Dichiarazione dell’alta rappresentante, a nome dell’Unione europea, in occasione della Giornata internazionale per porre fine all’impunità dei crimini contro i giornalisti, 2 novembre 2019

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La libertà di espressione, in tutte le sue forme, è l’essenza stessa della democrazia. Mezzi di comunicazione fiorenti, liberi e indipendenti sono indispensabili affinché i governi, le imprese e la società in generale siano chiamati a rendere conto del loro operato. Proprio per aver tutelato questo fondamentale diritto svolgendo il loro lavoro, troppo spesso i giornalisti e gli altri operatori dei mezzi di comunicazione sono attaccati, perseguitati, molestati o intimiditi. Nella maggior parte dei casi i giornalisti non sono feriti mentre operano nei teatri di guerra, bensì sono vittime di violenze che avvengono molto più vicino a noi. Solo nel 2018, 94 giornalisti e operatori dei mezzi di comunicazione sono stati uccisi in incidenti legati al lavoro, come segnala la Federazione internazionale dei giornalisti. Centinaia sono stati sottoposti ad arresti o detenzioni arbitrari senza essere stati processati da un tribunale.

Ancora una volta, i governi non tutelano i giornalisti, esitano a perseguire i colpevoli o addirittura sono essi stessi a perpetrare i crimini. L’impunità moltiplica l’impatto di questi crimini ed erode le società democratiche alimentando la paura, la sfiducia e l’ansia.

Solo il mese scorso abbiamo ricordato l’uccisione del cittadino saudita Jamal Khashoggi, il cui caso è ancora in attesa di un processo, e l’assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia avvenuto nel cuore dell’Europa, il che dimostra che nessuna regione del mondo è immune da tali crimini. In questo giorno ribadiamo il nostro impegno a combattere l’impunità per i reati contro i giornalisti e a continuare a utilizzare tutti i mezzi adeguati per rispettare e tutelare la libertà di espressione e garantire la sicurezza dei giornalisti e degli operatori dei mezzi di comunicazione.

L’UE offre sostegno e assistenza legale attraverso il meccanismo, da essa stessa finanziato, per Human Rights Defenders, una rete che fornisce una risposta rapida ai difensori dei diritti umani minacciati, compresi i giornalisti. L’UE finanzia inoltre il Centro europeo per la libertà di stampa e dei media (ECPMF) e il suo importante Osservatorio del pluralismo dei media, che continua a misurare le minacce al pluralismo dei mezzi di informazione nell’UE e nei paesi vicini e orienta i processi decisionali dell’Unione. Nel 2019 la Commissione europea ha destinato un importo di 2,2 milioni di EUR a sostegno di progetti dell’ECPMF per la promozione del giornalismo di qualità e la cooperazione transfrontaliera tra professionisti dei mezzi di informazione e organismi di autoregolamentazione. In molti paesi forniamo assistenza, sia in termini finanziari che di consulenza specifica, per promuovere la protezione di giornalisti, blogger e operatori dei mezzi di informazione.

In questa giornata dedicata alla fine dell’impunità per i crimini contro i giornalisti, rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita e hanno subito attacchi nell’esercizio della loro libertà di espressione, online e offline, e sosteniamo tutti coloro che hanno il coraggio di parlare per tutti noi.

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