L'ANGOLO DELLA SATIRA - MAGHI FARLOCCHI, STELLE E SANTI a cura di Francesco Iachino

L'ANGOLO  DELLA SATIRA - MAGHI FARLOCCHI, STELLE E SANTI a cura di Francesco Iachino

14 aprile 2018      19:39

Posted by Domenico Salvatore - 

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MAGHI FARLOCCHI, STELLE E SANTI

 

di Francesco Iachino

 

Si spengono la luci, in platea cala il silenzio, si accendono i riflettori sul palcoscenico, si alza il sipario ed eccolo, impeccabile nel suo frac nero come il papillon, sciarpa di seta bianca, usa il cilindro per salutare il pubblico con la mano sinistra e nella mano destra l'elegante bastone: è lo spettacolo che inizia.

Musica di Felliniana memoria, carte da gioco che, nella sua mano, appaiono e scompaiono, si dispongono in cerchio, escono dal seno della procace assistente; dal cilindro esce un coniglio e poi due colombe e ancora tanti foulard dai colori sgargianti; meraviglia del vedere l'inesistente, l'illusione dell'impossibile a portata di mano, metafora esistenziale elezioni politiche 2018, infinito vagare di promessa in promessa una sempre più iperbolica dell'altra, è mancata solo la "discesa in campo" di Cetto Laqualunque " Quanlunquemente pilu pi tutti sangu di Giuda!!!!

E la vittoria venne; nel mio immaginario vedo i due vincitori con le teste cinte di alloro sfilare sotto immaginari archi per celebrare la vittoria; ora stendiamo un velo pietoso sulle promesse-bomba per anime candidamente farlocche disposte a credere che "u sceccu vola", visto che la maggioranza stracciante c'è, potrebbero magari affrontare in scioltezza i grandi temi come, per dirne due: porre un argine al neo capitalismo super sfruttatore (quasi schiavista) o fare una legge elettorale degna di un Paese che aspiri a definirsi "civile".

Ho detto potrebbero, invece asfaltato Renzi, forse i nostri eroi hanno d'improvviso esaurito l'energia e la politica (ammesso che prima ci fosse) è trasmigrata nei meandri del passato lasciando che i ricordi sfumino l’incognito:" il premier sono io; col Berlusca mai; la coalizione non la lascio"; ritorno nel mio cortile bambino in quel quartiere operaio, ogni tanto qualcuno aveva un pallone (magari bucato) e partiva la trattativa :"io, in porta non gioco; se gioca lui non gioco io; il pallone è mio e se c'è un rigore lo tiro io"; argomenti di spessore anche allora.

Le stelle di Cronin "stanno a guardare", quelle nostrane temo portino sfiga: erano stellari i Catalani ma a Roma c'è San Lorenzo e le stelle cedono alla sua attrazione fatale (l'avesse anche Madrid un quartiere così); il leader pentastellato aveva pronta la formazione già da mesi, ma gli riesce poco anche facendo gli occhi dolci al PD: ferita ancora aperta" ad perpetuam rei (Bersani) memoriam".

Il mago ha finito il suo numero, il sipario è calato, le luci sono spente, ne ha sentite di storie quel palcoscenico; ma ora non c'è il pubblico che applaude, anche le risate non ci sono più: aspettiamo il prossimo mago.  Francesco Iachino 12 aprile 2018.

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