investimenti e misure di
intervento in attuazione del principio di coesione economica, sociale e territoriale e
di eguaglianza sostanziale.
Chiediamo, quindi, che la Commissione UE si faccia garante della condizione
di insularità nel Recovery and resilience facility che costituisce l’occasione per
superare i divari interni dei diversi Paesi (come quello nord-sud in Italia) che la crisi
economica sta aggravando, come nella prossima programmazione 2021-2027.
2. Come indicato ieri dalla Presidente della Commissione Ursula von der
Leyen a questo Comitato europeo delle Regioni nel corso dell’intervento all’apertura
della settimana delle Regioni Ue: “le Regioni e le città “saranno al centro” del Next
Generation Eu, di cui il Recovery Fund è il principale pilastro. Questa strategia potrà
avere successo solo se le autorità locali “saranno pienamente coinvolte” e saranno
capaci di “cogliere queste opportunità”, poiché è “in gioco il futuro dei nostri territori” e
per avere successo “dobbiamo agire tutti insieme” ed in quanto l’individuazione e la
realizzazione degli interventi necessari per la digitalizzazione e la svolta verde
“rientrano in gran parte nelle competenze e nelle responsabilità” degli enti locali”.
E va parimenti ricordato che l’Eurobarometro 2020 sulle politiche regionali e
locali che abbiamo presentato ha confermato la fiducia crescente dei cittadini
europei nelle Regioni e negli enti locali, anche per quanto concerne l’adozione di
misure economiche e sociale di contrasto alla crisi.
Appare essenziale, quindi, una decisa opzione per la partnership multilivello
poiché altrimenti, come poc’anzi precisato dal Presidente Tzitzikostas, le disparità – e
noi in Italia abbiamo il più grave ed il più duraturo divario interno – verrano
esacerbate.
È quindi essenziale scongiurare che l’ormai nitido processo di accentramento
che ha attraversato i Paesi europei con le prime misure di contrasto alla crisi. In

INTERREGIONAL GROUP FOR INSULARITY
The President
Rue Belliard/Belliardstraat 101 B-1040 Bruxelles/Brussel
Italia, ma analoghe questioni si sono poste in altri Pesi europei come l’Austria, lo
Stato ha riservato a se l’adozione delle misure di contrasto alla crisi economica
postpandemica limitandosi a trasferire alle Regioni ed ai Comini le risorse soltanto
per coprire le minori entrate (solo 5md di euro sugli oltre 100 Di interventi infanzia
enti finanziati con l’indebitamento).
Diversamente hanno invece fatto la Spagna, che ha stanziato per le
Comunità autonome ben 13 md € per sostenere interventi di sostegno all’economia e
della Germania che ha stanziato a tal fine per i Länder 16 md euro.
E così Regioni come la Sicilia hanno dovuto operare a sostegno del proprio
sistema economico facendo ricorso alla riprogrammazione dei fondi europei (1,4 md
di euro) e per questo è stata riconosciuta dal Comitato tra le prime per le forme di
intervento approntate e dall’EuroBarometro 2020 come esempio per le esenzioni
fiscali in favore dei cittadini.
Per il Recovery and resilience facility, occorrerà garantire un approccio
completamento diverso coinvolgendo le Regioni nelle decisioni sulle misure da
inserire è questa garanzia deve offrirla la Commissione europea.
E ciò partire dal completamento degli investimenti nel digitale per passare a
quelli infrastrutturali. E qui faccio un esempio emblematico connesso alla condizione
di insularità della Sicilia ed agli imponenti riflessi per lo sviluppo di Sicilia e
Calabria, ma anche di tutto il Mezzogiorno d’Italia: il Ponte sullo Stretto di Messina.
Ebbene nonostante:
A) l’infrastruttura sia contemplata nel completamento del corridoio Scandinavomediterraneo e sia essenziale per attenuare la condizione di insularità e di
marginalità della Sicilia;
B) la Conferenza delle Regioni italiane abbia individuato, all’unanimità, il Ponte
tra le opere strategiche prioritarie da inserire nel Piano nazionale per la ripresa e
la resilienza che il Governo italiano dovrà presentare alla Commissione Europea,
C) i Presidenti delle Regione Siciliana, on Musumeci, componente di questo
Comitato e della Regione Calabria, on. Santelli, abbiano evidenziato l’assoluta
priorità del Ponte per lo sviluppo delle due Regioni oltre che dell’intero
Mezzogiorno ed i positivi riflessi sul piano ambientale;
ancora si registrano resistenze nel Governo italiano a considerare quanto
legittimamente richiesto dai territori.
Per l’Italia, e Lei che ne é stato alla guida lo sa bene, il Recovery and resilience
facility è l’ultima occasione per superare un divario tra Nord e Sud che ci trasciniamo
da 160 anni, se il Governo italiano non saprà garantire il diritto delle Regioni di
esprimere le proprie posizioni, siano le Istituzioni europee a garantirne il pieno ed
efficace coinvolgimento
Gaetano Armao
Vicepresidente della Regione Siciliana
Componente del Comitato europeo delle Regioni e
Presidente dell’intergruppo sull’insularità