Conclusioni del Consiglio europeo sulla COVID-19 e sulla migrazione, 24 giugno 2021

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I. COVID-19
1. Il Consiglio europeo si compiace dei buoni progressi compiuti nella vaccinazione e del miglioramento generale della situazione epidemiologica, sottolineando nel contempo la necessità di proseguire gli sforzi di vaccinazione e di essere vigili e coordinati di fronte agli sviluppi, in particolare la comparsa e la diffusione di varianti. 2. Gli accordi raggiunti in merito al certificato COVID digitale UE e alla revisione delle due raccomandazioni del Consiglio sui viaggi all’interno dell’UE e sui viaggi non essenziali verso l’UE favoriranno la sicurezza degli spostamenti transfrontalieri. Gli Stati membri vi daranno applicazione in modo da garantire il pieno ritorno alla libera circolazione non appena la situazione della salute pubblica lo consentirà. 3. Il Consiglio europeo ribadisce l’impegno dell’UE a favore della solidarietà internazionale in risposta alla pandemia. I lavori in corso intesi a contribuire a incrementare la produzione globale di vaccini e a promuovere l’accesso universale ai medesimi, in particolare attraverso COVAX, dovrebbero essere portati avanti rapidamente. Tutti i paesi produttori e tutte le aziende produttrici dovrebbero contribuire attivamente agli sforzi tesi ad aumentare la fornitura mondiale di vaccini, materie prime, trattamenti e terapie per la lotta contro la COVID-19, come pure coordinare le azioni in caso di strozzature nella fornitura e nella distribuzione. 4. Il Consiglio europeo accoglie con favore la decisione adottata dalla 74a Assemblea mondiale della sanità (AMS) di tenere, nel novembre 2021, una sessione speciale dell’AMS dedicata a una convenzione quadro sulla preparazione e la risposta alle pandemie. L’UE continuerà ad adoperarsi a favore di un trattato internazionale sulle pandemie. 5. Il Consiglio europeo ha discusso dei primi insegnamenti che si possono trarre dalla pandemia sulla base della relazione della Commissione. Invita la presidenza entrante a portare avanti i lavori in sede di Consiglio per migliorare la nostra preparazione, la nostra capacità di risposta e la nostra resilienza collettive alle crisi future e per tutelare il funzionamento del mercato interno.
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III. MIGRAZIONE
11. Il Consiglio europeo ha discusso della situazione migratoria lungo le varie rotte. Sebbene le misure adottate dall’UE e dagli Stati membri abbiano ridotto negli ultimi anni i flussi irregolari complessivi, gli sviluppi su alcune rotte destano grave preoccupazione e richiedono una vigilanza costante e azioni urgenti. 12. Al fine di scongiurare la perdita di vite umane e ridurre la pressione alle frontiere europee saranno intensificati, quale parte integrante dell’azione esterna dell’Unione europea, i partenariati e la cooperazione reciprocamente vantaggiosi con i paesi di origine e di transito. L’approccio sarà pragmatico, flessibile e su misura, utilizzerà in modo coordinato, come Team Europa, tutti gli strumenti e gli incentivi disponibili dell’UE e degli Stati membri e sarà messo in atto in stretta cooperazione con l’UNHCR e l’OIM. Dovrebbe riguardare tutte le rotte e basarsi su un approccio che prenda in considerazione l’intero tragitto, affrontando le cause profonde, sostenendo i rifugiati e gli sfollati nella regione, sviluppando capacità di gestione della migrazione, eradicando il traffico e la tratta di migranti, rafforzando i controlli alle frontiere, cooperando in merito a ricerca e soccorso, affrontando la migrazione legale nel rispetto delle competenze nazionali e garantendo il ritorno e la riammissione. A tal fine il Consiglio europeo: – invita la Commissione e l’alto rappresentante, in stretta cooperazione con gli Stati membri, a rafforzare immediatamente le azioni concrete condotte con i paesi di origine e di transito prioritari nonché il sostegno tangibile nei loro confronti; – invita la Commissione e l’alto rappresentante, in stretta cooperazione con gli Stati membri, a presentare, nell’autunno 2021, piani d’azione per i paesi di origine e di transito prioritari indicando obiettivi chiari, ulteriori misure di sostegno e tempistiche concrete; – invita la Commissione a utilizzare nel miglior modo possibile almeno il 10% della dotazione finanziaria dell’NDICI, nonché finanziamenti a titolo di altri strumenti pertinenti, per le azioni connesse alla migrazione, e a comunicare al Consiglio le sue intenzioni al riguardo entro novembre. 13. Il Consiglio europeo condanna e respinge qualsiasi tentativo da parte di paesi terzi di strumentalizzare i migranti a fini politici.

IV. TURCHIA
14. Il Consiglio europeo è tornato sulla situazione nel Mediterraneo orientale e sulle relazioni dell’Unione europea con la Turchia e ha ricordato l’interesse strategico dell’UE ad avere un contesto stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale e sviluppare relazioni di cooperazione reciprocamente vantaggiose con la Turchia. Accoglie con favore l’allentamento delle tensioni nel Mediterraneo orientale, che deve proseguire in linea con la dichiarazione dei membri del Consiglio europeo del 25 marzo 2021.
15. Il Consiglio europeo ribadisce che l’UE è pronta a dialogare con la Turchia in modo graduale, proporzionato e reversibile per intensificare la cooperazione in una serie di settori di interesse comune, ferme restando le condizionalità stabilite a marzo e in precedenti conclusioni del Consiglio europeo.
16. In linea con tale contesto, prende atto dell’avvio dei lavori a livello tecnico in vista di un mandato per la modernizzazione dell’unione doganale UE-Turchia e rammenta la necessità di affrontare le difficoltà attualmente incontrate nell’attuazione dell’unione doganale, garantendone l’effettiva applicazione a tutti gli Stati membri. Tale mandato può essere adottato dal Consiglio, fatti salvi ulteriori orientamenti da parte del Consiglio europeo.
17. Prende inoltre atto dei lavori preparatori per i dialoghi ad alto livello con la Turchia su questioni di interesse reciproco, quali la migrazione, la salute pubblica, il clima, la lotta al terrorismo e questioni regionali.
18. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare senza indugio proposte formali per il proseguimento dei finanziamenti a favore dei rifugiati siriani e delle comunità di accoglienza in Turchia, Giordania, Libano e altre parti della regione, in linea con la dichiarazione dei membri del Consiglio europeo del marzo 2021 e nel contesto della politica migratoria globale dell’UE.
19. Il Consiglio europeo ricorda le sue precedenti conclusioni e mantiene il pieno impegno a favore di una soluzione globale del problema di Cipro sulla base di una federazione bicomunitaria e bizonale caratterizzata dall’uguaglianza politica, in conformità delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Sottolinea l’importanza dello status di Varosha e chiede il pieno rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare delle risoluzioni 550, 789 e 1251. Deplora il fatto che la riunione informale di Ginevra sotto gli auspici delle Nazioni Unite non abbia aperto la strada alla ripresa di negoziati formali. L’Unione europea continuerà a svolgere un ruolo attivo a sostegno di tale processo.
20. Lo Stato di diritto e i diritti fondamentali in Turchia continuano a costituire una preoccupazione essenziale. Gli attacchi ai partiti politici, ai difensori dei diritti umani e ai media rappresentano significative battute d’arresto per i diritti umani e sono in contrasto con gli obblighi della Turchia di rispettare la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti delle donne. Il dialogo su tali questioni rimane parte integrante delle relazioni tra l’UE e la Turchia.
21. In linea con l’interesse comune dell’UE e della Turchia alla pace e alla stabilità regionali, il Consiglio europeo si attende che la Turchia e tutti gli attori diano un contributo positivo alla risoluzione delle crisi regionali.
22. Il Consiglio europeo continuerà a occuparsi della questione.

V. LIBIA
23. Il Consiglio europeo conferma il suo impegno a favore del processo di stabilizzazione della Libia sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Le elezioni dovrebbero svolgersi, come convenuto nella tabella di marcia, il 24 dicembre 2021 e i relativi risultati dovrebbero essere accettati da tutti.
24. Il Consiglio europeo chiede che si compiano progressi sul dialogo politico inclusivo e a titolarità libica e sul ritiro senza indugio di tutte le forze straniere e dei mercenari.
VI. RUSSIA
25. In linea con le conclusioni del 24 e 25 maggio 2021, il Consiglio europeo ha discusso delle relazioni con la Russia tenendo conto della relazione dell’alto rappresentante e della Commissione.
26. L’Unione europea è impegnata a favore di un approccio europeo unito, a lungo termine e strategico basato sui cinque principi guida. Il Consiglio europeo invita il Consiglio, la Commissione e l’alto rappresentante a continuare ad attuarli pienamente, nel debito rispetto dei valori, dei principi e degli interessi dell’Unione europea.
27. Il Consiglio europeo si aspetta che la leadership russa dimostri una dedizione e un impegno politico più costruttivi e ponga fine alle azioni contro l’UE, i suoi Stati membri e i paesi terzi.
28. Il Consiglio europeo invita la Russia ad assumere pienamente la propria responsabilità nel garantire l’attuazione integrale degli accordi di Minsk quale condizione essenziale per qualsiasi cambiamento sostanziale nella posizione

29. Per quanto riguarda il rafforzamento della nostra resilienza, il Consiglio europeo sottolinea la necessità di una risposta ferma e coordinata dell’UE e degli Stati membri a qualsiasi ulteriore attività nociva, illegale e destabilizzante della Russia, avvalendosi appieno di tutti gli strumenti a disposizione dell’UE e garantendo il coordinamento con i partner. A tal fine, il Consiglio europeo invita inoltre la Commissione e l’alto rappresentante a presentare ulteriori possibilità di misure restrittive, comprese sanzioni economiche.
30. Il Consiglio europeo rimarca la necessità di approfondire e intensificare ulteriormente i legami politici, economici e interpersonali e la cooperazione con i partner orientali al fine di aumentarne la resilienza. In tale contesto, ricorda la dichiarazione del vertice del partenariato orientale del 2017 in cui sono riconosciute le aspirazioni europee e la scelta europea dei partner orientali interessati, come prevedono gli accordi di associazione, e nell’ambito della loro entrata in vigore. Sottolinea inoltre il suo impegno ad approfondire le relazioni con l’Asia centrale.
31. Il Consiglio europeo ribadisce l’apertura dell’Unione europea a un dialogo selettivo con la Russia nei settori di interesse dell’UE. Invita la Commissione e l’alto rappresentante a elaborare a tale riguardo, ai fini dell’esame del Consiglio, opzioni concrete, compresi condizionalità e meccanismi di influenza, su temi quali il clima, l’ambiente e la salute, nonché su questioni specifiche di politica estera e di sicurezza e questioni multilaterali quali il PACG, la Siria e la Libia. In questo contesto il Consiglio europeo riesaminerà le forme di dialogo con la Russia e le relative condizionalità.
32. Il Consiglio europeo condanna le limitazioni alle libertà fondamentali in Russia e la riduzione dello spazio per la società civile. Sottolinea la necessità di contatti interpersonali e di un costante sostegno dell’UE alla società civile russa, alle organizzazioni per i diritti umani e ai media indipendenti. Invita la Commissione e l’alto rappresentante a presentare proposte a tale riguardo.
33. Il Consiglio europeo ribadisce il suo pieno sostegno a tutti gli sforzi volti ad accertare la verità e le responsabilità e a ristabilire la giustizia per le vittime dell’abbattimento del volo MH17 e i loro familiari, e invita tutti gli Stati a fornire piena collaborazione nell’ambito del procedimento giudiziario in corso.
34. Il Consiglio europeo tornerà su questo tema, valuterà l’attuazione e, se necessario, fornirà ulteriori orientamenti.dell’UE.

VII. BIELORUSSIA
35. Il Consiglio europeo accoglie con favore la tempestiva attuazione delle misure relative alla Bielorussia, in linea con le sue conclusioni del 24 e 25 maggio 2021.
36. Il Consiglio europeo ribadisce l’invito a rilasciare immediatamente tutti i prigionieri politici e tutte le persone detenute arbitrariamente, ivi compresi Raman Pratasevich e Sofia Sapega, e a porre fine alla repressione della società civile e dei media indipendenti. Ribadisce il diritto democratico del popolo bielorusso di eleggere il proprio presidente attraverso nuove elezioni libere e regolari.
VIII. SAHEL
37. Il Consiglio europeo ribadisce l’invito alle autorità di transizione maliane a dare piena attuazione alla Carta di transizione. Accoglie con favore le conclusioni del vertice dell’ECOWAS tenutosi il 19 giugno.
38. L’UE e i suoi Stati membri continueranno a sostenere la stabilizzazione dei paesi del G5 Sahel, in particolare la forza congiunta del G5 Sahel, mediante la prosecuzione delle missioni PSDC dell’UE e del dialogo con la task force Takuba.
39. Il Consiglio europeo riafferma il sostegno dell’UE agli sforzi profusi dai paesi del G5 Sahel per rafforzare la governance, lo Stato di diritto e la prestazione di servizi pubblici nei rispettivi territori.
IX. ETIOPIA
40. Il Consiglio europeo condanna le atrocità, le violenze sessuali ed etniche e le altre violazioni dei diritti umani attualmente perpetrate nella regione etiope del Tigray e accoglie con favore le indagini in corso per garantire accertamento delle responsabilità e giustizia. Il Consiglio europeo chiede l’immediata cessazione delle ostilità, un accesso umanitario senza ostacoli a tutte le zone e il ritiro immediato delle forze eritree.
41. L’UE e i suoi Stati membri ribadiscono il loro impegno a sostegno dell’Etiopia nella messa in atto di riforme democratiche e sforzi di riconciliazione.
X. CIBERSICUREZZA
42. Il Consiglio europeo condanna le recenti attività informatiche malevole nei confronti di Stati membri, comprese l’Irlanda e la Polonia. Invita il Consiglio a prendere in esame misure appropriate nel quadro del pacchetto di strumenti della diplomazia informatica.

Il Consiglio europeo ha proceduto a uno scambio di opinioni con il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres.
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