L'ANGOLO DELLA SATIRA - FORI, RUDERI E RICHIAMI TURISTICI

L'ANGOLO DELLA SATIRA - FORI, RUDERI E RICHIAMI TURISTICI

 

29 gennaio 2018      22:33 - 

di Francesco Iachino

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"Un grano di polvere basta a turbare l'occhio del pensiero. Nel più alto momento di Roma...." sublime Shakespeare, spunto crudele per chi ama legger cotanta prosa, ma se nella Roma dei Cesari quel turbamento provocava un grano di polvere, mi chiedevo cosa potrebbe provocare la visione di via Sbarre nella nostra Melito.

Quella era però la Roma dei Cesari; palpabile il vento gelido della morte, si era nelle idi che all'Imperatore furon fatali tutt'altra aria qui non "sudari piangenti" ma frotte di turisti estasiati dall'incrocio di via Madonnuzza verso il centro subito ammirano sulla sinistra i primi ruderi, macerie di povere case coloniche, protetti da rete metallica: hai visto mai che si rubino reperti preziosi?

Poco più avanti un fabbricato incompiuto e impacchettato che, con la giustizia lumaca, chissà quale generazione lo vedrà ultimato (lungomare Dei Mille insegna); ma proprio di fronte ecco il ponte del vallone Cacalupo tanto gentile il nume che qualcuno si è sentito indotto a metterci un tocco grazioso di arte domestica: uno scaldabagno scassato, il confezionamento del nuovo (cartone e polistirolo), una tazza di cesso rigorosamente usata, una poltrona e altro ancora.

Subito adiacente si ammira una casa abbandonata da tempo ma con la porta sfondata per cui l'ammucchiata all'interno di mobili vecchi  e sporcizia varia ne fanno un perfetto ambiente per ratti che debbano accasarsi, la "gebbia" che da tempo ha finito di irrigare i campi, la fontana fatta un secolo fa per dissetare uomini e "scecchi ca ' barda e senza 'barda" ora rigorosamente secca e attaccata altra casa che per ora "scucciulia" solo intonaco.

Non sto ad elencar tutto il meglio; si sappia che a noi i Fori Romani ci fanno un baffo, su via Sbarre ogni giorno folti gruppi di turisti entusiasti immortalano le bellezze con foto, selfies, riprese con telecamere e, sul vallone Cacalupo, addirittura qualcuno ha fatto una panoramica dall'alto con un drone.

Quanto ci sarebbe ancora da elencare, Melito dove qualcuno chiamò una strada "viale Delle Rimembranze"; Melito spogliata e autospogliatasi delle cose più belle che la fecero più viva e più importante ora, più che le rimembranze di leopardiana memoria richiama alla mente una versione del mito di Arianna abbandonata sull'isola di Nasso da Teseo lasciò cadere ad una ad una le sue vesti quindi si suicidò gettandosi tra i flutti.

Melito è spogliata, il resto...... 

 

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