Belati allo sbaraglio  

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 Prologo                                                                                                                       Siete delle pecore e adesso sentiremo i vostri belati……”  Voce allietata da piccolo ghigno per giunta in falsetto, un modo ben  poco ortodosso, anzi decisamente istrionico e non per questo meno terrificante, per comunicare alla scolaresca  che in quel dì fortunato,per chi?, non certo per i/le malcapitati/e, pronti al patibolo, Egli, già pregustando in anticipo l’effetto di queste sue, sempre uguali a sé medesime,volta dopo volta, diaboliche facezie, avrebbe  dato inizio alle stragi interrogando alla cattedra….

Insomma allo sbaraglio ,per dare da subito conto del titolo!

Del resto il  Professore non ignorava il fatto di dare lustro con  il suo prestigio di latinista e grecista  al più rinomato liceo classico della città isolana, e nel frattempo il dito ossuto peregrinava sui nomi contenuti nel famigerato registro di classe….un mormorio irrespirabile tra i banchi e poi, scrutando da dietro  le triple lenti ,  …”oggi “ come fosse una novità,vero niente, anche qui sempre quello il copione sadico…” il primo e l’ultima”.

Dato il cognome di chi scrive non c’era scampo….

Bello è che, a sua insaputa,che allocuzione, questa, in grado di richiamare alla mente sopite memorie pecorecce, dopo tutto in tema,  il caro prof., nomignolo più affettuoso di quanto si pensi, inaugurava molte ere prima i principi fondamentali di quello che si sarebbe chiamato femminismo,  con ogni riguardo travasato nel concetto di emancipazione  delle donne  per cui,  uno, genere maschile, da un lato dell’imponente , alla lettera,  cattedra, una, genere femminile, dall’altro lato della medesima, in perfetta parità tremebonda!

Continuando con un po’ di storia….

Scene da un interno di liceo anni ‘anta: accadimenti ormai irripetibili, da rammentare con soffuso rimpianto,che poetico!, ma in quegli anni i poeti te li inculcavano forzatamente a memoria,cioè  alla disperata, reminiscenze decrepite?, può darsi, ma quanto salutari di fronte alle attuali circostanze in cui l’unica memoria acquisita è quella del copia/incolla….

Intanto non vorremmo perdere di vista per troppo tempo  il nostro argomento preferito, quello che ancora ci vede in veste di pecorelle ,da qui i belati di cui sopra,bisognose di essere sempre interrogate sulle lezioncine del giorno in tutte le materie d’esame, a quando quello vero,cioè di maturità ?

Che dire…. Sia particolarmente auspice  la benevola diligenza del buon padre di famiglia, alla maniera del “De Clementia”, chi ha parlato di Seneca…, tu, dall’ultimo banco… vieni avanti e spiega ai compagni,  quelli di classe, oggi specie in estinzione assieme  a quel  delizioso armamentario di aule a stretto giro di gomito, banchi  occupati a est e ovest, che bellezza!, trilli di campanelle che annunciano intervalli a metà mattinata in attesa di quelli decisivi a fine orario….. Nessuno osi affermare di non rimpiangere tutto ciò…..

Di positivo,incredibile ma reale, l’attuale stravolgimento socio-sanitario un risultato  lo ha prodotto: segno che anche nei momenti peggiori non bisogna mai darsi per vinti, (de)crescita (in) felice permettendo!

Qualcuno ancora si  ricorda di un tale sofferto proposito?! Se sì, batta un colpo prima di darsi….

Tempo fa andava di moda, forse pure adesso, all’ippica, ma non sarebbe educato, da educazione, specificamente per coloro che praticano tale disciplina comportamentale  sempre più di rado, occuparci di altri quadrupedi da  queste stesse righe ove  stiamo  pazientemente tessendo l’elogio delle pecore e del loro peculiare modus comunicandi .

Stavamo dicendo, più righe su del dovuto, sono stati rivalutati  con effetto immediato gli Affetti, neanche a dirlo con la A maiuscola, in tutte le declinazioni possibili, comprendendo,  di fatto e di diritto, l’intero parentado, da  spulciare, prima di mettersi in marcia verso le nuove riconquistate destinazioni, tra i rami della genealogia di famiglia, più complessa si presenta meglio garantiti i risultati dell’operazione  congiunto sicuro…

Non si può mai dire, magari all’ultimo momento si sarà  in grado di recuperare le vestigia di vecchie  zie genoveffe , di solito con il pro davanti, e bis-nonni aniceti, tali nomi, tra i più irricevibili, sono stati uditi sul campo….in fede!

Di solito trattasi di  ultraottuagenari, desiderosi di  cure e attenzioni, talmente ovvio da rischiare il risibile.

Se poi ci si volesse avvalere degli  ultimi ritrovati della scienza e della tecnica, questo il datato  paradigma che un tempo ormai lontano  impressionava  gli interlocutori ,basterà collegarci secondo hightech, a qualche archivio zeppo di riferimenti sulle numerose famiglie storiche della nostra Italia e magari ci potrebbe scappare il ritrovamento di qualche corona comitale, non si nega a nessuno un qualche quarto di nobiltà sperduta negli anfratti  di araldiche polverose.

Torniamo all’oggi…

Null’altro da aggiungere se non che,  dopo aver dato fondo ai   sinonimi e contrari che la nostra forbita lingua italiana mette a disposizione dei suoi cultori, sempre meno, si è ottenuto nell’immediato e anche per il  futuro il  ragguardevole esito di rabberciare al massimo tra i diversi significati di parentela tra la prima e la settima, generazione si capisce…

Oltre si trovano le Colonne d’Ercole…non avventurarsi senza adeguate difese…

Replica da collezione…. ecco cosa succede a lasciarLe in mano ad  estimatori poco addestrati all’uso, sia pure animati da candido entusiasmo, un pò come  allo sbaraglio dell’inizio…

Ne vogliamo parlare?

Lingua, grammatica e sintassi, triade perfetta ,come quella  capitolina, per saggiare la resilienza, quale orrida vulgata in auge!, di chi ci si vuole impappinare,nonostante tutto, con  voluttuosa audacia!

Accontentiamoci, ché sta andando tutto per il meglio…..

Non solo, ma, una volta giunti in visita presso i parenti  più o meno stabilmente alla lontana, avremo la gradita sorpresa di trovarli immersi in rasserenanti  visioni  televisive,  uno  svago adatto a tutte le età, di greggi di pecore in bianco e nero, con sottofondo d’arpa,una toccata barocca di autore napoletano,  capace di armonizzare mirabilmente il vagolare in perfetto silenzio,quindi niente versi a oltranza, gira e rigira si torna sempre  a loro pecore ,di questi mammiferi tra i più mansueti del globo.

Di fronte a tale pace i bimbi del tempo si addormentavano senza remore, i grandi,detti adulti ,si facevano un punto d’onore nell’apprezzare l’elegante pacatezza delle immagini……

In altre parole,un modo aulico,oltre che demodé, per  riempire quello spazio chiamato intervallo tra una trasmissione e l’altra , con una  breve riflessione in chiusura: se  l’auditel fosse stato disponibile in quelle dorate epoche anni’60, con ogni evidenza avrebbe sbancato!

Appena il caso di aggiungere che  in questa solita sede si è trattato di una  ricostruzione sulle famose ali della nostalgia o della fantasia, a scelta,essendo a tutti noto che da un bel pezzo non vengono  più mandati in onda tali garbati programmi ,per cui è lecito dedurne che nel frattempo  le greggi siano felicemente rientrate all’ovile!

Quando tutto tornerà al suo posto,in un futuro che ormai si intravede molto prossimo,sarà veramente liberatorio intonare cori  ovini  da stadio, si spera  senza pedestri  intromissioni da mestatori dell’ultima ora!

NdR – Foto di copertina Liceo Classico Maurolico di Messina al tempo dell’autrice allieva