Le memorie del Natale/"Mia madre ha sessant'anni e più la guardo e più mi sembra bella"/ Come la ricorda Lillo Sergi

Le memorie del Natale/"Mia madre ha sessant'anni e più la guardo e più mi sembra bella"/ Come la ricorda Lillo Sergi

 

23 dicembre 2017       14:12

Posted by Domenico Salvatore-

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Due braccia grandi/per abbandonarmi dentro/se la notte avevo un po' paura/Occhi profondi/per cui ero un libro aperto/senza dire neanche una parola/Aveva mille modi buoni per svegliarmi/quando non volevo andare a scuola/E mi chiedevo mentre le guardavo i piedi/questo angelo perche' non vola/

 

 

E cosi' piccolo/io avrei affrontato il mondo/guai a chi si avvicina e chi la tocca/E che parole dolci/come quelle torte al forno/che veniva l'aquolina in bocca/Mi rimboccava fino al naso le coperte/se pioveva avevo un po' paura/E mi tuffavo nel suo letto/a braccia aperte/ad ogni tuono forte mi stringeva/

 

 

Le mamme guardano nel cielo/un aeroplano/e quel treno sulla ferrovia/Parlano e sognano del figlio/che e' lontano/davanti a una fotografia/Le mamme piangono e si asciugano/gli occhiali/mentre gli anni se ne vanno via/se pensi a quando ti tenevano per mano/sembra ieri che malinconia/

 

Da 'Le mamme' di Toto Cutugno

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Riceviamo e pubblichiamo:"

 

'Mammaaa, ma la canzone mia più bella sei tu/Sei tu la vita/ E per la vita non ti lascio mai più...'

 

di Lillo Sergi

 

 

   In famiglia

 

Gli ero, come tutti, attaccatissimo e che ancora oggi, a tantissimi anni dalla loro dipartita, rivolgo un pensiero soprattutto negli anniversari di morte e nelle feste tradizionali.
Racconterò di quando compirono i 25 anni di matrimonio che non festeggiarono come si usa adesso ma in modo sobrio e con mia madre che cucinò come fosse una domenica come tante altre e con i figli che comprammo delle paste e dello spumante per brindare con loro a quell'evento importante che avevano raggiunto.
Avevo 12 anni e ricordo che stetti bene veramente perché, come mai negli anni passati, li vidi allegri e sorridere veramente di cuore.
Ricordo che la cosa che mi lasciò anche un pò meravigliato, perché in famiglia non succedeva spesso, essendo noi figli un pò restìi a rispettare delle regole, e non solo familiari, ch'egli voleva rigidamente impartirci, è che ho visto mio padre ridere di gusto ed è stato bellissimo, abituato a vederlo spesso corrucciato e arrabbiato con me ed i miei fratelli.
Poi ricordo i sorrisi di mia madre che invece lei elargiva spesso e che poi, purtroppo, finirono con la malattia di mio fratello Ninì e con la sua morte.
Vederla godersi quella giornata mi riempì di una felicità così immensa che non riesco a descrivere e proprio quel giorno mi resi conto, vedendola così felice, di volerle un bene infinito.
Volevo bene a entrambi ma mentre il rapporto con mio padre era diverso, poiché scoprivo giorno per giorno, in base ai suoi consigli ed insegnamenti, ch'ero simile a lui, per mia madre invece sentivo quel "qualcosa" in più che me la faceva voler bene in modo più intenso e particolare rispetto a lui e certamente avrei fatto di tutto per vederla sempre felice come quel giorno.
Comunque, tutti quei sorrisi ed emozioni provati soprattutto da loro quel giorno, aumentarono nel momento del brindisi e così felici a loro volta resero felice me ed i miei fratelli per vederli così lieti in quel bellissimo evento che, per colpa del destino, non si sarebbe più ripetuto.
Questa giornata è rimasta indelebile nella mente e nel cuore e avrei voluto che si fosse ripetuta negli anni a venire ma purtroppo la vita, come riserba gioie riserba anche dolori e purtroppo, anche se si dice sempre e banalmente che "bisogna andare avanti", sì...si va avanti ma non sarà più lo stesso.
So solo che i sorrisi di quel giorno bastano ed avanzano per me per poterli, come già sta succedendo, trasmetterli sempre e comunque alla mia famiglia, a mia moglie e a mia figlia e perché no...al mondo intero.


Lillo Sergi

 

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A mia madre/Edmondo de Amicis

 

Non sempre il tempo la beltà cancella/o la sfioran le lacrime e gli affanni/mia madre ha sessant’anni/e più la guardo e più mi sembra bella./Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto/che non mi tocchi dolcemente il cuore./Ah se fossi pittore,/farei tutta la vita il suo ritratto./Vorrei ritrarla quando inchina il viso/perch’io le baci la sua treccia bianca/e quando inferma e stanca,/nasconde il suo dolor sotto un sorriso./Ah se fosse un mio prego in cielo accolto/non chiederei al gran pittore d’Urbino/il pennello divino/per coronar di gloria il suo bel volto./Vorrei poter cangiar vita con vita,/darle tutto il vigor degli anni miei/Vorrei veder me vecchio e lei…/dal sacrificio mio ringiovanita!/

 

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