In memoria di Peppino Tuscano: ricordo di una vita

In memoria di Peppino Tuscano: ricordo di una vita

2.08.2019  16:00 - 

di Santo Scialabba - 

La storia e la vita presentano sempre, prima o poi, il conto; poi, c’è un consuntivo da ordinare, da ricercare nel ricordo, nella memoria che palpita quando le idee si fanno spazio per emergere, diventano testimonianza del cuore e del lascito innamorato di valori civili incarnati, che sono giustizia, libertà, coerenza morale; queste le doti umane e culturali che dovrebbero guidare in tutte le azioni quotidiane o di lungo respiro degli uomini, se vogliamo rimuovere il lutto, cogliere il presente col volto nuovo della conquista culturale, dell’impegno personale che non stanca e non tradisce.

Quando un uomo conclude la parabola terrena rimane e aleggia la sua storia e ciò che ha lasciato ai posteri in ragione del pensiero e dell’intelligenza umile ma capace di prevedere il futuro della storia.

La scomparsa di “Peppino” Tuscano, comunista bovese della prima ora, coerente figura del pensiero sociale, ha mostrato, al di là del momento di sofferenza che la perdita di una persona cara comporta, una manifestazione civile come poche ce ne sono state negli ultimi anni; è come se il presente avesse ripreso per un attimo il cuore di un passato ideale mai domo. Il taglio della cerimonia è stato laico, illuminista, non formale, partecipato, al suono della banda musicale di Bova e il ritorno di canti come Bandiera rossa, l’Inno dell’Internazionale e Bella Ciao; l’eco di una storia non morta è tornata viva: la guerra di liberazione, le lotte contadine, l’associazione dei partiti della datata Sinistra politica militante le ho viste, oggi, schierate e coscienti, volitive come nel quadro” Il Terzo Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Infine il saluto e gli interventi in Piazza Municipio hanno accomunato il ricordo, sentito come un grato bisogno della mente, di Peppino Tuscano, combattente indomito per la libertà delle idee e degli uomini, sotto qualsiasi cielo, in qualsiasi tempo.

 

Di Redazione

prof. Santo Scialabba, docente  di materie letterarie, scrittore, critico letterario

 

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