Coronavirus – Conte: “dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia”. La conferenza del Presidente del Consiglio annuncia regole più severe e stringenti

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di Bruna Maria Antonia Primerano

Il Premier Conte ha annunciato l’avvio di un nuovo decreto per fare fronte all’emergenza Coronavirus che sarà pubblicato immediatamente in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore martedì 10 marzo 2020. “I numeri purtroppo ci dicono che abbiamo una crescita importante dei contagi, dei ricoverati, delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate ora, dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia subito. Ce la faremo solo se tutti ci adatteremo a queste nuove norme più stringenti”. Il Presidente introduce così le nuove regole del vivere civile che avranno effetto immediato per contenere l’avanzata del Covid-19, “se la salute dei cittadini è messa a repentaglio, noi siamo costretti a imporre dei sacrifici. Non ci sarà più una zona rossa, ci sarà l’Italia come zona protetta. Saranno da evitare gli spostamenti a meno che non siano motivati da comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o motivi di salute”. Sotto lo slogan #iorestoacasa il premier continua, “divieto degli assembramenti all’aperto e locali aperti al pubblico, non possiamo più permetterci occasioni di aggregazione che diventano occasioni di contagio. Sono costretto a intervenire in modo molto più deciso per proteggere tutti noi, i più fragili e vulnerabili”.

Gli ultimi appelli del personale medico impegnato in prima linea nella lotta al coronavirus, provenienti dalle terapie intensive che ormai sono al limite degli accessi disponibili, rendono necessarie misure più drastiche per evitare l’aumento dei contagi e per garantire il diritto alla salute e alle cure per tutti. Conte infine fa appello al senso di responsabilità dei cittadini, che devono collaborare con il governo “la decisione giusta oggi è rimanere a casa, il nostro futuro è nelle nostre mani, devono essere mani responsabili, ognun deve fare la propria parte”.

Le misure predisposte fino ad ora per nord Italia, adesso valgono per tutta la penisola comprese le isole. Le scuole e le università rimarranno chiuse fino al 3 aprile. Lo sport si fermerà compresa la serie A. Gli spostamenti devono essere giustificati, seguendo le indicazioni precedenti, con una autocertificazione reperibile sul sito del ministero dell’interno e chiunque presenterà dichiarazioni non veritiere incorrerà nel reato di falsa autocertificazione e violazione di uno spostamento non giustificato. I trasporti pubblici non saranno limitati, cercando la continuità del sistema produttivo consentendo alle persone di poter andare a lavorare. Riguardo le misure economiche e della giustizia, a seguito della rivolta nelle carceri, ci saranno ulteriori incontri nei prossimi giorni anche con le forze di opposizione.