In un silenzio surreale, lontano dal frastuono del mondo, la voce sublimante di un concerto di Natale/ di Maria Drosi

In un silenzio surreale, lontano dal frastuono del mondo, la voce sublimante di un concerto di Natale/ di Maria Drosi

23.12.2017  8:00 - 

di Maria Drosi - 

 

     E’ alla 33^ edizione, il “Concerto di Natale” a Vallelonga, ma l’atmosfera, che trasuda attesa nel piccolo borgo adagiato su un pianoro delle Serre Calabre, sembra segnare il passo di una 1^.

     Ed è sempre così. Così ogni volta.

 Anima dell’evento, il maestro-compositore Vincenzo Barbieri, docente in molti Conservatori italiani e maestro di coro. Il prete della Musica, prima ancora che il Parroco della Basilica-Santuario dedicata a Santa Maria di Monserrato. Riedificata sulle rovine di un’antica chiesa basiliana, è un gioiello d’arte composita, tra il bizantino, il gotico e il neoclassico; custode, anche, di alcune tele del pittore Andrea Cefaly e di statue lignee degli scultori Drosi, nonchè del più grande organo a canne della Calabria.

      Nel suo slancio verso il diamantino cielo montano, proteso al senso di profonda spiritualità, è forte richiamo all’anelito d’Infinito dell’uomo, spesso smarrito ed indifeso nei contrasti e nelle contraddizioni della società e della vita.

       Il Concerto, all’interno del programma, riferisce il musicologo Vincenzo Barbieri, presenta un repertorio di momenti musicali diversificati, comunque fedeli allo stesso unico filo conduttore proprio del periodo natalizio, e si snoda e si articola in differenti espressioni di forte suggestione emotiva.

     Si susseguono in armonico crescendo, le musiche della tradizione religiosa popolare, eseguite alle zampogne dai maestri Alessandro Brizzi e Francesco Ventura; i canti liturgici gregoriani, interpretati dal “Coro Polifonico di Monserrato”, ideato e diretto dallo stesso maestro Barbieri, e dalla “Schola Cantorum   S. Francesco” di Pizzo, alla bacchetta del direttore Diego Ventura. Quindi, sul podio, l’organista d’eccezione Salvatore Pronesti, maestro, costruttore e manutentore presso la sua “bottega organaria” di Cremona.

       Perché protagonista indiscusso di memoria storica del pittoresco borgo, è lui, l’organo, che crea il fascino intenso della musica sacra, nel silenzio surreale e mistico d’ambiente difficilmente definibile.

       E perché è proprio nel silenzio, nell’assoluto silenzio, che si possono carpire i segreti del linguaggio musicale. 

      Porsi in atteggiamento favorevole al silenzio, aiuta a sublimare lo spirito e a “farlo cantare” (Valery Gergiev); è “come se cantasse insieme con la musica” (Nézet-Seguin).

       “C’è un tempo nell’anno per fermarsi, cercare, riflettere, e, nel silenzio, rientrare in se stessi”, scrive Carlo Maria Martini.

          Il tempo sospende misteriosamente l’inflessibile richiamo al suo scorrere, creando una pausa di silenzio… Per modulare i temi dello spirito. Per non turbare l’armonia delle voci e dei suoni, melodie eterne, che dal Santuario basiliano si diffonde nelle silenti radure e nei boschi; vibrazioni di note e fremito d’anima , che, liberi nell’aria, volteggiano con i venti e con le nuvole nei cieli delle Serre Calabresi.       

                                                                   

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