Il Consiglio Regionale della Calabria si è riunito giovedì 26 marzo per la prima seduta dell’Assemblea per l’XI legislatura.

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Eletto nuovo Presidente del Consiglio regionale della Calabria in seconda votazione  Mimmo TALLINI

A Palazzo Campanella di Reggio Calabria, sotto la presidenza di Pippo CALLIPO in qualità di Consigliere anziano, avviata la legislatura con possibilità di partecipazione in modalità telematica per alcuni consiglieri regionali

Partecipa al Consiglio Regionale Il Consigliere SAINATO in sostituzione temporanea del Consigliere CREAZZO.

Stabilito a votazione che l’elezione del Presidente del Consilio regionale della Calabria dopo prima e seconda votazione, in caso di mancata elezione, si procederà ad oltranza con terza e quarta votazione.

  • Risultati prima votazione: hanno votato 31 Consiglieri Voti 18 Mimmo TALLINI;   Schede Bianche 13  . Non essendo stata  raggiunta la maggioranza di 2/3 prevista dallo Statuto ( art. 20 c. 2) si passa subito alla seconda votazione.
  • Risultati seconda votazione: hanno votato 31 Consiglieri – Voti 17 Mimmo TALLINI ;  1 Voto Neri ;Schede Bianche 12  Schede nulle 1 . Non essendo stata  raggiunta la maggioranza di 2/3 prevista dallo Statuto ( art. 20 c. 2) si passa subito alla seconda votazione
  • Risultati terza votazione: hanno votato 31 Consiglieri – Voti 20 Mimmo TALLINI ;  NERI 1; ESPOSITO 4 ; Schede Bianche 6   .

Proclamato eletto nuovo Presidente del Consiglio regionale della Calabria in terza votazione il Consigliere regionale Domenico ‘Mimmo’ Tallini nato a Catanzaro il 29 gennaio 1952 eletto alle ultime elezione regionali nella coalizione di centro-destra , con 8.009 voti FI

Ed ecco la Nota di convocazione del Consiglio regionale datata 19 marzo.

L’ufficio di presidenza uscente del Consiglio regionale della Calabria si è riunito il 19 marzo u.s. in via d’urgenza per deliberare in ordine ai tempi e alle modalità di svolgimento della prima seduta dell’Assemblea per l’XI legislatura. I lavori furono rinviati per l’emergenza coronavirus una prima volta lo scorso 8 marzo, su richiesta della presidente della Regione condivisa da tutte le forze politiche, e poi il 17 marzo in seguito alla presentazione di una richiesta di sconvocazione firmata da 18 consiglieri di maggioranza.
Le date individuate per la prima tornata di lavori sono quelle di giovedì 26 e venerdì 27 marzo prossimi.
L’ufficio di presidenza, al fine di pervenire senza ulteriori rinvii all’improcrastinabile insediamento del Consiglio regionale, ha approvato all’unanimità, in linea con i vigenti provvedimenti nazionali, ulteriori misure urgenti e straordinarie di sicurezza.
In particolare, si legge nella delibera, “le sedute del Consiglio regionale si tengono a porte chiuse, pertanto, l’accesso all’aula consiliare e alle relative pertinenze è interdetto ai visitatori, alle delegazioni, al pubblico, ai giornalisti ed ai collaboratori a qualunque titolo non espressamente autorizzati”. Le sedute, viene ribadito, saranno trasmesse in diretta streaming mentre viene precisato che “tutti i presenti nel palazzo e nell’aula consiliare sono tenuti ad accedere ai locali muniti di materiali di protezione ed in particolare mascherine e guanti”.
Tra le novità introdotte dall’ultima delibera, vi è la possibilità di partecipazione in modalità telematica alla sessione di lavori per quei consiglieri regionali che si dovessero trovare in quarantena. In tal caso, è onere del consigliere comunicare e autocertificare il proprio status entro 24 ore dall’inizio della seduta.
“Le date individuate del 26 e del 27 marzo sono davvero da considerarsi inderogabili. Abbiamo fatto tutto il possibile, attraverso nuovi e ancora più stringenti provvedimenti, per garantire a ciascun consigliere le massime condizioni di sicurezza in aula – dichiara il presidente uscente Nicola Irto -. Abbiamo inoltre introdotto, nel rispetto della legge, la possibilità del voto telematico per chi dovesse essere in quarantena. Adesso il Consiglio si riunisca, è indifferibile che la massima assemblea della nostra regione eserciti appieno le sue funzioni per attendere ai propri compiti istituzionali e anche perché è necessario esprimere un messaggio doveroso di rispetto verso chi, tra medici, infermieri, forze dell’ordine, militari e lavoratori dei servizi essenziali, sta combattendo contro un nemico invisibile esponendosi a gravi pericoli per la propria salute per difendere tutti noi”.