In occasione della memoria liturgica della Patrona d’Italia e compatrona d’Europa, Francesco ricorda in un telegramma a firma del cardinale Parolin la figura della Santa Senese che con la sua testimonianza “richiamò incessantemente ai valori evangelici”

Diventare testimoni di fede e carità sull’esempio di Santa Caterina, per costruire insieme quella che più volte ha definito “civiltà dell’amore”. E’ il pensiero che il Papa affida ad un telegramma a firma del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, inviato all’ arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino, Augusto Paolo Lojudice, in occasione della memoria liturgica, oggi, di Santa Caterina da Siena e dell’avvio delle cosiddette Feste Cateriniane, molto vissute e partecipate dalla popolazione locale, che quest’anno subiranno nuove restrizioni a causa della pandemia.

Oltre al suo “beneaugurante saluto”, il Papa si associa alla gratitudine al Signore per avere donato alla Chiesa e all’umanità una “così grande figura di donna e di credente, che richiamò incessantemente ai valori evangelici”. Francesco auspica che, nel contesto del 560.mo anniversario della canonizzazione della Santa senese, prevalga dunque l’esempio e la testimonianza di questa generosa discepola di Cristo, proclamata anche Dottore della Chiesa, il 4 ottobre 1970, per volere di Paolo VI. Il telegramma termina con la benedizione del Papa per quanti prenderanno parte alle celebrazioni.

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