TUTTI I PRIMATI DI NAPOLI E DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

TUTTI  I  PRIMATI  DI  NAPOLI  E  DEL  REGNO  DELLE  DUE  SICILIE

20.02.2018   23:20 - 

ELIO COTRONEI RELEASE - 

Il 20 marzo 1861 cessa di esistere il Regno delle due Sicilie. Battaglie violente, plebisciti d’annessione poco democratici e una serie di calunnie contro il governo dei Borbone, pone fine ad uno degli stati italiani più potenti di quel secolo. Non sono pochi i documenti storici che testimoniano il potere economico e l’avanzamento sociale di Napoli, del Sud e dell’intero regno meridionale. La conquista piemontese capovolse la situazione a tal punto da generare la cosiddetta “questione meridionale” e nacque un movimento di uomini e di idee che lottò per ridare lustro ad un Mezzogiorno martoriato e sfruttato. Il movimento prese il nome di “Meridionalismo”.

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Il Regno poteva vantare il maggior complesso industriale metalmeccanico d’Italia, grazie soprattutto alla ferriera di Mongiana, allo stabilimento Ferdinandea e all’opificio ferroviario di Pietrarsa, il quale dava lavoro a 1125 operai, fu visitato dallo zar Nicola I e da papa Pio IX., fu voluto da Ferdinando I affinché il Regno non dipendesse da nessun altro Paese ed è lo stabilimento furono prodotti i primi treni a vapore, rotaie e un’immensa statua di Ferdinando II, ancora oggi conservata nel museo nazionale ferroviario. Il Polo siderurgico di Mongiana  sfornava in media 1.442 canne per fucile e 1.212 canne per pistola al giorno, ancora una volta soltanto grazie all’intervento dei Borbone che ne migliorarono i mezzi di produzione, aggiornandoli attraverso l’invio di alcuni studiosi in Europa a studiare le metodologie inglesi e francesi per produrre ferro. Napoli e Castellamare inoltre avevano a disposizione la maggior industria navalmeccanica d’Italia.

 

Il Regno poteva vantare il maggior complesso industriale metalmeccanico d’Italia, grazie soprattutto alla ferriera di Mongiana, allo stabilimento Ferdinandea e all’opificio ferroviario di Pietrarsa, il quale dava lavoro a 1125 operai, fu visitato dallo zar Nicola I e da papa Pio IX., fu voluto da Ferdinando I affinché il Regno non dipendesse da nessun altro Paese ed è lo stabilimento furono prodotti i primi treni a vapore, rotaie e un’immensa statua di Ferdinando II, ancora oggi conservata nel museo nazionale ferroviario. Il Polo siderurgico di Mongiana  sfornava in media 1.442 canne per fucile e 1.212 canne per pistola al giorno, ancora una volta soltanto grazie all’intervento dei Borbone che ne migliorarono i mezzi di produzione, aggiornandoli attraverso l’invio di alcuni studiosi in Europa a studiare le metodologie inglesi e francesi per produrre ferro. Napoli e Castellamare inoltre avevano a disposizione la maggior industria navalmeccanica d’Italia.
 

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