BOVA MARINA (RC)- Partenza col botto: eroe del giorno, il bomber Norberto Petronio, autore di una doppietta

La gara è stata disputata a porte chiuse, per l’inagibilità della Tribunetta.

“Il ritorno di Ringo”, è stato salutato con una standing ovation a bordo campo, prima della partita.

Il granatiere Norberto Petronio, invocato a furor di popolo, dagli skin-heads e dagli hooligans, boviciani, non ha deluso le attese.

Siamo solo agl’inizi ed i motori sono ancora freddi, ma il capocannoniere della passata stagione, ha voluto mettere la sigla per la serie ‘grandi firme’ sulla doppietta, che ha deciso l’incontro.

Lo chiamavano ‘Trinità; e continuavano a chiamarlo ‘Trinità’. Il vizietto del goal, non lo perde assolutamente.

Con maggiore fortuna l’enfant-prodige del calcio locale e non solo, un lusso per questa categoria, avrebbe potuto segnare un poker di reti.

Ma Orlando, ancora poco furioso, ha sguainato la sua Durlindana, ed ha trafitto l’incolpevole Ungaro.

 

Diciamo subito, che abbiamo visto un interessantissimo match sul piano tattico, tecnico ed atletico.

Due squadre in salute, che intendono disputare un torneo da protagonisti. Mister Francesco Paviglianiti ed il pari grado Roberto Forgione, si sono presentati al “Veterani dello sport” con il chiaro intento di portare a casa la vittoria. Impresa, riuscita solo ai padroni di casa, non potest servire duobus dominis, ma i pianigiani, volevano almeno un pareggio, che hanno sfiorato.

La Bovese ( Larizza, Romeo, Cuppari, Scordo, Tuscano, Patea, N. Petronio, Pavigliani, Orlando, A. Petronio, Guglielmini; in panchina: Minniti, Marengo, Legato, Marino, Vadalà, D’Aguì, Criseo, Alì, Foti)  inizialmente si è schierata con un modulo tattico 4-4-2. Il Real ( Ungaro, Iannì, Bevilacqua, Romanpo, Spanò,Bruzzese,, Ritrovato, Russo, Ceratti,Germanà,Sandulli; Cannatà, De Maio, Corigliano, Catananti, Chimera, Castaldo, Petracca, Russotti) con un meno offensivo e prudente 4-3-2-1.

Moduli tattici che come tutti sanno, possono diventare a seconda delle esigenze, 4-3-3 e 3-5-2 o 4-3-1-2.

Ha diretto con pieno merito a nostro avviso, il signor Antonio Martino della prestigiosa e storica sezione di Soverato.

Ha giocato meglio la Bovese, questa è la nostra opinione, sic et simpliciter, non pretendiamo che venga spacciata per verità assoluta nè per dogma.

Ci è piaciuto pure il Real; una formazione tosta, che sa farsi rispettare anche in trasferta. Le ha tentate tutte per uscire imbattuto dal prater di Bova Marina; e con maggiore fortuna (che non guasta mai) forse, avrebbe potuto incamerare il primo punto stagionale.

Bello, il duello a distanza fra i due trainers Francesco Paviglianiti (di casa, migliore esordio stagionale non poteva esserci) e Roberto Forgione (ospite).

I due maghi della pacnhina, se non shamani, hanno tirato fuori le loro arti, mestieri e professioni, senza dover  agitare talismani, amuleti ed ossicini o ricorrere a macumba e voodoo.

Lo spettacolo è stato gradevole. Una partita gagliarda e maschia con infortuni di gioco tutti nella norma, come pure le sostituzioni, mai cattiva o malvagia

Le difese si sono mosse con autorevolezza: buona, la fase d’intedizione della manovra avversaria; migliore, il filtro a centrocampo, rilancio e ripartenza; ottimo, il lavoro dei bombardieri con una gragnuola di palloni, finiti in fondo al sacco ma almeno dieci, quelli mancati.

Siamo alle partite iniziali, che non fanno testo. La vittoria non esalta più di tanto. La sconfitta ci può stare e non deprime eccessivamente.

Serve, almeno un mesetto di gare interne ed esterne per carburare; a parte le sedute di allenamento e le amichevoli.

E’ assolutamente troppo presto per formulare pronostici, ma la Bovese vuole andare oltre la salvezza stentata della passata stagione.

Centrare la griglia dei play-off, non sarebbe una cattiva idea. Intanto tre punti che fanno morale e classifica.

Se i commissari che guidano la cosa pubblica bovese, non si decideranno a deliberare l’utilizzo della tribunetta, i dirigenti potrebbero essere costretti a rimuginare soluzioni alternative; non è pensabile di poter giocare tutte le gare interne, senza pubblico.

Tuttavia, siamo quasi certi, comunque oltre ogni ragionevole dubbio, che i ‘padroni del vapore’ che amministrano la cosa pubblica bovese, stiano valutando attentamente le soluzioni ragionevoli e praticabili più equilibrate.

Peones, campesinos, aficionados, ultras e contras, già vanno in brodo di giuggiole ed in sollucchero e sognano ad occhi aperti; sebbene non sia tanto facile, nè comodo sostenere, incoraggiare e sorreggere i beniamini del cuore, nel deserto dei Tartari.