L'angolo della satira, a cura di Francesco iachino..." BUON UTILIZZO, GIOCO, MANIA E......NON C'E' MEDICINA"

L'angolo della satira, a cura di Francesco iachino..." BUON UTILIZZO, GIOCO, MANIA E......NON C'E' MEDICINA"

12 maggio 2018      17:50

Posted by Domenico Salvatore-

 

L'angolo della satira

 

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BUON UTILIZZO, GIOCO, MANIA E......NON C'E' MEDICINA

 

di Francesco Iachino

 

John kennedy definì quella degli anni '60 "La big generation"; possiamo definire quella attuale la "WhatsApp, Facebook, Instagram, Snapc-hat, Twitter generation"? Pare che i contestatori di allora, travolti dal baraccone propagandistico del consumismo sfrenato, tendano a fare una concorrenza demenziale ai ragazzi "smartphonando" ad ogni piè sospinto.                                                                                         

Con lo sguardo quindi fisso su quel mini schermo si attraversa la strada, si guida l'auto, a scuola ormai è un'arma di distrazione di massa; guai poi a smarrirlo: tragedia Shakespeariana; a confroto la bomba su Hiroshima è un petardo da stadio; ormai è uno status symbol.

Lo divennero,a suo tempo,  gli occhiali da sole, ottimi se l'eccesso di luce infastidisce la vista ma conferiscono agli occhi quell'aura di mistero, stimolo per la curiosità, delle cose nascoste e poi li portano tutti gli "uomuni duri" di certi films d'azione, quindi gli occhiali non si tolgono più, qualcuno li tiene anche facendo l'amore.                                                                                                                             

Testimone oculare il sottoscritto: scende dall'auto una giovane coppia, mano nella mano e nell'altra l'inseparabile smartphone; lui occhiali da sole, barba, capelli alla El Shaarawy, entrambi con jeans straccicchiati modello ridicolo finto barbone, siedono al tavolino del bar e subito giù a "sditare" ognuno per conto proprio sul piccolo schermo; " fiorin dipinto s'amava tanto nel 400" cantava Odoardo Spataro,  si  "smartphona troppo nel 2018".                                                       

Una compagnia teatrale Melitese ha messo in scena, all'oratorio Salesiano di Bova Marina, "Il vento degli anni '60" musiche originali in linea con quel tempo, una esilarante ma ferma denuncia degli incredibili pregiudizi della provincia americana; li hanno dati per vinti quei pregiudizi anche se non lo sono ancora; ma è giusto che i giovani abbiano una visione ottimistica del futuro.                       

Un grido forte e allegro contro il razzismo e contro lo stereotipo discriminante di donna tanto più bella quanto più scheletrita, sono passate immagini storiche di quegli anni; anche mentre in sala, malgrado l'invito del diffusore a spegnere i cellulari, si accendevano qua e là luci di smartphone usati con rara maestrìa; poca dimestichezza, invece, nel riconoscere l'uomo di colore dell' "I have a dream" figurarsi poi a riconoscere Rosa Parks Montgomery; "Comunque vada è stato un successo" diceva Chiambretti e qui lo è stato: Chapeau ragazzi!!!!!

L'Unione Europea tenta di mettere una  toppa a cotanto eccesso vietando il whatsApp ai minori di sedici anni, qualcuno aveva proposto di finanziare la ricerca di un vaccino, visto che ormai è una dipendenza, ma ancora una volta i nostri antichi e saggi proverbi, ci vengono in aiuto facendoci risparmiare questi soldi ""Cuntra a stortaina non c'è medicina".  Francesco Iachino

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