Diritti delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie nel contesto della crisi della COVID-19

Post in Attualità, Cultura, Featured, Mondo, Politica

Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 luglio 2020 sui diritti delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie durante l’emergenza COVID-19 (2020/2680(RSP))

Il Parlamento europeo,–visti l’articolo 2 del trattato sull’Unione europea (TUE) e gli articoli 2, 9, 10, 19, 165, 166 e 168, nonché l’articolo 216, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE),–vista la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare gli articoli 1, 3, 14, 20, 21, 26 e 35,–viste la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), in particolare l’articolo 4, paragrafo 3, e gli articoli 11, 24, 25 e 28, in conformità della decisione 2010/48/CE del Consiglio, del 26 novembre 2009, relativa alla conclusione, da parte della Comunità europea, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità1,–visto il pilastro europeo dei diritti sociali, in particolare il principio 17 sull’inclusione delle persone con disabilità, il principio 3 sulle pari opportunità e il principio 10 su un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato e sulla protezione dei dati,–visti l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), che l’UE si è impegnata ad attuare,–vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull’azione coordinata dell’UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze2,–visto l’articolo 227, paragrafo 2, del suo regolamento,A.considerando che la commissione per le petizioni ha ricevuto la petizione n. 0470/2020, in cui si esprime preoccupazione per i diritti delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie durante l’emergenza COVID-19 e si chiede all’UE di garantire che le misure adottate nel contesto dell’emergenza COVID-19 e delle sue conseguenze siano compatibili sia con la CRPD che con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;B.considerando che l’articolo 11 della CRPD, il primo trattato internazionale in materia di diritti umani ratificato dall’UE e dai suoi 28 Stati membri, stabilisce che gli Stati Parti della Convenzione devono prendere tutte le misure necessarie per assicurare la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le emergenze umanitarie;C.considerando che le misure adottate dai governi in circostanze eccezionali quali gravi crisi sanitarie, emergenze umanitarie e catastrofi naturali dovrebbero sempre rispettare i diritti fondamentali di ciascun individuo e non possono discriminare alcuni gruppi, come ad esempio le persone con disabilità;D.considerando che le persone con disabilità intellettive sono più a rischio di contrarre la COVID-19 a causa delle barriere che impediscono loro di accedere a informazioni preventive e misure di igiene, della dipendenza dal contatto fisico con i prestatori di assistenza, del fatto che spesso vivono in istituti e usufruiscono di servizi basati sulla comunità, nonché di altre condizioni di salute legate ad alcune disabilità;E.considerando che le persone con disabilità intellettive sono particolarmente colpite dalle rigorose misure di confinamento;F.considerando che l’emergenza COVID-19 e le misure di confinamento rendono manifeste la segregazione sociale e la discriminazione tuttora esistenti nei confronti delle persone con disabilità intellettive;G.considerando che la disponibilità di dati disaggregati per determinare l’impatto delle ripercussioni della pandemia sulle persone con disabilità intellettive è limitata;H.considerando che è stato segnalato che, in alcuni Stati membri, le persone con disabilità intellettive si sono viste negare cure mediche, sono state confinate in istituti in condizioni di isolamento sociale, senza poter ricevere visite dai familiari o fare ritorno nelle rispettive famiglie, e che sono stati introdotti orientamenti discriminatori in materia di triage;I.considerando che le strutture per le persone con disabilità intellettive, come i centri diurni o le scuole, sono state temporaneamente chiuse e si sono presentate situazioni di emergenza che hanno imposto alle famiglie stesse di prendersi cura dei membri della famiglia con disabilità intellettive;J.considerando che l’emergenza COVID-19 ha dimostrato che il concetto di istruzione inclusiva non è ancora una realtà; che, in molti Stati membri, i discenti con disabilità intellettive non sono stati in grado di continuare l’apprendimento durante il confinamento; che le famiglie non dispongono di un sostegno per l’istruzione dei discenti con disabilità intellettive, in particolare per quanto riguarda l’accessibilità delle tecnologie digitali e innovative e delle applicazioni di apprendimento a distanza;K.considerando che la tecnologia può svolgere un ruolo cruciale nel fornire un sostegno di elevata qualità alle persone con disabilità e ai loro genitori, tutori e prestatori di assistenza;

L.considerando che è stata segnalata una notevole mancanza di dispositivi di protezione per le persone con disabilità, in particolare per coloro che vivono in istituti, per i prestatori di assistenza e per il personale;M.considerando che l’articolo 4, paragrafo 3, della CRPD richiede agli Stati Parti di consultarsi con attenzione e coinvolgere attivamente le persone con disabilità, compresi i minori con disabilità, attraverso le loro organizzazioni rappresentative, in tutti i processi decisionali relativi a temi concernenti le persone con disabilità;N.considerando che l’UE e gli Stati membri dovrebbero consultarsi e coinvolgere attivamente le organizzazioni di persone con disabilità nella loro risposta alla pandemia di COVID-19, che potrebbe altrimenti condurre all’adozione di misure che violano i loro diritti fondamentali;O.considerando che il Mediatore europeo ha lanciato un’iniziativa, indirizzata alla Commissione europea, per raccogliere informazioni sul modo in cui l’emergenza COVID-19 ha colpito il suo personale con disabilità e sulle misure di accomodamento ragionevoli messe in atto per soddisfare le loro esigenze, e per stabilire se le soluzioni individuate e previste possano essere utilizzate per promuovere un’interazione più agevole con l’amministrazione dell’UE per i cittadini con disabilità;1.è profondamente preoccupato per l’impatto sproporzionato dell’emergenza COVID-19 sulle persone con disabilità intellettive e sulle persone con altri problemi di salute mentale nonché sulle loro famiglie, in quanto crea un onere aggiuntivo per i familiari che si prendono cura di loro, molti dei quali sono donne; sottolinea che le persone con disabilità non dovrebbero ritrovarsi ancora più isolate nel momento in cui escono dalla fase di confinamento e che dovrebbero essere considerate prioritarie in tale fase;2.ricorda che il confinamento è un grave problema non solo per le persone con disabilità intellettive, ma anche per tutte le persone affette da disturbi mentali, poiché l’isolamento può soltanto aggravare i problemi;3.ritiene che le rigorose misure di confinamento abbiano un impatto particolarmente negativo sulle persone con disabilità e che occorra una maggiore flessibilità da parte delle autorità;4.condanna fermamente qualsiasi discriminazione medica nei confronti di persone con disabilità intellettive; ricorda che le misure pertinenti adottate dagli Stati membri devono rispettare la CRPD e garantire un accesso equo e non discriminatorio all’assistenza sanitaria e ai servizi sociali; sottolinea che le persone con disabilità intellettive o malattie mentali meritano lo stesso trattamento medico di qualsiasi altra persona affetta da COVID-19, comprese le cure mediche intensive;5.ricorda che gli orientamenti medici devono essere non discriminatori e rispettare il diritto internazionale e gli attuali orientamenti etici in materia di assistenza in caso di emergenze, crisi sanitarie e catastrofi naturali;6.ricorda che occorre assicurare i servizi di sostegno, l’assistenza personale, l’accessibilità fisica e la comunicazione per le persone con disabilità intellettive durante il confinamento mediante l’adozione di metodi innovativi di assistenza sanitaria;7.chiede che in ogni Stato membro siano raccolti dati riguardanti il trattamento delle persone con disabilità intellettive negli ospedali, nelle istituzioni e nei servizi basati sulla comunità, nonché i tassi di mortalità delle persone con disabilità, al fine di valutare se le persone con disabilità ricevano o meno una protezione, un’assistenza sanitaria e un sostegno adeguati durante l’emergenza COVID-19;8.sottolinea che le misure di confinamento incidono notevolmente sulla salute mentale delle persone con disabilità intellettive e dei loro parenti e che le misure correlate dovrebbero essere adattate alle esigenze delle persone con disabilità intellettive al fine di garantirne il benessere e la vita indipendente;9.sottolinea che tutti gli individui hanno diritto a una vita indipendente e a essere informati immediatamente e correttamente, in un formato accessibile, in merito alla pandemia e alle misure che li riguardano e che riguardano le loro famiglie; chiede che tutte le comunicazioni in materia di sanità pubblica siano accessibili alle persone con disabilità e siano fornite in un linguaggio semplice, in una varietà di formati tradizionali e digitali e nelle rispettive lingue dei segni nazionali;10.riconosce che la situazione creatasi durante l’emergenza COVID-19 è un campanello d’allarme per quanto riguarda l’attenzione ricevuta dal gruppo in questione; riconosce che occorre prestarvi attenzione mediante servizi sanitari pubblici solidi; chiede che sia preso in considerazione il potenziamento di tali servizi attraverso finanziamenti a livello dell’UE, ove opportuno e ove possibile; sottolinea l’importanza di adeguate politiche sanitarie negli Stati membri;11.sottolinea l’importanza di eliminare gli ostacoli cui devono far fronte le persone con disabilità intellettive per accedere ai servizi sanitari e ai prodotti di igiene, nonché l’importanza di prendere in considerazione misure di accomodamento ragionevoli per consentire loro di telelavorare;12.sottolinea che la pandemia di COVID-19 ha messo in luce gravi carenze nei sistemi di sostegno per una serie di gruppi a rischio della società; sottolinea che dovrebbe essere prioritario investire in una transizione graduale dall’assistenza istituzionale a servizi basati sulla comunità per le persone con disabilità intellettive; sottolinea che i fondi di investimento dovrebbero sostenere la prestazione di servizi di sostegno personalizzati, dal momento che molti prestatori dei servizi in questione hanno subito pesanti ripercussioni durante e dopo la pandemia e rischiano una chiusura a tempo indeterminato;13.invita la Commissione ad adottare ulteriori provvedimenti per mobilitare investimenti e risorse essenziali al fine di garantire la continuità dei servizi di assistenza e di sostegno, conformemente ai principi della CRPD e del pilastro europeo dei diritti sociali;14.invita la Commissione e gli Stati membri a garantire protocolli comuni per eventuali future situazioni di rischio o emergenze umanitarie e catastrofi naturali, sulla base degli insegnamenti tratti dall’emergenza COVID-19, compresa la fornitura dei necessari dispositivi di protezione, di materiali informativi e di formazione per i professionisti del settore sanitario e dell’assistenza sociale e gli organismi di regolamentazione, tenendo conto in ogni momento delle esigenze e delle circostanze specifiche delle persone con disabilità;15.esorta la Commissione e gli Stati membri a consultare e coinvolgere fin dall’inizio le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative in fase di adozione di misure in risposta a una crisi futura;16.invita la Commissione e gli Stati membri a verificare se i servizi sanitari e sociali siano sostenibili e in grado di adattarsi alle nuove forme di prestazione di servizi; chiede che sia promossa un’autentica inclusione sociale in sede di stanziamento di finanziamenti dell’UE a tali servizi, concentrandosi su quelli che offrono la possibilità di vivere all’interno della comunità anziché l’istituzionalizzazione; sottolinea l’importanza di garantire che non vi siano ostacoli finanziari all’accesso all’assistenza sanitaria;17.invita la Commissione a presentare una strategia europea sulla disabilità globale, ambiziosa e a lungo termine per il periodo successivo al 2020, che integri gli insegnamenti appresi dall’emergenza COVID-19;18.sottolinea la necessità di seguire i principi della progettazione universale, tenendo conto delle possibilità offerte dalle tecnologie e dalle applicazioni digitali e innovative nello sviluppo di risorse accessibili ai discenti con disabilità intellettive, come pure di offrire attività di apprendimento a distanza;19.ricorda alla Commissione le potenzialità non sfruttate delle tecnologie e delle applicazioni digitali nel promuovere una vita indipendente per le persone con disabilità; chiede un utilizzo migliore di tali tecnologie e applicazioni in eventuali future situazioni di rischio o emergenze umanitarie e catastrofi naturali; sottolinea l’importanza della disponibilità di risorse online con licenze aperte e del perfezionamento degli insegnanti per quanto riguarda l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;20.invita gli Stati membri a fornire un sostegno psicologico alle persone con disabilità intellettive per attenuare l’impatto delle misure di confinamento;21.invita gli Stati membri a garantire procedure di ricorso legali per le persone con disabilità intellettive, prestando particolare attenzione a individuare in modo proattivo i casi di persone con disabilità intellettive e prive della capacità giuridica che non hanno accesso, o hanno un accesso insufficiente, al loro tutore legale per vedere garantiti i propri diritti;22.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.