Con il Covid in crescita i profitti delle multinazionali

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La denuncia è contenuta nell’ultimo rapporto Oxfam. “L’emergenza sanitaria in corso ha portato molte grandi multinazionali ad anteporre i profitti alla salute e alla sicurezza dei lavoratori – scrive l’organizzazione – Sono circa 109 i miliardi di dollari in extra-guadagni”

Circa 109 miliardi di dollari in extra-profitti rispetto alla media dei quattro esercizi finanziari precedenti: è il risultato economico atteso nel 2020 per 32 tra le più grandi multinazionali al mondo, che dunque hanno aumentato i ricavi in coincidenza col lockdown per il Covid-19. A rivelarlo è “Potere, profitti e pandemia”, il nuovo rapporto pubblicato dalla ong Oxfam. Un risultato in totale controtendenza con le gravi difficoltà che il coronavirus ha causato ad imprese grandi, medie e piccole.

Le disuguaglianze aumentano

Oxfam denuncia che “l’emergenza sanitaria in corso ha portato molte grandi multinazionali ad anteporre i profitti alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, ad abbattere costi e trasferire rischi e ad usare il proprio potere di influenza per condizionare le politiche dei governi. Il risultato è un acuirsi impressionante di disuguaglianze già esistenti a ogni livello”. Basta dire che quattro delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, Google, Apple, Facebook e Amazon – afferma il rapporto Oxfam – sono proiettate a realizzare quest’anno e complessivamente quasi 27 miliardi di dollari di extra-profitti. A questo va aggiunto che Microsoft potrebbe realizzare da sola 19 miliardi di dollari di utili in più quest’anno, rispetto alla media del quadriennio precedente.

Col Covid più poveri

Il disagio sociale è in crescita. Il lockdown per il Covid-19 produrrà mezzo miliardo di nuovi poveri, mentre la ricchezza finanziaria di 25 miliardari è aumentata di 255 miliardi di dollari in poco più di due mesiNel solo primo semestre dell’anno 400 milioni di posti di lavoro a tempo pieno sono andati perduti e l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) stima un rischio di chiusura per oltre 430 milioni di piccole imprese. Due casi emblematici: la Chevron ha annunciato tagli del 10-15% della propria forza lavoro globale, nonostante nel primo trimestre dell’anno abbia distribuito dividendi e realizzato buyback per un ammontare superiore agli utili del periodo; la più grande industria del cemento della Nigeria, la Dangote Cement, ha licenziato 3.000 lavoratori senza preavviso, pur prevedendo di corrispondere nel 2020 il 136% dei propri profitti agli azionisti

La finanza rischia di dettare legge

La crisi ha generato, per alcuni, anche dei grandi surplus finanziari: dall’inizio della pandemia 100 grandi corporation globali quotate hanno visto una crescita del proprio valore in borsa di oltre 3 mila miliardi di dollari. I patrimoni finanziari dei 25 tra i più facoltosi miliardari al mondo hanno registrato un incremento di ben 255 miliardi di dollari, solo tra metà marzo e fine maggio 2020. Il rapporto dice che il fondatore di Amazon Jeff Bezos da solo potrebbe personalmente pagare a ciascuno degli 875.000 dipendenti un bonus una tantum di 105.000 dollari, senza intaccare i livelli di ricchezza finanziaria personale di inizio pandemia.

Oxfam: cambiare modello d’impresa

Per Misha Maslennikov, policy advisor su giustizia economica di Oxfam Italia“la denuncia principale del nostro rapporto riguarda l’impronta che il modello di impresa dominante negli ultimi 30 anni ha sulle disuguaglianze economiche, in particolare quelle remunerative e patrimoniali”.

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