Da Roma all’eternità in  perpetuo omaggio d’affezione

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Il rischio concreto è quello di scivolare , quasi una specie di  sciata fino a valle, fatto realmente accaduto a chi scrive, appena giunta nella magnifica Città dei suoi sogni, proprio sulla fastosa scalinata di Piazza di Spagna….

Solo che, al posto della candida  neve di  montagna, ci si ritrova a fare i conti  con una intera serie di gradini al minimo, cari miei, consunti e sbreccati da secoli  di sopravvivenza, ma è pure giusto così, che in pratica accompagnano,  di sussulto in sussulto  non proprio amoroso, tutte le  vertebre, quelle della colonna,fino alla vista  paradisiaca della Barcaccia che di sghimbescio seduce la via, come  declinata dal Bernini…….

La si voleva ammirare da subito e da molto vicino……questa la scusa ufficiale alla fine del rocambolesco tragitto!

Ahi …entusiasmo alle stelle,o per  meglio dire, viste le stelle, dopo aver saggiato la mitica durezza della roccia travertina, di uso continuo dalla Roma antica in poi….

E che t’aspettavi …  tra una risata  e l’altra degli astanti, colleghi di avventura  e di studi nella Capitale appena abbordata.

Dai, che ti è andata bene…sullo stesso tono…..decidendosi finalmente a prestare soccorso alla malcapitata, ovvero la sottoscritta un po’ dolorante, la quale, rialzatasi con fare stoico, si incammina  senza ulteriori scossoni verso la nuova vita professionale che sarà, tutto sommato, soddisfacente.

Date le premesse,qualche dubbio sarebbe anche stato lecito….

Roma è notoriamente un po’ vetusta…si sa…bisogna farci l’abitudine…

Difatti , qualche anno dopo avere rotto il ghiaccio con la Città Eterna secondo  le modalità appena descritte,  quella di precipitare al suolo senza preavviso è presto divenuta  quasi una rassicurante prassi da naso per aria…. nel corso delle innumerevoli escursioni alla ricerca di capitelli dai fregi già ombrosi nelle luci  incipienti di fuochi/tramonti romani, tra marciapiedi sconnessi e sampietrini  pronti a perfide imboscate ….

Risultati facilmente prevedibili come sopra….

Nell’andare avanti con la vita in città le cose man mano sono radicalmente mutate, sia per mancanza di tempo che ha ridotto di parecchio le occasioni di libera uscita, sia a causa di un progressivo innegabile degrado/peggioramento, in taluni casi sfascio vero e proprio,ogni sinonimo concorre per la sua parte a dare un’idea sull’attuale complessa immagine di una Roma ancora una volta in affanno, eppure ne ha viste e sentite,  a  poco più di inizio  millennio…

 

Piccine storie ,benché universali, su Roma

 

Breve inciso…

Chi ha studiato nel buon tempo scolastico ormai decorso, senza  per questo essere decrepito, alla voce Roma Capitale d’Italia, faceva subito conoscenza con la Sua più significativa  definizione, quella di Eterna ,così nei sussidiari delle elementari,  (me so’ fatta na’ curtura ,a detta di Roma, con la quale ci si scusa se l’uso della lingua non appare  sufficientemente preciso ) e tale rimaneva  proseguendo negli studi…. Solo una piccina, per riecheggiare quanto sopra, memoria….

Dopo avere compiuto,per così dire, il dovere istituzionale,di celebrare in modo ortodosso il 150° anniversario della Breccia di Porta Pia, proprio scrivendone in  questa sede, e si torni pure alla Festa annuale se è quello che piace, é ora di dare spazio a quegli aspetti che direttamente incatenano il cuore e l’anima, semplicemente a guardarla questa meravigliosa  Visione  di  arte più divina che umana!

A patto, del resto lo si è già talmente ripetuto da rendere esausti chi ascolta e chi ripete,di ignorare,  parzialmente difficile se non impossibile,  tutta una serie di peculiari  estrinsecazioni esistenziali, purtroppo attualmente anch’esse de’ Roma!

Una  a caso: la metropolitana….

Disservizi e allagamenti alle prime quattro gocce, la si fa facile a criticare ma si rifletta un momento…

Quale altra Città nell’Universo si può gloriare di aprire le porte dei vagoni straripanti di turisti  in libertà, letteralmente addosso al Colosseo ,fermata della metro B  a Lui intitolata .

A Roma questo si chiama pane quotidiano…

Nerone ,sporgendosi da una  delle arcate al primo piano, peraltro ormai orfane delle statue color d’oro  una volta comodamente ospitate al  loro interno,  saluta amichevole ….aspetta…. forse è quell’attore romano/romanesco de’ Roma, ma sì  ,Lui, l’Albertone nazionale travestito da Imperatore nell’omonimo film…

Mi sa che non sta facendo ciao….

Sta a  manna’ madri, mogli,filosofi,ditirambi compresi al suono della lira,  a destra e a manca,come è giusto che sia , poiché,nel caso di specie, pari son i danni prodotti da qualche cinquantennio di mal/comune,senza vergogna veruna.

Gli è che il grand’uomo, attore e divo della romanità, nato  esattamente cento anni fa a Trastevere,  riguardo al quale cogliamo ogni occasione utile a rievocarne la straordinaria parabola artistico/umana, ci ha messo poco, dall’Olimpo dove ormai soggiorna, a rendersi conto de visu  della situazione di completo disagio in cui sopravvive la Sua Roma !

Pensare che la reformatio in peius, al momento di comminare la pena,  attesa la condanna in giudicato, non è  concepibile, imperitura lezione di civiltà giuridica, in un diritto penale come quello italico, che, previe le norme  dal  Diritto Romano in poi, tra i suoi più illuminati riformatori vanta il nome di Cesare Beccaria…

Erore…avrebbe interloquito il Nostro con la Sua straparlata trasteverina !

Per coloro, e non sono pochi ,che si sono macchiati di gravi delitti di incuria,deficienze e ignoranze a vario livello contro Roma bella, hai voglia ad applicare  i castighi di questo mondo, e ancora non bastano . …

Che si può fare per consolare sia   Alberatone  sia i tanti affezionati spettatori che ne hanno amato negli anni le interpretazioni comiche ,mai abbastanza, e drammatiche da magnifico cantore della Città Eterna quale è stato …

Forse si può provare con qualcuno di quei liturgici, anche semantici rende l’idea, a chi legge la scelta, piatti di pasta che fanno ancora oggi la fortuna delle Sue inimitabili  prove  nel cinema d’autore,tra maccaroni e matriciane,con il sugo ben tirato.

Qui di necessità virtù,come suol dirsi, poiché raccontare della Roma di Alberto Sordi e viceversa ora che è stata di recente aperta la Sua  magione,anch’essa monumentale di fronte alle terme di Caracalla, richiederebbe inesauribili spazi non contemplati al momento…

Ci vorrebbe un intero capitolo a parte e  nulla esclude di riprendere il discorso in seguito.

Si tirano le fila

Rimane il legittimo dubbio che sia mai possibile confrontarsi senza emotività nei riguardi di una realtà emozionante come quella della Capitale,che giganteggia anche a livello di  costante esposizione mediatica, stampa nazionale e non,  spesso con poco rispetto per le Sue  stanchezze millenarie, e si vorrebbe ben  vedere, nonché altrettanto poco amore  nell’enfatizzare con totale insensibilità politica le odierne manchevolezze,neanche fosse Sua  la responsabilità, a fronte del   privilegio incommensurabile  di abitarLa, si fa mai adeguato caso a questa opportunità?

A chi decide di  condividerne, al di là degli impegni di ogni giorno, le incomparabili bellezze dai panorami ai monumenti , Ella offre una generosa  dovizia di sensazioni  perché ne facciano tesoro, gli ammiratori, per fortuna sempre numerosi,tra poeti,scrittori, cantanti e musici di ogni epoca presente e,si spera,futura!                                                   

Per preservare la Capitale dal crescente globale  degrado ormai sotto gli occhi dell’universo, non servono in realtà  proclami,un giorno sì e l’altro pure, sulla imprescindibile urgenza di prevedere poteri/effetti speciali,  quasi si trattasse de:

“La Città Eterna e le Sue attrazioni”  come in un  Luneur qualsiasi, ove  però,continuare a intingere   tra commissariamenti magari eterni e  perpetue commissioni sempre istituende,detto senza alcun furore di invettiva che in primis non gioverebbe alla Nostra!

Per finirla qui, basterebbe intanto usare, con cognizione di causa, poteri già esistenti e fondi da tempo in larga parte stanziati ,questo sì un compito da esperti , in quelle sacrosante  pieghe di bilancio ,come si definiva nel secolo scorso il reperimento contabile/ragionieristico di somme  da utilizzare all’ occorrenza, cioè  nell’immediato, quando ancora usava  il  Ministero ad hoc voluto dallo stesso Vanoni  che lo presiedette nel remoto 1954 , poi allargato a comprendere gli assunti della Programmazione Economica, nel  meno lontano 1967.

L’alternativa  è di ricominciare con il melenso bla,bla di una volontà politica, un pò qui,un pò là …

Ingiusto,peraltro, siamo davvero alle conclusioni anche se con Roma non si può mai dire, riferirsi con questo suono onomatopeico  allo starnazzare delle amiche oche …

Dopotutto, grazie alla loro vigilanza,quelle del Campidoglio hanno già una volta salvato Roma dalla rovina:  importa poco se trattasi di Storia o leggenda .

Che se ne prenda esempio!