Incontro con lo scrittore/il dottor Achille Iachino, vive e lavora a Roma, ma è un "melitoto doc"

Incontro con lo scrittore/il dottor Achille Iachino, vive e lavora a Roma, ma è un "melitoto doc"

26 dicembre 2017    10:20

Posted by Domenico Salvatore-

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Un romanzo scritto da Achille Iachino

LETTERE MORTE le parole dell’inganno

 

L’Italia od il Paese dei santi, navigatori, musicisti, poeti, scrittori….Anche Achille Iachino, melitese doc, scrittore per vocazione o per caso. E' nata una stella?

Ci capitano  fra le mani  per Natale, bontà loro, alcuni libri di poesie, qualche saggio ed un paio di romanzi.

I lettori pensano erroneamente, che il giornalista sia in automatico, anche un critico letterario e perfino critico d’arte; e che soprattutto, possa ‘sprecare’ il suo preziosissimo monte-ore (spesso, sedici su ventiquattro) a spulciare libri, sebbene nostro esercizio da una vita, con tutto il rispetto, per carità; a visitare mostre d’arte.

Ma non è così. Non potrebbe essere così, quando dovessi dirigere una testata on line. Impegnato, fra l'altro vanagloriosamente, a scrivere libri anche tu, visionario ed utopista.

Non c’è tempo nemmeno per gestire gli appuntamenti, cadenzati nella giornata, con la politica ( Consiglio Regionale, Consiglio Metropolitano, Consiglio Comunale) e la serie interminabile di convegni, riunioni, tavole rotonde, simposii, meeting, rendez-vous; e gl’inviti, che spiovono a getto continuo on line, davvero tantissimi, vista l’abbondanza e l’interesse crescente e le esigenze.

Ma solo Dio onnipotente, onniscente, onnipresente, possiede il dono dell’ubiquità. Egli è in Cielo, in terra ed in ogni luogo.

E ci sono anche gl’impegni personali, familiari, sociali, culturali, giornalistici, le conferenze stampa.

Non basterebbero 25 ore su 24, se si potesse, per smaltire la mole impressionante che ruota intorno vorticosamente.

le“Lettere morte” avente per sottotitolo,” Le parole dell’inganno”, edizioni Efesto; la copertina è illustrata da Alessio Paniccia. Sul retro:Per tornare alla dignità di uomini, alcuni lasceranno gli usci, abbandoneranno la famiglia, la sagrestia, il lavoro, il libro e andranno verso notti insonni e fredde da passare con le orecchie ritte. Verrà la fame con il suo cerchio di fauci spalancate, e la paura, con il gelo che inietta nelle ossa pietrificandole. Sarà un vivere d’ombre sparse, un travisarsi al limitar della morte, un tramutare casolari in fortezze, un cambiarsi i nomi per lasciarli, regalo viscerale, ai salutati affetti. Tutto per potersi ritrovare dopo, ancora esseri imprecisi e discordanti, ma liberi. Speranzosi nell’accoglienza di un ritorno che non abbia dimenticato il nome lasciato. Una parte di tutto questo ha sfiorato Fabio”.

Non è il caso di sorteggiare o di tirare a sorte. Ci colpisce la copertina in bianco e nero.

Non siamo tifosi della Juventus, dell’Udinese, del Siena e via di seguito.

Edizioni Efesto.  Nella mitologia greca, fonte Wikipedia, Efesto o Vulcano, è il dio del fuoco, delle fucine, dell'ingegneria, della scultura e della metallurgia.

Efesto, realizzò la maggior parte dei magnifici oggetti di cui si servivano gli dei, nonché quasi tutte le splendide armi dotate di poteri magici che nei miti greci compaiono in mano agli eroi. Tra le sue realizzazioni ci sono: La sua intera fucina; I suoi automi (robot) di metallo suoi aiutanti; Il suo bastone a forma di martello dal manico allungato; I magnifici gioielli di Teti ed Eurinome; Il trono dorato in cui restò imprigionata Era; Gli edifici (le abitazioni) di tutti gli olimpi (costruiti sull'Olimpo); L'arco e le frecce d'oro di Apollo e l'arco e le frecce d'argento della sua gemella Artemide; Le opere artistiche a Lemno; La catena o rete, con cui immobilizzò Ares e Afrodite a letto; L'elmo e i sandali alati di Ermes; Lo scettro e l'Egida, il fenomenale scudo di Zeus; La cintura di Afrodite; Il bastone di Agamennone; L'armatura, le armi e lo scudo di Achille; I battacchi di bronzo di Eracle Il carro di Helios; La corazza e l'elmo di Enea; La spalla di Pelope; L'arco e le frecce di Eros L'intera armatura di Memnone; Pandora, la prima donna, e il suo vaso; Talo, il gigante di bronzo guardiano di Creta; La delimitazione in due parti del suo martello per volere di Zeus per non fare avere ad Ares la stessa potenza delle sue armi; I suoi assistenti all'interno della fucina erano i Ciclopi.

Sulle alette si legge:”Fabio Cellini, vive in un piccolo paese di mare. Ha studiato quel tanto che basta per saper leggere e far di contoma si arrabatta fra lavori precari e contrabbando. Una mattina si imbatte nel rottame di una jeep militare incidentata. I passeggeri, soldati italiani e tedeschi, sono morti. Ruba una poistola ed alcuni fogli bruciacchiati. Secondo la voce che gira in paese i militare portavano una lista con i nomi di paesani morti in battaglia. Quella lista è nelle sue mani. Scorrendola, scopre che ci sono i nomi di due persone, che conosce, e senza sapere, inizia a scrivere lettere alle relative famiglie, spacciandole per missive inviate dai loro congiunti in guerra. Da queste bugìe messe nero su bianco scaturiranno avvenimenti che porteranno il racconto ad espandersi su vicende umane che non sono più soltanto quelle del protagonista; su tutte quella di Ada, la cugina con cui Fabio vive, che si comporta in maniera misteriosa e che sarà fulcro di un finale inaspettato, rivelatore e commovente. Lettere morte è un romanzo in divenire che tornando su un periodo drammatico del nostro passato prossimo interroga, senza pretesa di fornire risposte definitive, le coscienze dei personaggi raccontati che diventano paradigma , dell’orrore della guerra  mostrando come, pur vivendo un dramma epocale e collettivo, c’è sempre la possibilità di scegliere come stare al mondo. O di cambiare fino all’ultima possibilità che ci viene data, le scelte fatte in precedenza.”

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Achille Iachino è nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 18 ottobre 1974. Laureato in Giurisprudenza, vive e lavora a Roma. I primi contatti con la carte stampata arrivano grazie alla passione per la Musica, che lo porta a collaborare per una rivista musicale, per cui ha scritto recensioni soprattutto di Jazz e Blues senza disdegnare incursioni nel Rock. Dai racconti di guerra ascoltati da bambino, nasce l’idea di ‘Lettere morte, suo esordio come scrittore. Finito di stampare nel mese di novembre del 2017.

La  dedica. Il libro è dedicato a: Cesco e Tita che mi dicevano di leggere. A Stefania che mi ha detto di scrivere. A Francesco e Isabella che non hanno bisogno di dire niente.

Sono 362 pagine thrilling e mozzafiato che incatenano il lettore sino all’ultima parola.

Niente prologo, presentazione, prefazione o postfazione. Si entra subito nel vivo dell’avventura, delle emozioni a catena

Luoghi e personaggi affascinanti, che spingono a ‘divorare i capitoli  e le pagine.

“Per malasorte o scarso senno vaghiamo i nostri giorni tra piste false, rotte inutili e qualche varco libero, confidando nella benevolenza di un destino che dispensa carezze e angherie secondo codici che non a tutti è dato decifrare…

Non riveliamo altri particolari dell’interessante romanzo, per non rubare i brividi, le souspences e le emozioni ai lettori. Riteniamo che valga la pena di leggere l’opera prima di Achille Iachino; per ciò la segnaliamo, a chi ami l’avventura e la cultura.

Domenico Salvatore

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