Il senso del Natale. Intensità di iniziative e fervore di partecipazione. Per esaltare i valori universali dell’uomo  

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C’è un tempo in cui, più che in ogni altro periodo dell’anno, emerge dalle profondità dell’anima un “altro sé ”. E’ l’ “alter ego”, nascosto come seme, pronto a trovare respiro e divenire germoglio; crescere  pianta rigogliosa, dare vita ed espressione ai sentimenti più nobili.

La locuzione latina ben si presta a rappresentare quanto nello spirito dell’uomo accade, quando il Natale ridisegna il suo spazio sul quadrante del tempo. Perché “c’è un tempo nell’anno – scrive Carlo Maria Martini – “per fermarsi, riflettere, rientrare in se stessi”. Ciò che ognuno intimamente coltiva, pensa, immagina o sogna, si materializza. Prende forma e modo, per esaltare i valori di fratellanza e di umanità.

E’ un fervore di iniziative, concentrate nel bene, nella cultura del senso del dono, canalizzate sui filoni della sofferenza, della precarietà, delle povertà umane. Di quanti vivono situazioni di disagio fisico e spirituale, di una realtà frustante, di una quotidianità faticosamente costruita, spesso ostile, in una terra divenuta inospitale.

Quando le parole si esauriscono, quando le luci artificiali si abbassano e il mondo appare nelle sue fragilità, quando la posta in gioco assume dimensioni elevatissime, le azioni positive contano , si fanno spazio nelle crepe del deserto, illuminando la notte. Dono di amore “senza nessun altro fine se non l’amore stesso, senza bisogno di giustificare il comportamento, senza bisogno di promettere nulla” (C.G. Jung).

E’ momento d’intensa partecipazione.

“Canta un Natale che canta”, titola il concerto di beneficenza al Comunale di Soverato, in favore dell’Ospedale cittadino, E dal mare ai monti, la colletta alimentare “Augustus” di Serra San Bruno, destinata a quanti vivono situazioni d’indigenza. Soriano, paese delle preserre vibonesi adagiato nel cuore della Valle del Mèsima, dà vita a “Una due giorni”, organizzata dal “Gruppo San Domenico”: la “Fiera del dolce” e il “Mercatino di Natale”. Si svolge all’ingresso del Presepe Monumentale del Convento Domenicano, un complesso architettonico imponente, risalente ai primi del 1500, dove tutto è un intreccio di storia, di leggende, di tradizioni, di spiritualità. Il ricavato, devoluto in beneficenza all’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma.

E Babbo Natale arriva all’ “Istituto Penale Minorile” di Catanzaro. Iniziativa voluta dall’Associazione “Tribunale per la difesa dei Diritti del Minore”. Festa, giochi, donazioni, nello spirito dell’inclusione e della solidarietà, per alimentare desideri e ricostruire destini di chi non ha voce.

Il fronte della Cultura e dell’Arte effonde i suoi messaggi. In scena al Teatro Politeama “M. Foglietti” di Catanzaro, “Artisti in corsia”, spettacolo promosso dalle Associazioni Lions Club e Rotary Club locali e la compartecipazione dell’Assessorato Cultura del Comune di Catanzaro. Sul palcoscenico, medici, infermieri, operatori sanitari, attori e personaggi famosi, artisti del territorio. L’incasso destinato alla promozione di progetti rivolti alla medicina pediatrica.

“Il Natale, fraternità senza barriere”: si è espresso così il Concorso di presepi realizzati dai detenuti presso la “Casa Circondariale di Catanzaro”. Osservare atteggiamenti non basati su pregiudizi é diffondere luce di speranza per ripensare una vita nuova.

E’ il vero Natale. Il suo senso e la sua quintessenza. E vale per tutti.

“Il sole sorge, il sole tramonta

e si affretta a tornare là dove rinasce”  (da Qoelet, Bibbia ebraica e cristiana)