Nella Messa a Santa Marta, Francesco chiede a Dio di donarci una coscienza retta per compiere sempre il bene in questo tempo difficile. Nell’omelia, ha invitato a vigilare sulle tentazioni, che iniziano da piccole cose e poi ci fanno cadere nel peccato, contagiando gli altri: e finiamo col giustificarci

L’Antifona d’ingresso del sabato della V settimana di Quaresima è tratta dal celebre Salmo 21, il Salmo che inizia con le parole pronunciate da Gesù sulla Croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Il passo che il Papa legge all’inizio della Messa odierna a Santa Marta (VIDEO INTEGRALE) è il forte grido d’aiuto di un innocente perseguitato: “Signore, non stare lontano, affréttati, mia forza, ad aiutarmi, perché io sono un verme e non un uomo, un obbrobrio per tutti, lo scherno della gente”. Francesco, nell’introdurre la celebrazione, prega perché nessuno approfitti della pandemia per i propri interessi:             In questi momenti di turbamento, di difficoltà, di dolore, tante volte alla gente viene la possibilità di fare una o l’altra cosa, tante cose buone. Ma anche non manca che a qualcuno venga l’idea di fare qualcosa non tanto buona, approfittare del momento e approfittarne per se stesso, per il proprio guadagno. Preghiamo oggi perché il Signore ci dia a tutti una coscienza retta, una coscienza trasparente, che possa farsi vedere da Dio senza vergognarsi.

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