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PALLONE E PALLONATE
Stivali o scarpini, per il San Luca nulla cambia
San Luca – Real Montepaone 3 a 1
Giocare con la pioggia che rende impraticabili e pesanti i terreni di gioco è una fatica del corpo ma anche dello spirito, che diventa ancora più fatica se a doversi esibire sono i cosiddetti calciatori eleganti che hanno una cifra tecnica molto importante e fanno del palleggio, abbinato alla tecnica e alla fantasia, le loro armi migliori. San Luca Real e Montepaone, la prima contro la decima, sono stati costretti ieri ad esibirsi su un terreno di gioco che definire schifoso è poca cosa, e non perché il campo non è buono e fa schifo, ma perché non essendoci da parte dell’amministrazione comunale, una buona e continua gestione e manutenzione del manto erboso, basta che si piscia una gatta e qualche volta, come in questi giorni, più di una, e a questo punto più che giocare è possibile soltanto pedalare e sperare nella buona stella, perché è chiaro che su terreni così disastrati, non solo si fa fatica a giocare, ma un infortunio, anche abbastanza grave, è possibile in qualsiasi momento della partita.
A parte questo, e sperando che chi di dovere si assuma la responsabilità di ripristinare un rettangolo di gioco che tutti ci invidiano, la partita passerà agli annali della storia calcistica del San Luca, perché con la vittoria di ieri il San Luca si è laureato campione d’inverno con due turni di anticipo; perché la terza rete realizzata è la cinquantesima fin’ora messa nel sacco degli avversari; perché in oltre è stata bellissima e da cineteca, e perché con questo successo il San Luca ha festeggiato la centesima vittoria in promozione. Cifre e numeri che andavano ricordati e che in parte leniscono la rabbia per una situazione che non può passare inosservata, anche perché la fine dell’inverno è ancora lontana e il San Luca che produce e regala spettacolo con una facilità a dir poco impressionante, se è costretto ad esibirsi altre volte su un terreno così disastrato, un pantano buono per liberarci le papere, prima o poi qualcuno si farà anche male, e qualche scivolone lo subiremo.
Non ce ne vogliano chi ha responsabilità in merito , ma una squadra che diverte, esalta e affascina come il San Luca, merita palcoscenici adeguati, terreni puliti, pratici e soffici dove far esplodere tutto il talento che si ha in corpo. Ieri non è stato così, e chiaramente qualche merito va dato anche all’avversario di turno, una squadra con alcune buone individualità e un attaccante che vede molto bene la porta. Ma noi siamo più che convinti che su un terreno di gioco normale anche i ragazzi arrivati dalla provincia di Catanzaro sarebbe tornati a casa con la loro buona dose di gol nel sacco.
E devo dire che fa senso non entusiasmarsi davanti a un risultato che è pur sempre netto e convincente, forse perché il San Luca ci aveva abituati a valanghe di gol che ora quando non facciamo più, è come se avessimo sbagliato qualcosa. Campo a parte.
E se non stiamo attenti e drizziamo bene le antenne, il nostro limite, o meglio, il nostro avversario diretto e più pericoloso, a questo punto può essere la presunzione e l’idea che se non vinciamo di goleada, abbiamo sbagliato qualcosa. Io guardo oltre e mi consolo, perché scavando nelle profondità di una partita che si è giocata in un pantano scopro che i nostri calciatori che sono tutti bravi sotto l’aspetto della cifra tecnica, oggi ci hanno fatto vedere che sono pronti a lottare e sporcarsi pure la maglia. E se è necessario come lo è stato ieri, non ci penseranno due volte a calzare anche gli stivali, non solo le scarpine firmate.
Guardiamola sotto questo aspetto la partita di ieri. Apprezzeremo di più e meglio, la marcia trionfale di un complesso che di domenica in domenica entusiasma e conquista nuove schiere di tifosi.

Antonio STRANGIO

Foto di VALENTINO COSTANZO

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